Opinione

I 100 migliori videogiochi di tutti i tempi: dal 67° al 34° posto

Digitec Galaxus ha messo insieme una giuria di 47 esperte ed esperti e ha selezionato i 100 migliori videogiochi di tutti i tempi. Di seguito trovi le posizioni dalla 67 alla 34.

Con l'aiuto di una giuria di 47 persone, la redazione di Digitec Galaxus ha selezionato i 100 migliori videogiochi di tutti i tempi. Abbiamo iniziato con le posizioni dalla 100 alla 68, la cui classifica è stata approvata all'unanimità da tutte le nostre lettrici e lett… ma che vado dicendo? Com'era da prevedere, la classifica ha fatto discutere e ha suscitato alcuni commenti accesi.

Ma meglio così: una classifica che piace a tutti sarebbe davvero noiosa.

Chissà se anche nei prossimi 34 posti ci saranno delle voci che faranno discutere? È molto probabile. Per saperne di più e ricevere anche i prossimi articoli, segui l'argomento Videogiochi.

Sono oggettivamente i migliori giochi di tutti i tempi?

No, una cosa del genere non può esistere. Sono giochi molto importanti per alcune persone e la cui rilevanza culturale è ancora oggi evidente. Non è la lista definitiva, ma solo UNA lista.

Si può assolutamente e, anzi, si deve discutere dei gusti personali e ci fa piacere avere anche la tua opinione nei commenti.

67. «Grand Theft Auto: San Andreas» (2004)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

A tutt'oggi non è dato di sapere di quale tipo di magia nera si sia servita Rockstar Games per dare vita a un mondo così vasto sulla PlayStation 2. Los Santos ti cattura con oltre 100 missioni e una quantità incredibile di attività secondarie. Pensi di avere visto tutto? Sbagliato! Ecco un minigioco di pallacanestro e, quando l'avrai terminato, ti accorgerai di avere trovato solo 28 delle 37 safehouse disponibili. Forse è vero che, nel complesso, la trama di «GTA IV» è migliore, ma nel prequel l'equilibrio tra dramma, critica sociale e commedia è decisamente meglio riuscito.

Faccio giusto due tiri e poi mi rimetto a fare il teppista.
Faccio giusto due tiri e poi mi rimetto a fare il teppista.
Fonte: Rockstar Games

Genere: RPG, open world
Piattaforme: PS2, Xbox
Curiosità futile: nel codice di «San Andreas» è nascosta una mini-sequenza sessuale disattivata, che può essere attivata tramite una mod. Questo causò uno scandalo senza precedenti, un'azione legale collettiva e la pena massima inflitta dall'ESRB: il passaggio di classificazione da «Mature» a «Adults Only».

66. «Frostpunk» (2018)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

In «Frostpunk» sei il sindaco dell'ultima città rimasta all'umanità. Una metropoli isolata in un impietoso deserto di ghiaccio. Quello che a prima vista sembra un innocuo gioco di costruzione di città, si rivela ben presto una sequenza infinita di dilemmi morali che ti spingono sistematicamente a compiere scelte disumane. La popolazione dovrà morire di freddo o di fame? È meglio far lavorare i bambini o lasciarli morire? E cosa succede, invece, ai rifugiati alle porte della città? Raramente i confini tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sono stati così labili come in questo gioco di strategia.

In questa landa gelata ti serve anche un cuore di ghiaccio per compiere scelte disumane.
In questa landa gelata ti serve anche un cuore di ghiaccio per compiere scelte disumane.
Fonte: 11 Bit Studios

Genere: strategia di sopravvivenza
Piattaforme: Windows, PS4, Xbox One
Curiosità futile: il valore della speranza è stato introdotto solo dopo una serie di ricerche su storie di sopravvivenza realmente accadute e che hanno rivelato che la speranza permette alle persone di resistere più a lungo.

65. «Halo: Combat Evolved» (2001)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Uno sparatutto per chi non ama gli sparatutto, l'innovatore del multiplayer, uno dei giochi più significativi del nuovo millennio: «Halo: Combat Evolved» è tutto questo e molto altro ancora. Già dal menu iniziale si capisce che sta per succedere qualcosa di epico: sulle note di uno dei migliori brani di intro di tutti i tempi, sullo sfondo ruota lentamente il mondo ad anello di Halo, che dà nome al gioco, in attesa dell'arrivo del Master Chief. La tecnica e il gunplay sono talmente sofisticati da conquistare persino i sostenitori più duri e puri della PC Master Race. Nel 2001, il capolavoro della Bungie offriva un'esperienza di gioco quasi perfetta. Se solo non ci fosse il livello La Biblioteca.

Fuoco a volontà!
Fuoco a volontà!
Fonte: Bungie

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: Xbox
Curiosità futile: in origine «Halo» era un gioco di strategia per Mac.

64. «Uncharted 2: Among Thieves» (2009)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

«Uncharted 2» ha cambiato tutto. Il capolavoro di Naughty Dog ha definito nuovi standard per lo storytelling cinematografico dei videogiochi. Nessun gioco prima di allora era riuscito a rendere così facilmente giocabili sequenze d'azione talmente spettacolari. Dirò solo una cosa: il livello del treno. Quel c***o di livello del treno. «Uncharted 2» ha perfezionato anche il prototipo del «genere PlayStation», ovvero epiche avventure d'azione in terza persona con scenografie spettacolari e trame avvincenti. Questo rende il secondo capitolo della saga «Uncharted» non solo uno dei migliori giochi per PlayStation di tutti i tempi, ma anche uno dei titoli più influenti di casa Sony.

Nathan in Nepal.
Nathan in Nepal.
Fonte: Naughty Dog

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: PS3
Curiosità futile: inizialmente la modalità multigiocatore non era prevista ed è stata implementata nel gioco solo in una fase successiva.

63. «Bloodborne» (2015)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

H.P. Lovecraft incontra «Dark Souls». «Bloodborne» è un capolavoro che trasferisce la nota formula di FromSoftware nell'epoca vittoriana. Purtroppo, ad oggi non esiste ancora una versione ottimizzata per l'attuale generazione di console, ma è disponibile un gioco da tavolo e un film già annunciato. Ma la speranza è l'ultima a morire.

A quando il remaster?.
A quando il remaster?.
Fonte: Fromsoftware

Genere: azione, soulslike
Piattaforme: PS4
Curiosità futile: oggi puoi giocare a «Bloodborne» a 60 fps grazie all'emulazione su PC.

62. «Monkey Island 2: Le Chuck's Revenge» (1991)

A cura di: Nicolas Akladios, associazione «Swiss Gamers Network»

«Da grande voglio fare il pirata!»: una frase che probabilmente tutti i bambini hanno pronunciato almeno una volta nella vita. È proprio questo sogno che «Monkey Island» trasforma in realtà, permettendoti di vestire i panni del protagonista tanto carismatico quanto maldestro, con un nome quasi più difficile da pronunciare che da ricordare: Guybrush Threepwood. Dopo avere assistito alla sua ascesa nell'opera prima, questo secondo capitolo prosegue la storia con coerenza, migliorando ulteriormente la qualità dei rompicapi e dell'umorismo.

«Arrrrrrrr!»
«Arrrrrrrr!»
Fonte: Lucas Arts

Genere: avventura punta e clicca
Piattaforme: Amiga, Atari ST, MS-Dos, Windows
Curiosità futile: per goderti appieno tutta la potenza della storia, ti consiglio di giocare le prime due parti una dopo l'altra. Il colpo di scena finale del secondo episodio è rimasto impresso in maniera indelebile nella memoria di tutti coloro che l'hanno vissuto.

61. «Persona 5 Royal» (2020)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

«Quanto possono durare le storie per single-player?»
Atlus: «Sì»
Con la sua campagna di oltre 100 ore, «Persona 5 Royal» è tra i primi classificati nella categoria «ore di gioco/franchi». Anche se il nostro collega Domi non apprezza molto questo parametro di valutazione, merita comunque una menzione, perché qui non ti annoi praticamente mai. La mastodontica opera di Atlus unisce tradizione e modernità in un mix tra JRPG e life simulation i cui elementi di gioco sono perfettamente complementari tra loro. L'ambientazione, poi, realizza un desiderio che quasi tutte le giocatrici e i giocatori hanno coltivato almeno una volta nella vita: essere per una volta uno studente giapponese delle superiori.

Stiloso fino all'ultimo pixel.
Stiloso fino all'ultimo pixel.
Fonte: Atlus

Genere: JRPG
Piattaforme: PS4, PS5, Switch, Xbox One, Xbox Series X/S, Windows
Curiosità futile: all'interno della serie Persona, «Persona 5» è il titolo che ha generato di gran lunga il maggior numero di spin-off, più di qualsiasi altro capitolo della serie principale. Più precisamente: «Persona 5 Strikers», «Persona 5 Tactica», «Persona 5: Dancing in Starlight», «Persona Q2: New Cinema Labyrinth», «Persona 5: The Phantom X» (per dispositivi mobili, che schifo!).

60. «Ico» (2001)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

«Ico» è stato il primo videogioco che ho vissuto come un'opera d'arte. La storia del ragazzo con le corna che viene cacciato dal suo villaggio e mandato a morire in un grande castello è raccontata in modo estremamente toccante e totalmente senza dialoghi. Un capolavoro senza tempo.

Bellezza senza tempo.
Bellezza senza tempo.
Fonte: Sony

Genere: avventura
Piattaforme: PS2
Curiosità futile: la copertina giapponese di «Ico» è un'opera d'arte, mentre quella occidentale è caratterizzata da un'orribile estetica in stile YK2.

59. «Fallout 3» (2008)

A cura di: Philipp Rüegg, Senior Editor di Digitec Galaxus

La prima volta che metti piede fuori dal rifugio antiatomico e i tuoi occhi si abituano lentamente alla luce del giorno, il tuo viso risplende. Non per colpa delle radiazioni – ok, magari un po' anche per quello –, ma perché la landa desolata post-apocalittica che hai di fronte sembra invitarti a esplorarla in ogni direzione. Ci sono la leggendaria fabbrica della Nuka Cola, i luoghi in cui sono caduti gli UFO e, naturalmente, la città di Megaton, dove un'enorme bomba atomica inesplosa ha dato origine a una setta. Se vuoi, puoi anche fare esplodere la bomba e trasformare la città in un enorme cratere. E siamo onesti: l'abbiamo fatto tutti almeno una volta, anche solo per il piacere di assistere alla scena.

Tra poco a questo predone mancherà un braccio.
Tra poco a questo predone mancherà un braccio.
Fonte: Bethesda

Genere: RPG d'azione, open world
Piattaforme: Windows, PS3, Xbox 360
Curiosità futile: l'ispirazione per il sistema di combattimento SPAV, in cui il gioco rallenta e puoi mirare alle parti del corpo degli avversari, deriva da «Burnout». Invece di pezzi d'auto, qui ci sono pezzi di corpo che volano da ogni parte.

58. «Warfcraft III: Reign of Chaos» (2002)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Teoria del complotto: i giochi strategici in tempo reale hanno raggiunto il loro apice con «Warcraft III: Reign of Chaos» e con un altro titolo di cui parleremo tra poco. Gli studi se ne sono resi conto, motivo per cui hanno abbandonato il genere e quindi oggi non escono quasi più giochi AAA di questo genere. Come potrebbe essere altrimenti? «Warcraft III: Reign of Chaos» proponeva una campagna eccezionale, con personaggi interessanti e ben delineati, lontani dal solito approccio manicheo sul cui immaginario si fonda l'MMORPG più famoso di tutti i tempi. Inoltre, ogni sessione multiplayer rappresenta un capitolo a sé stante nella storia del design del gioco. Quella volta Blizzard aveva portato il genere a un livello talmente alto che la concorrenza preferì ritirarsi piuttosto che fare brutta figura.

Artas sembra simpatico. Spero che non gli succeda nulla di grave.
Artas sembra simpatico. Spero che non gli succeda nulla di grave.
Fonte: Activision Blizzard

Genere: strategia in tempo reale
Piattaforme: Windows, macOS
Curiosità futile: ci sono quattro edizioni diverse del cofanetto. Una per ogni razza giocabile nel gioco.

57. «StarCraft II» (2010)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Quali sono le probabilità che questi due titoli siano posizionati uno dopo l'altro in una classifica stabilita democraticamente? Probabilmente qualcuno più esperto di statistica potrebbe dare una risposta, ma passiamo oltre. Ad eccezione della mezza frase sugli MMORPG, tutto ciò che è stato scritto su «Warcraft III: Reign of Chaos» vale anche per «Starcraft II». La trama di questo spin-off fantascientifico non è all'altezza della solennità dell'epopea fantasy. In compenso, le partite online sono più avvincenti grazie a fazioni perfettamente bilanciate, in cui ogni unità può determinare la vittoria o la sconfitta. È un po' come gli scacchi, tranne che con insetti spaziali e più esplosioni.

Dove sarebbero oggi gli eSport senza «StarCraft II»?
Dove sarebbero oggi gli eSport senza «StarCraft II»?
Fonte: Activision Blizzard

Genere: strategia in tempo reale
Piattaforme: Windows, macOS
Curiosità futile: nella missione «Liberation Day» si nasconde un easter egg di «Transformers» sotto forma di un camion con i colori di Optimus Prime.

56. «Grand Theft Auto III» (2001)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Tutti i giochi presenti di questo elenco sono fantastici, ma solo pochi possono vantarsi di aver influenzato il settore in modo così decisivo come «Grand Theft Auto III». Eppure, l'idea è incredibilmente semplice: una grande città, una storia di gangster e un'unica domanda centrale, ovvero «che cosa succede se faccio questo»? La risposta è quasi sempre: scattano le sirene e parte un reload. Il principio della sandbox è ancora oggi il modello di riferimento per le ambientazioni open world e rende «GTA III» uno dei titoli più importanti di questa classifica.

«GTA III ha cambiato tutto».
«GTA III ha cambiato tutto».
Fonte: Rockstar Games

Genere: RPG, open world
Piattaforme: PS2, Xbox, Windows
Curiosità futile: il protagonista di «GTA III» si chiama Claude, ma il suo nome non viene mai menzionato nel gioco e viene rivelato solo tre anni dopo, in «San Andreas».

55. «Stardew Valley» (2016)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Se un giorno una guerra nucleare dovesse davvero distruggere l'umanità, ci sarebbero almeno due sopravvissuti: le blatte ed Eric Barone, che continuerà a rilasciare aggiornamenti per «Stardew Valley». A dieci anni dall'uscita lo sviluppatore del gioco, che lavora da solo, continua a perfezionare il simulatore agricolo e, con ogni patch, rende questa piacevole avventura agricola un po' più bella, più completa e più vivace. «Stardew Valley» combina il fascino della vita in fattoria e l'evasione dalla realtà nella sua forma più pura.

Lavorare nei campi non è mai stato così divertente.
Lavorare nei campi non è mai stato così divertente.
Fonte: Concerned Ape

Genere: simulatore agricolo
Piattaforme: Windows, Android, iOS, Linux, macOS, Switch, PS4, Playstation Vita, Xbox One
Curiosità futile: in spiaggia potresti avvistare un mostro marino verde, ma solo se sei davvero fortunato. La probabilità di spawn è dello 0,06%.

54. «Dark Souls» (2011)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

Capita raramente che un gioco sia così rivoluzionario da dare vita a un intero genere. Da un punto di vista tecnico, questo risultato era già stato raggiunto dal titolo precedente, «Demon's Souls». «Dark Souls», però, ha perfezionato questa formula: i punti esperienza (anime) che perdo ad ogni mio decesso e che posso utilizzare solo presso un falò. Avversari che ricompaiono dopo ogni morte e dopo ogni pausa. Un livello di difficoltà brutale.

La nascita di un nuovo genere.
La nascita di un nuovo genere.
Fonte: FromSoftware

Genere: soulslike originale
Piattaforme: PS3
Curiosità futile: «Demon's Souls» stava quasi per passare inosservato alla FromSoftware e, di conseguenza, «Dark Souls» non sarebbe mai esistito. Fortunatamente, Hidetaka Miyazaki, un ex addetto al servizio clienti poco appariscente e appassionato di fantasy, decise di occuparsi della serie.

53. «Super Metroid» (1994)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor Digitec Galaxus

In realtà, potrei quasi rubare l'introduzione di Simon a «Dark Souls». Con «Metroid», Nintendo ha lanciato un nuovo genere e ne ha perfezionato la formula con «Super Metroid». Il gioco per SNES ha gettato le basi di titoli metroidvania oggi molto amati, come «Hollow Knight» o «Animal Well». Una struttura dei livelli labirintica, lo sblocco di nuove abilità e nuove sezioni di livello, un livello di difficoltà impegnativo e tanti segreti. Tantissimi segreti. «Super Metroid» piace per la filosofia di progettazione senza tempo, che lascia al giocatore la libertà di ragionare con la propria testa, invece di essere costantemente guidato passo passo.

Samus contro Mother Brain.
Samus contro Mother Brain.
Fonte: Nintendo

Genere: metroidvania originale
Piattaforme: SNES
Curiosità futile: «Super Metroid» è l'unico «Metroid» 2D in cui Samus Aran può utilizzare il «Grapple Beam».

52. «Doom» (1993)

A cura di: Philipp Rüegg, Senior Editor di Digitec Galaxus

Ha caratterizzato gli anni '90 più di qualsiasi altro gioco. Dalla versione shareware alla versione completa, che richiamava ancora più demoni davanti al fucile del Doom Guy, era l'oggetto di scambio più ambito nei cortili delle scuole. L'azione feroce, la martellante colonna sonora metal e la grafica spettacolare facevano di «Doom» un gioco davvero straordinario. La sua rigiocabilità è la prova del livello qualitativo del titolo. Anche a 30 anni di distanza, maciullare le orde infernali diverte ancora tantissimo.

«Doom» è uscito nel dicembre 1993. Un bel regalo di Natale.
«Doom» è uscito nel dicembre 1993. Un bel regalo di Natale.
Fonte: id Software

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: MS-DOS
Curiosità futile: il nome del gioco deriva dalla versione inglese del film «Il colore dei soldi». Alla domanda su cosa ci sia nella sua valigetta da biliardo, Tom Cruise risponde: «Doom».

51. «Resident Evil 4» (2005)

A cura di: Simon Dick, critico di videogiochi su Watson

«Un forastero!» Il quarto capitolo non solo ha fatto cambiare totalmente direzione all'universo di «Resident», ma ha anche dimostrato al genere che può sopravvivere con più azione e con un terrore ancora più ansiogeno. Nell'entroterra spagnolo dobbiamo farci strada sparando contro orde selvagge che ci urlano contro e che sono al servizio di una setta la cui intricata storia di fondo capiamo a malapena, ma che amiamo alla follia. Risolviamo enigmi, tremiamo di paura e tuttavia, grazie alla nuova prospettiva in terza persona, proviamo un senso di libertà come mai prima d'ora. Come se non bastasse, facciamo amicizia con un misterioso commerciante («Welcome, stranger!») e sviluppiamo un rapporto di amore-odio verso una figlia del presidente incapace di cavarsela da sola. Grande!

«Resident Evil 4» ha praticamente reinventato il genere dei giochi d'azione in terza persona.
«Resident Evil 4» ha praticamente reinventato il genere dei giochi d'azione in terza persona.
Fonte: Capcom

Genere: survival horror, avventura d'azione
Piattaforme: Gamecube
Curiosità futile: quando Leon cerca di sbirciare sotto la gonna di Ashley, la ragazza lo insulta (giustamente) definendolo un pervertito.

50. «Super Mario Galaxy» (2007)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

Circa un decennio dopo che, con «Super Mario 64», Nintendo aveva gettato le basi dei moderni sistemi di controllo 3D, l'azienda sorprende con un'altra idea folle. Mario si sposta nello spazio, dove le noiose leggi della fisica non valgono più. L'idraulico circumnaviga piccoli pianeti, salta da una piattaforma all'altra quasi senza peso e cambia la forza di gravità con la semplice pressione di un pulsante. In realtà, il sistema di controllo non dovrebbe funzionare. Sono sicuro che qualsiasi altra azienda avrebbe sbagliato tutto. Nintendo, invece, riesce a presentare in modo intuitivo questo gameplay che sfida le leggi della fisica, creando un altro capolavoro che contiene abbastanza idee folli per una dozzina di altri giochi.

Così tanta creatività in un unico gioco. Pazzesco.
Così tanta creatività in un unico gioco. Pazzesco.
Fonte: Nintendo

Genere: piattaforma
Piattaforme: Wii
Curiosità futile: se togli dal logo tutte le lettere senza le stelline scintillanti resta la scritta: «U R MR GAY». Nel logo del film «The Super Mario Galaxy Movie» compare la frase «HE MR GAY». Cosa sta cercando di dirci Nintendo?

49. «Hollow Knight» (2017)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Con un budget pari all'incirca al fatturato settimanale del distributore automatico Selecta di fronte agli uffici Digitec, Team Cherry ha realizzato uno dei metroidvania più complessi della storia dei videogiochi. Nonostante nel 2017 ci fosse una rappresentanza decisamente eccessiva di giochi di questo tipo, «Hollow Knight» è riuscito a superare con grande maestria tutti i concorrenti. Mappa, serie di mosse, potenziamenti, boss: tutto già visto e rivisto in forme simili, ma mai con questa perfezione.

Gli sviluppatori si sono ispirati alla serie «Mega Man» per realizzare un sistema di controllo impeccabile.
Gli sviluppatori si sono ispirati alla serie «Mega Man» per realizzare un sistema di controllo impeccabile.
Fonte: Team Cherry

Genere: metroidvania
Piattaforme: Windows, PS4, Xbox One, Switch
Curiosità futile: «Hollow Knight» è stato finanziato via Kickstarter, con un obiettivo di appena 35 000 dollari australiani. Alla fine ne sono stati raccolti poco meno di 58 000.

48. «Overwatch» (2016)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Un hero shooter con un cast a metà strada tra coccolosi personaggi Pixar e fascinosi cosplayer: già solo questa è stata una mossa geniale. Se poi ci aggiungiamo la brillantezza narrativa tipica di Blizzard, ecco che otteniamo probabilmente il primo sparatutto multiplayer che si gioca volentieri «per la storia». Sul campo di battaglia, invece, è importante trovare la giusta combinazione di eroi: chi si oppone a chi, chi supporta chi, chi è solo d'intralcio. I cowboy solitari qui durano poco: «Overwatch» è uno sport di squadra con il railgun.

«Ryūjin no ken wo kūrae!»
«Ryūjin no ken wo kūrae!»
Fonte: Activision Blizzard

Genere: hero shooter
Piattaforme: Windows, PS4, Xbox One, Switch
Curiosità futile: «Overwatch» è nato sui resti dell'MMO «Titan», un progetto fallito a cui Blizzard aveva lavorato per sette anni prima di accantonarlo internamente.

47. «Call of Duty 4: Modern Warfare» (2011)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

«Modern Warfare» è stato rivoluzionario sotto molti aspetti. Ha messo in scena la guerra in un presente alternativo, senza risparmiarci gli orrori dei massacri. Ad esempio, si poteva sparare tanto ai soldati quanto ai civili, cosa che fece scalpore nei media. La modalità multiplayer con classi personalizzate e un gunplay frenetico ha inoltre stabilito nuovi standard usati ancora oggi.

«CoD 4» riserva alcuni momenti scioccanti.
«CoD 4» riserva alcuni momenti scioccanti.
Fonte: Activision Blizzard

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: Windows, PS3, Xbox 360
Curiosità futile: «Call of Duty 4: Modern Warfare» è stato il primo gioco della serie «CoD» a ricevere negli Stati Uniti la classificazione M (solo per adulti).

46. «Super Mario Kart» (1992)

A cura di: Kim Muntinga, Editor di Digitec Galaxus

Con Mario, Bowser, la Principessa Peach, i piccoli kart e le bucce di banana, Nintendo ha dato vita a un sottogenere a parte: il fun racer. Questo classico per SNES è importante non solo per la tecnologia Mode 7 e la modalità Battle, ma anche perché trasformava le gare in caos puro. Chiunque poteva partecipare, chiunque poteva imprecare, chiunque poteva essere eliminato da un carro armato rosso proprio sull'ultima curva. Meravigliosamente cattivo.

«Super Mario Kart»: distrugge amicizie dal 1992.
«Super Mario Kart»: distrugge amicizie dal 1992.
Fonte: Nintendo

Genere: fun racer
Piattaforme: SNES
Curiosità futile: in origine «Super Mario Kart» era stato pensato come una versione multiplayer di «F-Zero».

45. «Tekken 3» (1998)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

«Tekken 3» è un paradosso. Questo gioco di combattimento è più accessibile ma anche più complesso di tutti gli altri beat'em up che esistevano al tempo. Più accessibile, perché ti basta picchiare freneticamente sui tasti per sembrare subito figo (ciao, Eddie Gordo!) e più complesso, perché la meccanica dello sidestep aggiunge un elemento tattico al gameplay. Un'altra novità era la modalità «Tekken Force», che tiene incollati alla console i single-player, e «Tekken Ball» per tutti quelli che hanno bisogno di una breve pausa tra una mano di botte e l'altra.

«Round one… FIGHT!».
«Round one… FIGHT!».
Fonte: Namco

Genere: picchiaduro
Piattaforme: Playstation
Curiosità futile: nella fase di ideazione, sulla lista figurava un altro personaggio umoristico chiamato «Sake», che era un salmone.

44. «Inside» (2016)

A cura di: Goran Saric, Managing Director Okomotive

«Inside» di Playdead è un'esperienza angosciante che, senza bisogno di parole, racconta una storia toccante di controllo e sfruttamento. Il sound design e la grafica minimalista creano un profondo senso di malinconia, quasi tangibile. Ogni enigma è perfettamente integrato nel gioco e i comandi sono precisi. Ma è soprattutto la terza e surreale parte del gioco a lasciarti completamente di stucco. «Inside» dura poco, ma ogni minuto è perfetto. Un must assoluto per chi ama le atmosfere suggestive e gli intrecci narrativi complessi. Per me è ancora uno dei migliori giochi indie mai realizzati.

Senza parole.
Senza parole.
Fonte: Playdead

Genere: piattaforma rompicapo
Piattaforme: Windows, macOS, Xbox, Playstation 4, Nintendo Switch, iOS
Curiosità futile: il direttore del suono Martin Stig Andersen ha inviato suoni sintetizzati all'interno di un cranio umano tramite un trasduttore audio e un microfono a contatto, per poi «rielaborare» il risultato. La colonna sonora proviene quindi da un teschio.

43. «Chrono Trigger» (1995)

A cura di: Kevin Hofer, Senior Editor di Digitec Galaxus

Se lasci carta bianca a Hironobu Sakaguchi, creatore di «Final Fantasy», a Yūji Horii, ideatore di «Dragon Quest», e al leggendario mangaka Akira Toriyama, quello che ottieni è un gioco tipo «Chrono Trigger». Anche se dicendo «tipo» manchiamo di rispetto: «Chrono Trigger» è e sarà sempre unico nel suo genere. Quella volta le menti creative e Squaresoft, oggi Square Enix, hanno rischiato il tutto per tutto e hanno creato un gioco destinato a durare in eterno che resta tuttora un modello di riferimento per molti JRPG. Soprattutto la trama complessa, con i suoi personaggi sfaccettati, è stata rivoluzionaria. A più di 30 anni dalla sua uscita, «Chrono Trigger» non ha perso la sua attrattiva.

Ogni JRPG ha bisogno di una scena attorno al falò
Ogni JRPG ha bisogno di una scena attorno al falò
Fonte: Squaresoft

Genere: JRPG
Piattaforme: multipiattaforma
Curiosità futile: «Chrono Trigger» è stato il primo gioco a includere la modalità New Game+. Una volta terminato il gioco, potevi ricominciare da capo con il tuo livello e il tuo equipaggiamento attuale.

42. «Pokémon Oro/Argento/Cristallo» (1999)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

I sequel sono fantastici. Possono correggere i punti critici dell'originale, oltre ad ampliare e perfezionare la formula di gioco. Proprio quello che ha fatto la seconda generazione di «Pokémon». Game Freak ha inserito nel gioco di ruolo ben 100 nuovi Pokémon e una nuova regione (Johto). Inoltre, la seconda generazione ci ha regalato funzionalità rivoluzionarie come l'allevamento dei Pokémon, l'alternanza tra giorno e notte e i Pokémon cromatici. Ti ricordi ancora il post-partita? Dopo l'avventura a Johto si tornava a Kanto, la regione del primo gioco. Ah, quelli sì che erano bei tempi.

Snorlax dorme serenamente. Non per molto ancora.
Snorlax dorme serenamente. Non per molto ancora.
Fonte: Nintendo

Genere: JRPG
Piattaforme: Game Boy Color
Curiosità futile: «Pokémon Oro/Argento/Cristallo» è l'ultima generazione di «Pokémon» con lo slogan «Acchiappali tutti!» sulla copertina.

41. «Portal 2» (2011)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Ci sono molti buoni motivi per amare «Portal 2»: i rompicapo intelligenti, la stronzissima IA GLaDOS o la divertente modalità co-op locale. Ciò che colpisce di più, però, è la precisione con cui questo shooter rompicapo riesce a combinare tutti questi elementi in un'esperienza di gioco coerente di ben otto ore, che è esattamente quello che vuole essere. Zero materiale di riempimento e zero intoppi, solo puro divertimento progettato in modo eccelso.

«Portal 2» è nettamente superiore al capitolo precedente.
«Portal 2» è nettamente superiore al capitolo precedente.
Fonte: Valve

Genere: shooter rompicapo
Piattaforme: Windows, Xbox 360, Playstation 3, macOS, Linux, Xbox One, Switch
Curiosità futile: inizialmente Valve aveva in programma un prequel con una nuova protagonista e una meccanica chiamata «F-Stop», che doveva funzionare senza portali. La reazione dei playtester fu così negativa che fu necessario ripristinare d'urgenza Chell, GLaDOS e la pistola portale.

40. «Grand Theft Auto: Vice City» (2002)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

A posteriori sembra quasi surreale: «Vice City» è uscito solo un anno e sei giorni dopo «GTA III». Nonostante i tempi di sviluppo assurdamente brevi, il gioco è migliore sotto ogni punto di vista: più veicoli, più armi, più missioni, più tutto. Il tutto tenuto insieme da una trama avvincente la cui atmosfera rievoca gli anni '80 con la stessa intensità di un rewatch di «Miami Vice». Complice anche la colonna sonora, ispirata al principio delle stazioni radio del capitolo precedente e arricchita da una selezione di oltre 100 brani di quel decennio. Il pezzo forte è un'esibizione dal vivo di Phil Collins che, ovviamente, canta a tutto volume «In The Air Tonight».

Tommy Vercetti era doppiato da Ray Liotta (RIP).
Tommy Vercetti era doppiato da Ray Liotta (RIP).
Fonte: Rockstar Games

Genere: azione, open world
Piattaforme: PS2, Xbox, Windows
Curiosità futile: il sistema di controllo degli elicotteri radiocomandati arriva direttamente dall'inferno. Satana in persona si è seduto al computer alla Rockstar Games e si è occupato della programmazione.

39. «Grand Theft Auto V» (2013)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Tre tizi, una sola partita. Nel 2013 Rockstar ti mette a disposizione ben tre protagonisti per una narrazione stratificata e per il «GTA» più complesso della serie mai realizzato. Enumerare tutte le caratteristiche di «GTA V» andrebbe ben oltre lo scopo di questo articolo. Mi limiterò, quindi, a citare le più significative: un mondo di gioco di 80 chilometri quadrati, una modalità online pienamente funzionante, che potrebbe essere considerata un gioco a sé stante e una trama così articolata da impegnarti tranquillamente per diversi fine settimana. «GTA V» è talmente ricco di contenuti che, anche dopo cento ore di gioco, ci sarà sempre un parco divertimenti, un relitto sottomarino o una missione secondaria pazzesca che non hai ancora scoperto. Nessun altro gioco di questa generazione ha ridefinito in modo così coerente il concetto di sandbox e nessuno verrà mantenuto in vita con altrettanto tenacia perché Rockstar, con «GTA Online», sta facendo ancora i soldi a palate.

Finora «GTA V» ha venduto oltre 230 milioni di copie.
Finora «GTA V» ha venduto oltre 230 milioni di copie.
Fonte: Rockstar Games

Genere: RPG, open world
Piattaforme: PS3, Xbox 360
Curiosità futile: «GTA Online» fattura 1,3 milioni di dollari. Al giorno.

38. «Mario Kart 64» (1996)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Il Nintendo 64 non è stata una console di grandissimo successo. Ciononostante, la scatoletta grigia vanta ancora oggi una fanbase estremamente fedele. Anche perché molti millennial associano a questa console i loro ricordi più belli legati al multiplayer. E a questo proposito, «Mario Kart 64» è sicuramente in prima linea. Il numero di giocatori è raddoppiato rispetto al precedente gioco per SNES, è stata introdotta la meccanica del drifting come elemento centrale del gioco e il Guscio spinoso ha dimostrato chiaramente che a volte la vittoria è più importante dell'amicizia.

Il Nintendo 64 è stata la prima console ad avere di serie quattro porte per i controller. «Mario Kart 64» è stato uno dei motivi alla base di questa decisione.
Il Nintendo 64 è stata la prima console ad avere di serie quattro porte per i controller. «Mario Kart 64» è stato uno dei motivi alla base di questa decisione.
Fonte: Nintendo

Genere: fun racer
Piattaforme: Nintendo 64
Curiosità futile: nella versione giapponese sui cartelloni pubblicitari disposti lungo il percorso comparivano pseudo-marchi come «Marioro», «Yoshi1» e versioni satiriche di Goodyear, Agip e 76. Nella versione statunitense furono eliminati perché, a quanto pare, l'ufficio legale di Nintendo aveva meno senso dell'umorismo rispetto ai designer.

37. «Deus Ex» (2000)

A cura di Schimun Krausz, redattore di cultura pop presso SRF

Senza «System Shock» non ci sarebbe stato «Deus Ex» e, senza quest'ultimo, non ci sarebbero stati «BioShock», «Dishonored» e «Prey» del 2017. Un quarto di secolo dopo, i tanti angoli e spigoli pronunciati sono ancora più evidenti rispetto al momento dell'uscita, ma l'atmosfera di questo thriller tecnologico cospirazionista è ancora altrettanto carica quanto il protagonista JC Denton dopo una birra (ehi, con ogni birra recuperi due punti vita, va bene?). La libertà di azione e di scelta nei livelli semi-aperti, la qualità del doppiaggio e soprattutto la fenomenale colonna sonora rendono questo RPG d'azione un classico un po' datato, ma comunque intramontabile.

JC Denton nelle strade di Hong Kong.
JC Denton nelle strade di Hong Kong.
Fonte: Ion Storm

Genere: simulatore immersivo
Piattaforme: Windows
Curiosità futile: arriverà una versione rimasterizzata, prima o poi. L'uscita è stata posticipata perché ai fan la grafica ricordava troppo quella dei pessimi remaster di «GTA».

36. «RimWorld» (2018)

A cura di: Kim Muntinga, Editor di Digitec Galaxus

«RimWorld» non è un gestionale, bensì una fabbrica di storie dall'umorismo sadico. Che si tratti di tre naufraghi, di un unico sopravvissuto o di un'intera tribù: chi approda su questo pianeta sconosciuto costruisce capanne, si innamora, impazzisce, perde le gambe, addomestica animali domestici e muore forse per un'intossicazione alimentare. Un attimo prima va tutto bene e subito dopo metà della base è in fiamme. La simulazione di colonia di Tynan Sylvester coniuga il caos di «Dwarf Fortress» con un'interfaccia intuitiva e trasforma situazioni apparentemente innocue in drammi che nessun autore potrebbe mai immaginare. Chi fallisce qui non ha perso. Diventa materiale per aneddoti.

«RimWorld» è il primo gioco dello studio di sviluppo fondato nel 2013.
«RimWorld» è il primo gioco dello studio di sviluppo fondato nel 2013.
Fonte: Ludeon Studios

Genere: simulatore di colonia
Piattaforme: PC, PS4, Xbox One
Curiosità futile: il nome «RimWorld» si riferisce alla posizione estrema di questo mondo, ai margini del cosmo.

35. «Command & Conquer: Red Alert» (1996)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelance per Digitec Galaxus

Un gioco che inizia con Albert Einstein che viaggia nel tempo per eliminare personalmente Adolf Hitler dalla storia ha già vinto prima ancora che si apra il menu principale. Ciò che Westwood realizza partendo da questa premessa deliziosamente assurda è, però, ancora più incredibile: nella linea temporale rivisitata, al posto dei nazisti è l'Unione Sovietica di Stalin a impersonare l'incubo europeo. L'ondata rossa avanza con Tesla Coil, carri armati Mammut e una Tanya armata fino ai denti che manda all'altro mondo tutti i soldati con un «Shake it, baby!». Nel frattempo, la «Hell March» di Frank Klepackis risuona così impietosamente dagli altoparlanti che persino ai pacifisti più accaniti viene voglia di intraprendere la carriera di feldmaresciallo. Raramente la strategia in tempo reale è stata così accessibile, così cheesy e così maledettamente ben fatta.

«Command & Conquer» è una delle tante proprietà intellettuali di EA che oggi rimangono inutilizzate.
«Command & Conquer» è una delle tante proprietà intellettuali di EA che oggi rimangono inutilizzate.
Fonte: EA Games

Genere: strategia in tempo reale
Piattaforme: Windows, PSX, Sega Saturn
Curiosità futile: la versione tedesca venne profondamente modificata a causa della simbologia nazista e della presenza di soldati in carne e ossa. Fecero sparire Hitler dall'introduzione e tutti i soldati di fanteria si trasformarono improvvisamente in cyborg.

34. «God of War» (2018)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

Non sono molte le saghe di videogiochi che riescono a reinventarsi completamente. «God of War» ci è riuscita nel 2018. Il regista Cory Barlog ha trasformato una serie di videogiochi apparentemente sempliciotta (in senso buono) in un'altalena emotiva con una narrazione degna di Hollywood. Kratos non vive più in Grecia, ma nell'estremo nord. Poiché è anche padre, deve prendersi cura del figlio Atreus (i fan chiamano affettuosamente il gioco «Dad of Boy»). Di fatto, ha appeso al chiodo la sua carriera di castigatore di dei e tagliatore di teste. Tuttavia, si vede nuovamente costretto a far parlare i pugni, ora insieme alla sua ascia nordica. Uno dei migliori giochi per PlayStation di tutti i tempi, boy.

Kratos raggiunge nuove vette su PS4.
Kratos raggiunge nuove vette su PS4.
Fonte: Sony

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: PS4
Curiosità futile: il doppiatore dei vecchi giochi della serie «God of War», Terrence C. Carson, nella nuova edizione è stato sostituito da Christopher Judge. Il motivo era legato alle riprese in performance capture (Judge è muscoloso proprio come Kratos). Carson tornerà per i remake della vecchia trilogia (data di uscita: non nota).


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Nei primi anni ’90, mio fratello maggiore mi lasciò in eredità il suo NES con «The Legend of Zelda», dando inizio a un’ossessione che continua ancora oggi.


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