Sony Bravia 9 Mark II / Luca Fontana
Test del prodotto

Sony Bravia 9 Mark II alla prova: l'entusiasmante rivoluzione RGB

Luca Fontana
24.7.2026
Traduzione: Martina Russo

Da anni gli OLED sono lo standard di riferimento per ogni cosa. Ma il Bravia 9 Mark II di Sony mette seriamente in discussione questo dogma. La sua nuova retroilluminazione RGB offre una qualità dell'immagine che sorprende anche i fan più sfegatati degli OLED come me.

Full disclosure: il televisore, versione da 65 pollici del Bravia 9 Mark II, mi è stato fornito da Sony per il test. Tuttavia, Sony non influisce in alcun modo sul risultato del test, sulla mia valutazione e sulla procedura di prova.

Ogni televisore LCD è dotato di una retroilluminazione chiamata backlight. Questa illumina i pixel e determina la luminosità, il contrasto e la fedeltà dei colori dell'immagine. Nei televisori mini LED tradizionali, questa retroilluminazione è costituita da LED blu. La luce di questi LED viene convertita in luce bianca da uno strato di punti quantici e successivamente dei filtri colorati scompongono nuovamente il bianco in rosso, verde o blu. È così che nascono i colori che vedi.

Tuttavia, il Bravia 9 Mark II di Sony non è un normale televisore mini LED, bensì un mini LED RGB. Invece di LED blu, ci sono dei LED secondari rossi, verdi e blu direttamente nella retroilluminazione, ognuno dei quali può essere controllato singolarmente. Di conseguenza il colore non si forma più davanti alla retroilluminazione, bensì già al suo interno. Sony lo chiama True RGB. E chi pensa che si tratti solo di un'etichetta markettara si sbaglia di grosso.

Peraltro, la tecnologia non appartiene esclusivamente a Sony. Hisense, Samsung e persino LG hanno tutti la propria versione di mini LED RGB. Ma Sony ha continuato a fare ricerca, finché la sua tecnologia non è stata abbastanza matura da potersi chiamare «True RGB». Il che non è avvenuto per caso. La differenza rispetto alla concorrenza sta nel cosiddetto algoritmo di rilevamento, che Akiyama Hideki, ingegnere specializzato in retroilluminazione, ha definito «la missione più difficile di tutta la mia carriera in Sony». Diversamente da quanto succede nei prodotti della concorrenza, questo algoritmo garantisce il monitoraggio e il controllo in tempo reale dei LED secondari rossi, verdi e blu.

True RGB. Hai capito ora perché?

Ma cosa significa questo nella pratica? È una questione che vado ad approfondire. Con misurazioni, scene di riferimento e il confronto diretto con i migliori televisori del 2025 e con il modello precedente della stessa Sony, il Bravia 9. Questo era già un televisore mini LED davvero notevole, ma con un punto debole sostanziale: la fedeltà dei colori e la copertura dello spazio colore erano inferiori rispetto alla concorrenza OLED. Quindi era abbastanza buono, ma non buono abbastanza. Il Bravia 9 Mark II dovrebbe cambiare tutto questo.

Spoiler: e infatti lo cambia.

Design: stile industriale e illusione ottica

Per quanto riguarda l'aspetto puramente estetico, anche nel 2026 Sony resta fedele a se stessa, ma con tocco di novità. Il Bravia 9 Mark II abbandona le iconiche «zampe d'anatra» ai lati dello schermo. Al loro posto introduce invece un unico piedistallo centrale, posizionato al centro del pannello. Di vetro. E questo piedistallo nasconde un segreto.

Il vetro è lavorato in modo da riflettere la luce che arriva dall'alto, ovvero tutto ciò che dovrebbe essere visibile dietro il piedistallo, come i cavi, invece di lasciarla passare. Il che significa che dal davanti non vedi niente: niente cavi, niente grovigli, niente distrazioni. Il televisore sembra fluttuare sopra il mobile, come se ricevesse la corrente direttamente dall'aria. Solo mettendoti lateralmente allo schermo scopri l'illusione.

A livello pratico, è tutto come prima. Lo spazio tra il bordo inferiore del pannello e il mobile è ancora sufficiente per la maggior parte delle soundbar. E il piedistallo centrale, a differenza dei vecchi piedi d'anatra, trova posto anche su mobili più stretti. Un upgrade minimo ma di qualità, com'è tipico di Sony.

Veniamo alle specifiche. Sony Bravia 9 Mark II ti offre:

  • 4 porte HDMI-2.1, di cui una con eARC
  • 2 porte USB-A
  • 1 uscita per Toslink
  • 1 porta LAN
  • 1 slot CI
  • Prese per antenna (DVB-T/T2, DVB-C, DVB-S/S2)
  • Bluetooth 5.3
  • WiFi (WiFi 6 / WiFi 6E)
  • Chromecast incorporato
  • Apple AirPlay e Apple HomeKit

Tutti e quattro gli ingressi HDMI supportano HLG, HDR10 e Dolby Vision. Manca solo l'HDR10+, la cui diffusione è comunque ancora minima. Molto apprezzabile la funzione di passthrough di Dolby Atmos e DTS:X. Ora è incluso anche il WiFi 6E, che utilizza la banda di frequenza a 6 GHz e garantisce maggiore stabilità di connessione nelle reti molto affollate.

Misurazioni: incredibile precisione da record

Stai per leggere informazioni molto tecniche. Per le mie misurazioni utilizzo lo strumento professionale di Portrait Display per classificare in modo oggettivo la qualità dell'immagine. Se dettagli e diagrammi non sono esattamente la tua passione, puoi passare direttamente al capitolo «L'immagine: l'LCD sfida l'OLED… e ormai è incredibilmente vicino».

Andiamo alle misurazioni. Ho misurato tutte le modalità dello schermo del televisore senza eseguire la calibrazione, ovvero nello stato in cui l'apparecchio esce dalla confezione. Ho cambiato solo un'impostazione.

  • Movimento: in «Motion Flow» ho impostato la «modalità Film» su «Bassa» affinché l'immagine risultasse più fluida e meno sgranata.

A sorpresa, i migliori risultati non li ha raggiunti la modalità Dolby Vision di Sony, ma la sua modalità Pro. E con un distacco talmente ampio che ho deciso di guardare tutti i contenuti esclusivamente in questa modalità. Compresi i contenuti Dolby Vision. Il che è insolito, quasi al limite dell'eresia. Ma perché dovrei rinunciare ai valori di riferimento, se esiste una modalità che me li dà già di fabbrica?

Con i videogiochi, invece, dovresti sempre utilizzare la modalità Gioco per via dell'input lag.

La luminosità massima

Chi si mette a fare misurazioni sul Bravia 9 Mark II per la prima volta avrà una piccola sorpresa. La luminosità massima nelle sezioni di immagine di piccole dimensioni, ovvero quelle che i televisori mini LED utilizzano di solito come riferimento, nella modalità Pro è sorprendentemente modesta. È persino più bassa rispetto al Bravia 8 Mark II, un OLED che, di norma, dovrebbe avere una luminosità piuttosto ridotta. A prima vista, questo sembra uno svantaggio. Ma non lo è.

In realtà si tratta di una scelta intenzionale di Sony. Perché aumentando al massimo la luminosità nelle sezioni piccole dell'immagine, rischi di ottenere immagini sbiadite nelle zone più luminose e un bilanciamento falsato del bianco. L'immagine sarà quindi incredibilmente luminosa, ma non più corretta. Nella modalità Pro, Sony prende un'altra strada: valori di picco più bassi, ma una luminosità costantemente elevata (967 nit!) su tutta la superficie dello schermo. Ed è proprio questo il vero trucco.

Mentre gli OLED con schermi di grandi dimensioni devono ricorrere a una regolazione molto accurata per non rischiare il burn-in, il Bravia 9 Mark II mantiene la luminosità a un livello irraggiungibile per qualsiasi altro OLED, anche su metà schermo o schermo intero. Ne risulta un contrasto che sembra quasi quello di un OLED, ma che in realtà ha un'altra origine. Ovvero, non si ottiene grazie a un nero perfetto, bensì a una luminosità perfetta.

Bilanciamento del bianco, colori e toni di grigio

Una cosa non cambierà mai nei Sony: i colori naturali, le sfumature precise e le immagini dal bilanciamento neutro. Ma in questo caso parlare di «preciso» è decisamente riduttivo. Lo capirai tra poco. Cominciamo con il bilanciamento del bianco.

Il bianco appare sullo schermo quando il rosso, il verde e il blu si illuminano contemporaneamente e nelle giuste proporzioni. Se questo rapporto non è corretto, il colore assume una sfumatura indesiderata: il bianco diventa troppo freddo, troppo caldo o tendente al verde. Il bilanciamento RGB del Bravia 9 Mark II dimostra quanto questo televisore riesca a mantenere il giusto equilibrio in tutti i livelli di luminosità: nessun canale è dominante o penalizzato e tutti i valori si discostano di massimo dell'uno per cento dal valore di riferimento.

L'asse Y mostra lo scostamento percentuale rispetto al valore di riferimento. Uno scostamento massimo del cinque percento in più o in meno rispetto al 100 percento previsto rientra nei limiti consentiti. L'asse X mostra la luminosità dello schermo in percentuale.
L'asse Y mostra lo scostamento percentuale rispetto al valore di riferimento. Uno scostamento massimo del cinque percento in più o in meno rispetto al 100 percento previsto rientra nei limiti consentiti. L'asse X mostra la luminosità dello schermo in percentuale.

Passiamo ora alla copertura dello spazio colore. Questi i valori che ho rilevato:

  • Rec. 709: 100% (buona = 100%) – lo spazio colore standard per contenuti SDR come live TV, DVD e Blu-ray.
  • DCI-P3: 99,91% (buona = >90%) – lo spazio colore standard per i contenuti in HDR, ad esempio in HDR10 o Dolby Vision.
  • BT.2020: 88,61% (buona = >90%) – lo spazio colore del futuro. I contenuti attuali lo usano raramente o mai.
A sinistra: la copertura DCI-P3 del Bravia 9 Mark II. A destra: la copertura BT.2020.
A sinistra: la copertura DCI-P3 del Bravia 9 Mark II. A destra: la copertura BT.2020.

Sony raggiunge quasi il massimo in termini di copertura dello spazio colore. Non è poi così grave che il Bravia 9 Mark II manchi di poco l'obiettivo del 90% dello spazio colore BT.2020: anche l'OLED Tandem RGB di LG ha raggiunto «solo» il 76% circa, che è comunque un ottimo risultato per un televisore di fascia alta. Solo il Samsung S95F ha addirittura superato l'obiettivo con il suo 91,39%.

Resta solo da valutare la fedeltà cromatica, ovvero la precisione con cui il televisore riproduce i singoli colori. Il Bravia 9 Mark II, in modalità Pro, raggiunge un valore DeltaE davvero notevole: 1,9! Il vecchio Bravia 9 nella modalità Dolby Vision arrivava a 4,07, appena al di sotto del valore massimo accettabile di 5. Il Bravia 8 Mark II di Sony raggiungeva un valore di 3,76. L'LG G5 arrivava a 2,29.

Giusto per capire: solo gli esperti riescono a percepire un DeltaE inferiore a 3, che quindi è già considerato eccellente. Con la calibrazione si cerca di portare il valore addirittura al di sotto di 2. Valore che raggiunge anche il Bravia 9 Mark. E, attenzione, senza che io abbia dovuto fare alcuna calibrazione. Pazzesco.

Riflessi

I riflessi non si misurano direttamente, bensì si vedono. Tranne che nel Bravia 9 Mark II. Lì praticamente non li vedo. Infatti, per la prima volta Sony ha integrato uno strato antiriflesso opaco nel suo LCD, una caratteristica finora appannaggio del modello S95F di Samsung, l'unico OLED con questo trattamento.

Il principio è lo stesso: la luce in entrata non viene riflessa, ma diffusa su un'ampia superficie. Invece di creare punti luminosi, la luce si diffonde in modo uniforme su tutta la superficie dell'immagine, senza causare riflessi fastidiosi. La finestra dietro allo schermo, la lampada a soffitto sopra il divano, il sole pomeridiano che batte di lato: il Bravia 9 Mark II gestisce tutto questo senza alcuna difficoltà.

Il rovescio della medaglia lo conosciamo già dall'S95F: in ambienti molto luminosi, i livelli di nero perdono un po' di intensità. Il nero, quindi, risulta opaco invece che intenso. In un televisore LCD, il cui livello di nero non è comunque paragonabile a quello di un OLED, questo aspetto è praticamente irrilevante. Questo compromesso risulta vantaggioso solo se nella stanza c'è davvero una luce abbagliante: in quel caso sarai comunque felice di non trovarti davanti uno specchio.

L'immagine: l'LCD sfida l'OLED… e ormai è incredibilmente vicino

I risultati delle misurazioni sono impressionanti, almeno a livello teorico. Ma a cosa servono dei valori DeltaE perfetti se le immagini che vedi in salotto non ti convincono? È giunta ora della prova pratica.

Oltre al Bravia 9 Mark II, ho testato altri tre televisori nelle stesse condizioni: il diretto predecessore, il Bravia 9, e i miei due preferiti dell'anno scorso, l'LG G5 e il Bravia 8 Mark II sempre di Sony. Due televisori mini LED e due OLED. Mini LED tradizionale contro True RGB, LCD contro OLED. Quale offre l'immagine migliore?

Se vuoi dare un'occhiata ai test dettagliati degli altri modelli, li trovi qui:

Resa cromatica

Qual è la differenza tra i quattro televisori a livello di resa cromatica? Li ho messi alla prova con scene tratte da «Guardiani della Galassia Vol. 2», «Avatar: la via dell'acqua» e «James Bond: Skyfall», tutti film molto impegnativi dal punto di vista visivo, con colori accesi, giochi di luce raffinati e tonalità della pelle difficili da riprodurre.

Fonte: UHD Blu-ray, «Guardiani della Galassia Vol. 2» – Disney+, «Avatar: la via dell'acqua» / Apple TV+, «James Bond: Skyfall».

Cominciamo dal confronto più immediato: il vecchio Bravia 9 e il Bravia 9 Mark II. La differenza è visibile a occhio nudo e coincide esattamente con i valori rilevati. La pelle di Drax in «Guardiani 2», i volti dei Na'vi in «Avatar»: sul vecchio Bravia 9 si insinua ovunque una leggera sfumatura giallastra che toglie naturalezza all'immagine. In «Skyfall» la situazione si ribalta. Qui il vecchio Bravia 9 è persino troppo freddo.

Rispetto ai due OLED (LG G5 e Sony Bravia 8 Mark II), il Bravia 9 Mark II resta fedele alla sua impostazione: ha una resa più fredda, sobria e meno accattivante. Infatti, il G5 rende il palazzo di Ego di un oro più caldo, la giungla di «Avatar» di un verde più intenso e il volto di Bond di un caldo nostalgico. Forse i colori sono meno accurati, ma sono indubbiamente bellissimi. Il Bravia 8 Mark II si colloca a metà strada. Il calore e l'emozione che trasmettono i due OLED sono tutti merito della loro tecnologia. Anche il Bravia 9 Mark II raggiunge risultati simili, ma con un pannello LCD. Cosa assolutamente impensabile due anni fa.

Livello di nero e gradazione della luminosità

Come se la cavano i quattro televisori con scene di film particolarmente buie o molto luminose? Li ho testati con «Blade Runner 2049» e «Jurassic World – Il regno distrutto», due film che fanno un uso estremo di ombre, luci intense e contrasti.

Fonte: UHD Blu-ray, «Blade Runner 2049» / «Jurassic World».

Nelle scene buie si nota la differenza, prevista ma comunque notevole, tra LCD e OLED. Il G5 e il Bravia 8 Mark II di Sony immergono Sapper Morton e l'Agente K di «Blade Runner 2049» in un'oscurità quasi totale: le sagome si mescolano allo sfondo e i dettagli si perdono. Il Bravia 9 Mark II alleggerisce leggermente le ombre e, di conseguenza, lascia intravedere più cose: la struttura della parete, il fornello, il mobile della cucina. Cosa è «più giusto»? Per come la vedo io, è una questione di gusti. Per me, personalmente, «Blade Runner» vive di oscurità. Di ciò che si riesce a percepire tra le ombre.

Nelle scene luminose, la situazione si ribalta. In «Jurassic World: Il regno distrutto», il Bravia 9 Mark II è più luminoso, il sole splende più intensamente e l'aereo si staglia con maggiore nitidezza contro il cielo della sera. Gli OLED risultano più smorzati, ma in compenso più morbidi e cinematografici nelle sfumature arancioni del tramonto. In questo caso il vecchio Bravia 9 è quello che più si avvicina al Mark II, anche se con la solita sfumatura gialla che fa sembrare la scena più calda, ma meno accurata.

Local dimming e blooming

Sono anni che, nel mio test sul local dimming, metto a dura prova i televisori. Questa volta il confronto coinvolge i televisori 8K di LG del 2020 e il Bravia 9 Mark II, e racconta la storia di una tecnologia che in sei anni ha fatto incredibili progressi.

Fonte: Blu-ray UHD, «Westworld», stagione 2, episodio 2. Timestamp: 00:11:50.

Nell'LG il blooming, ovvero quei tipici aloni luminosi che si formano quando oggetti chiari si stagliano su uno sfondo scuro, era quasi insopportabile. Nel QN95D di Samsung la situazione è notevolmente migliorata, mentre il QN900D ha eliminato quasi del tutto il blooming.

Ma è stato solo il Bravia 9 di Sony, due anni fa, a eliminare completamente il blooming, nonostante il suo pannello più grande da 75 pollici. E il Bravia 9 Mark II? Anche qui non c'è traccia di blooming. E questo nonostante abbia addirittura un numero leggermente inferiore di zone dimmerabili per pollice rispetto al modello precedente. Il motivo sta nella tecnologia mini LED RGB: dato che la retroilluminazione utilizza subito il colore giusto invece di un bianco abbagliante, l'inevitabile luce residua è quasi impercettibile per i nostri occhi e può essere bloccata meglio dagli schermi LCD.

Il processore: impeccabile. O quasi.

Il processore è il cervello del televisore. Il suo compito principale è quello di ricevere, elaborare e visualizzare i segnali delle immagini. Durante il processo, riconosce la scarsa qualità dell'immagine e cerca di migliorarla rimuovendo il rumore, migliorando i colori, smussando i bordi, rendendo più fluidi i movimenti e aggiungendo informazioni mancanti ai pixel.

Motion processing e judder

Per testare il judder utilizzo anche stavolta «1917» di Sam Mendes. Con le sue carrellate lunghe e regolari è lo stress test perfetto per qualsiasi processore. Presta attenzione alle travi verticali del fienile: scorrono in modo fluido nell'immagine o sembra che vadano a scatti?

Fonte: Blu-ray UHD, «1917». Timestamp: 00:42:25.

Qui ho la mia prima brutta sorpresa. Nonostante le impostazioni dell'immagine siano identiche, il Bravia 9 Mark II è quello che presenta il judder più evidente tra i quattro televisori: se metti l'immagine in pausa, si vedono le sagome sfocate delle barre, segno dell'intervento limitato del processore.

Il motivo sta probabilmente nella modalità Pro, che punta a riprodurre l'intenzione del regista nel modo più fedele possibile. Le pellicole cinematografiche hanno 24 fotogrammi al secondo e i puristi sapranno senz'altro apprezzare l'effetto. Io, personalmente, no. L'LG rimane il mio preferito nella gestione di questo aspetto: immagini morbide come il burro, che non danno l'effetto «soap opera». Sony opta per un approccio più conservatore: una scelta coerente per i puristi, ma non certo per tutti i gusti.

Upscaling

Ora arriviamo a uno dei test più difficili: quanto il processore riesce a migliorare delle sorgenti di bassa qualità, come i vecchi Blu-ray, la TV in diretta o le serie come «The Walking Dead». Quest'ultima è stata volutamente girata su pellicola da 16 mm per creare quell'atmosfera post-apocalittica di distruzione grazie alla particolare grana della pellicola e al rumore d'immagine.

Fonte: Netflix, «The Walking Dead», stagione 7, episodio 1. Timestamp: 00:02:30.

Il paragone più rilevante è quello con il vecchio Bravia 9. Il modello precedente presentava una nitidezza eccessiva: il volto di Negan appare quasi troppo «digitale», i contorni sono troppo marcati e le texture sembrano eccessivamente elaborate. Il Bravia 9 Mark II trova invece una via di mezzo più naturale: è nitido, ricco di dettagli, ma senza quell'aspetto artificiale che un occhio attento nota subito.

Il Bravia 9 Mark II è allo stesso livello del Bravia 8 Mark II e dell'LG G5, ma con una filosofia di resa delle immagini leggermente diversa. Nei due OLED la barba di Negan e le gocce di sudore sulla sua fronte risultano leggermente più morbide e calde. Nel Bravia 9 Mark II le immagini sono più fredde e dirette, con contorni leggermente più precisi. Se vuoi decretare un vincitore chiaro, devi davvero usare la lente d'ingrandimento.

In sintesi, si tratta di quattro televisori eccellenti, con un'unica eccezione: il vecchio Bravia 9 è visibilmente inferiore nell'upscaling. Anche questo la dice lunga sui progressi del Mark II.

Gaming: input lag e modalità Gioco

Per quanto riguarda il tema dell'input lag, ovvero il ritardo tra l'input dal controller e la reazione sullo schermo, con il dispositivo di misurazione di «Leo Bodnar» nel Bravia 9 Mark II ho ottenuto un valore di 13,8 millisecondi misurati con risoluzione UHD, 60 fotogrammi al secondo e HDR attivato. Anche se è un buon risultato, il valore è nettamente superiore a quello del G5 di LG (9,7 millisecondi). A ogni modo, non viene superato il limite spesso citato dei 20 millisecondi, oltre il quale si notano effettivamente dei ritardi.

  • 4 porte HDMI 2.1 (4K 120Hz)
  • Auto Low Latency Mode (ALLM)
  • Frame rate variabili (HDMI Forum VRR, solo su HDMI 3 e 4)

A tal fine Sony, proprio come Samsung, LG, Philips, TCL e Panasonic, ha stretto una partnership con molti importanti studi di videogiochi. Il risultato è l'HGiG – HDR Gaming Interest Group. Secondo il produttore, questo dovrebbe garantire che l'HDR venga visualizzato come previsto dagli sviluppatori di giochi, ad esempio quando gioco a «Spider-Man 2» sulla mia PlayStation 5 Pro.

Fonte: PS5 Pro, «Spider-Man 2», modalità 120 Hz, HDR, VRR e ray tracing attivato.

Spider-Man volteggia su New York a 120 fotogrammi al secondo e il Bravia 9 Mark II segue ogni suo movimento – senza esitazioni, senza sbavature né ritardi. I riflessi in ray tracing nelle pozzanghere e nelle vetrine dei negozi brillano, grazie al True RGB, con un'intensità cromatica che non mi sarei mai aspettato da un LCD. Anche nei combattimenti più concitati, con veloci panning della telecamera e lampi di luce HDR, l'immagine rimane nitida e reattiva. Io l'input lag non lo noto proprio. Ma se ti interessano i millisecondi, ad esempio nell'ambito del PVP competitivo, ti conviene ancora affidarti a LG e Samsung.

In breve

Il miglior televisore LCD che abbia mai testato

Il Bravia 9 Mark II non è un semplice upgrade. È la risposta di Sony a una domanda che il settore si pone da anni: gli LCD saranno mai all'altezza degli OLED? Dopo questa prova la mia risposta è: sì. Almeno per quanto riguarda l'immagine.

La fedeltà dei colori e il bilanciamento del bianco sono assolutamente incredibili: senza alcuna calibrazione, direttamente dalla fabbrica e a un livello che finora avevo visto solo nei monitor di riferimento professionali. Il rivestimento antiriflesso opaco è una novità che si aspettava da tempo. Il blooming è ormai un ricordo passato. E la luminosità dello schermo batte qualsiasi OLED sul mercato. Il True RGB non è una semplice promessa di marketing, ma una solida realtà misurabile.

Resta comunque qualche aspetto problematico: il judder evidente nella modalità Pro, mentre l'LG resta il televisore più reattivo per quanto riguarda l'input lag. Se ti interessano i neri più profondi tipo sala da cinema, ti conviene restare ancora sugli OLED. Ma se cerchi immagini nitide e luminose in un apparecchio da usare quotidianamente, perfette anche alla luce del giorno, qui troverai il meglio che gli schermi LCD offrono al momento.

Pro

  • Fedeltà cromatica quasi perfetta, senza calibrazione
  • Luminosità costante ed elevata, superiore a qualsiasi OLED
  • Rivestimento antiriflesso opaco, anche sugli schermi LCD
  • Nessun effetto blooming evidente grazie a True RGB
  • Upscaling pulito, ottima riproduzione di SDR e HDR

Contro

  • Il livello di nero non raggiunge quello degli OLED
Sony K65XR95M2PB (65", Bravia 9 II, Vero RGB, 4K, 2026)
TV
Cash‐back
Etichetta energetica E
CHF3199.– CHF 400.– Cashback

Sony K65XR95M2PB

65", Bravia 9 II, Vero RGB, 4K, 2026

Immagine di copertina: Sony Bravia 9 Mark II / Luca Fontana

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Scrivo di tecnologia come se fosse cinema – e di cinema come se fosse la vita reale. Tra bit e blockbuster, cerco le storie che sanno emozionare, non solo far cliccare. E sì – a volte ascolto le colonne sonore più forte di quanto dovrei.


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