
Opinione
I 15 peggiori adattamenti cinematografici di videogiochi di tutti i tempi
di Philipp Rüegg

Dopo averti presentato i 15 peggiori adattamenti cinematografici di videogiochi, ecco qui i 15 migliori. A dimostrazione che il passaggio dal computer o dalla console al grande schermo può riuscire anche molto bene.
Non sono molti gli adattamenti cinematografici di videogiochi apprezzati da critica e pubblico. Se non facciamo troppo i puntigliosi, però, ce n'è qualcuno che possiamo goderci senza farci per forza dell'ironia. Ecco i 15 che preferisco, più quattro suggerimenti extra. Li ho classificati in ordine decrescente, da «davvero buono» a «buono tendente al trash».
Se ti piace farti del male e sei alla ricerca di brutti adattamenti cinematografici di videogiochi, ho già bell'e pronto quello che fa per te.
L'unico film che dura più del videogioco. «The Exit 8» è un gioco fantastico in cui ti ritrovi intrappolato in una metropolitana giapponese. Puoi camminare quanto vuoi, ma ti ritrovi sempre allo stesso punto. Per trovare l'uscita verso la salvezza devi osservare con grande attenzione la sterile e bianca stazione della metropolitana. Il protagonista del film omonimo si trova di fronte allo stesso dilemma. Ciò che inizia in modo insignificante si trasforma ben presto in un incubo.

Budget: non noto
Incassi al botteghino: 40 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 93% dalla critica, 86% dal pubblico
In pochissimi ricorderanno il gioco VR di Ubisoft. Tuttavia, quel gioco è servito da modello per l'adattamento cinematografico omonimo. L'obiettivo del multiplayer è scoprire chi è il lupo mannaro. Nel film ci troviamo in un paesino sperduto sommerso dalla neve in cui si aggira un misterioso mostro. Un guardaboschi (Sam Richardson) cerca di risolvere il caso insieme alla postina (Milana Vayntrub). È l'idea classica del «Who's dunnit», ma con colpi di scena inaspettati e un'ambientazione fantastica, da godersi comodamente accoccolati davanti alla TV.

Budget: 6,5 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 1 milione di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 86% dalla critica, 80% dal pubblico
Anche se la scelta creativa di dotare Sonic di denti umani è stata abbandonata dopo il primo trailer, quell'immagine continuerà a popolare gli incubi di molti. Dopo tre clamorosi successi al botteghino, i produttori possono considerarla una mossa di marketing geniale. Contro ogni aspettativa, infatti, tutti e tre i capitoli sono davvero ottimi: hanno una trama divertente, un protagonista carismatico e un Jim Carrey spumeggiante nei panni di Robotnik, il perfido supercattivo.

È più di quanto possa offrire qualsiasi altra mascotte di videogiochi, anche se il pubblico pagante la vede diversamente. Tutti i film sono belli, ma il migliore è senza alcun dubbio il terzo, in cui Sonic (Ben Schwartz), Knuckles (Idris Elba) e Tails (Colleen O'Shaughnessey) devono vedersela con Shadow (Keanu Reeves).
Budget: 122 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 492 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 86% dalla critica, 95% dal pubblico
Questo film offre un intrattenimento di prim'ordine anche per chi non è appassionato di Pokémon. Non da ultimo perché il giallissimo e coccoloso Pikachu in realtà è doppiato – del tutto inaspettatamente e proprio per questo iconicamente – da Ryan Reynolds. Di solito il mostriciattolo lanciafulmini è piuttosto taciturno e al massimo emette un «pika, pika» di tanto in tanto. Qui invece dà una mano a Tim Goodman, ventunenne agente assicurativo, per cercare di fare luce sulla morte del di lui padre. Il grande colpo di scena è forse più prevedibile del successo di questo film al botteghino, ma la presenza creativa dei Pokémon regala un sacco di risate. Segnalo solo la scena di tortura con Mr. Mime.

Budget: 150 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 433 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 68% dalla critica, 79% dal pubblico
Obiettivamente, «Super Mario Bros – il film» è uno spot pubblicitario di novanta minuti per la Nintendo. Come fan, però, non posso fare a meno di apprezzare i tanti riferimenti, gli effetti sonori e le meravigliose animazioni. E arrivo anche a perdonare il fatto che Mario sia doppiato in modo incredibilmente noioso da Chris Pratt. Cosa che peraltro ben si addice all'idraulico in rosso, che nei suoi 41 anni di carriera ha ottenuto quasi tutto, tranne sviluppare una sua personalità. In cambio, però, Mario riceve un grande aiuto da Seth Rogen nei panni di Donkey Kong, Charlie Day nel ruolo di Luigi e soprattutto Jack Black, che fa Bowser.

Budget: 100 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 1,36 miliardi di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 59% dalla critica, 95% dal pubblico
Anche per l'adattamento cinematografico di «Minecraft» ti conviene lasciare il cervello fuori dal cinema. È una storia assurda dall'inizio alla fine e non mi ricordo nemmeno più chi fosse il protagonista. Per me sono Jack Black e Jason Momoa. Nei panni di Steve di Minecraft e di Garrett «The Garbage Man» Garrison, ex campione di videogiochi, formano una coppia deliziosamente demenziale.

Se però hai più di 12 anni, non sei un super nerd di «Minecraft» né un fan di Jack Black difficilmente troverai qualcosa di interessante in questo film. Mi sa che le uniche istruzioni del regista per Black sono state solo: fai Jack Black! Nei panni di Steve, ormai adulto realizza il suo sogno da bambino, ovvero scendere in una miniera. Ed è qui che trova un portale che è anche l'entrata al mondo di Minecraft. Poi succedono un sacco di cose senza senso, ma ci sono abbastanza battute cretine da far volare in un lampo quei 100 minuti.
Budget: 150 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 961 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 47% dalla critica, 84% dal pubblico
Si vola anche in «Angry Birds – Il film». Il primo adattamento di questo gioco per cellulari, grande successo del passato, era stato tutt'altro che eccezionale. Sorprende quindi ancora di più il sequel, in cui gli uccelli arrabbiati fanno amicizia con i loro acerrimi nemici, i maiali verdi, e affrontano insieme una nuova minaccia. Una sorta di «Minions», ma con più dialoghi, anche se non necessariamente più profondi.

Budget: 65 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 153 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 72% dalla critica, 84% dal pubblico
I film di «Resident Evil» si diffondono più velocemente del virus T. Ormai ci sono quasi tante pellicole quanti sono i giochi. E la qualità peggiora quasi ad ogni nuovo episodio. Per me il migliore resta sempre il primo. Con la regia di Paul W. S. Anderson, Milla Jovovich e Michelle Rodriguez cercano di fermare un'epidemia di zombi. Se non fosse per alcuni termini come Raccoon City, Umbrella Corporation o virus T, non avrei capito che sto guardando l'adattamento della serie di culto della Capcom. La protagonista si chiama Alice. Who the Fuck is Alice? Non importa. Conosco Milla e Paul e loro sanno fare le cose per bene.

Budget: 33 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 103 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 36% dalla critica, 67% dal pubblico
A oggi, non ho mai giocato un «Silent Hill» fino alla fine. Se dovessi descrivere di cosa tratta mi verrebbero in mente della nebbia, delle infermiere inquietanti, un mostro dalla testa a piramide e, ovviamente, la città omonima. E questo dev'essere stato, più o meno, anche il processo mentale degli autori del film «Silent Hill». Ma questa volta non sapere nulla del gioco non ha influito negativamente sulla realizzazione del film. «Silent Hill» colpisce per le immagini inquietanti, le scene a effetto e Sean Bean, che per una volta non fa quello che fa di solito.

Budget: 50 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 101 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 34% dalla critica, 63% dal pubblico
In Five Nights at Freddy's devi stare attento alle telecamere di sorveglianza e cercare di impedire a personaggi animatronici di entrare nel tuo ufficio e ucciderti. Ben pochi si sarebbero aspettati che questa serie, fatta principalmente di jumpscare, potesse nascondere una trama così complessa. Ma è proprio questa trama a costituire la base per l'adattamento cinematografico.

Josh Hutcherson interpreta un padre single che, avendo bisogno di soldi, accetta di fare il guardiano notturno in una pizzeria abbandonata. Ben presto scopre perché viene pagato per svolgere questo lavoro fuori dall'ordinario: di notte i pupazzi meccanici che un tempo facevano divertire i bambini vanno in giro a uccidere la gente. Il film ha delle creature mostruose davvero inquietanti, scene da brivido e una trama sorprendentemente cupa. È un peccato che il secondo capitolo non sia allo stesso livello.
Budget: 20 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 297 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 33% dalla critica, 86% dal pubblico
Anche «Gran Turismo» ha una storia complessa che recita più meno così: l'auto fa brum brum. Dato che la trama era troppo banale persino per i telespettatori più alla buona, gli autori si sono ispirati a una storia vera: per arginare il calo delle vendite Nissan aveva fondato la GT Academy, dove i piloti delle «Gran Turismo» venivano addestrati per diventare veri piloti da corsa. Il film è confezionato con quella giusta spolverata di kitsch e riserva alcuni bei momenti. Una fantastica pellicola da popcorn.

Budget: 60 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 122 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 65% dalla critica, 98% dal pubblico
Prima che Jake Gyllenhaal, o «jilenhaal» come lui stesso ha spiegato una volta da Conan O'Brien, nell'accento svedese corretto, diventasse una superstar, era conosciuto soprattutto come il nerd depresso di «Donnie Darko». L'idea che anni dopo gli fosse stato affidato il ruolo principale nell'adattamento cinematografico di uno dei migliori giochi Ubisoft mi ha intrigato al punto da indurmi a guardare questa sua evoluzione. «The Sands of Time» è un film d'avventura leggero ma avvincente, nello stile di «La mummia». Anche se non raggiungerà mai il fascino di Brendan Fraser e Rachel Weisz, come adattamento cinematografico di un videogioco, visto il recente trauma di «Max Payne», è stata una vera rivelazione.

Budget: 150-200 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 336 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 37% dalla critica, 58% dal pubblico
Non c'è bisogno di discutere sul perché nel 2001 Angelina Jolie fosse la scelta perfetta per Lara Croft: è stata senza dubbio la sua bravura come attrice ad attirare al cinema i giovani come me. Eppure, con mia grande sorpresa, il film funziona davvero. Il corrispettivo femminile di Indiana Jones vive una fantastica avventura alla ricerca di un raro manufatto che la porta a girare il mondo. In tutto ciò, ci vengono regalate battute divertenti, scene acrobatiche e un gran bel vedere dall'inizio alla fine. Monumenti, sto parlando ovviamente dei monumenti.

Budget: 115 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 275 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 21% dalla critica, 47% dal pubblico
«Rampage» è un gioco arcade degli anni '80 in cui, nei panni di un mostro gigante, te ne vai in giro a demolire grattacieli e prendere a pugni elicotteri. È più divertente giocarlo in due, perché ci si può prendere a pugni a vicenda. Come la maggior parte dei giochi di quell'epoca, era noioso e piuttosto facile, ma lo adoravo comunque. La trasposizione cinematografica con Dwayne Johnson è altrettanto poco complessa. Non ti farò perdere tempo con la trama, anche perché non me la ricordo proprio. Ci sono dei mostri giganteschi che fanno a pezzi ogni cosa, il tutto accompagnato da un sacco di battute banali. Cosa chiedere di più?

Budget: 120-140 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 428 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 51% dalla critica, 71% dal pubblico
La nuova trovata di Paul W. S. Anderson promette bene. Pochi altri film hanno cavalcato l'onda del trash meglio del primo «Mortal Kombat». Musica techno a palla, costumi che i miei figli potrebbero indossare a Carnevale e animazioni di computer grafica che già allora ci facevano ridere. Sembra proprio un candidato perfetto per la mia lista dei cattivi. Ma diversamente da Uwe Boll, anche lui aficionado degli adattamenti cinematografici di videogiochi, Anderson riesce a cogliere l'essenza dell'opera originale.

Sonya Blade, Liu Kang, Johnny Cage e Raiden Dio del tuono si scontrano con il malvagio stregone Shang Tsung e combattono nel leggendario torneo «Mortal Kombat» per determinare le sorti della Terra. Il film è riuscito proprio per il giusto connubio tra trash e serietà. Ci puoi trovare un sacco di mosse iconiche del gioco, come quando Johnny Cage sferra un pugno ai gioielli di famiglia di Goro. Chi dopo questo film non si mette a urlare: «Mortal Kooooombat», si merita una babality.
Budget: 20 milioni di dollari
Incassi al botteghino: 122 milioni di dollari
Valutazione su Rotten Tomatoes: 43% dalla critica, 58% dal pubblico
Come bonus, ti metto altri quattro adattamenti cinematografici di videogiochi che guardo sempre volentieri, anche se oggettivamente sono veramente brutti.
Mentre «Mortal Kombat» trova il giusto equilibrio tra trash e stile, «Street Fighter» risulta invece involontariamente comico. Quegli abiti ridicoli sembrano usciti da una delle mie feste di compleanno in maschera. E i combattimenti sono di solito talmente lenti che riuscirei a farli persino io. Per di più, c'è anche Jean-Claude Van Damme nei panni di Guile. In alcuni punti è un po' lento, ma lo rivedrò sicuramente prima che esca al cinema il remake con Jason Momoa e gli altri.

Dwayne Johnson e Karl Urban, membri di una squadra speciale, vanno in missione su Marte. Qui scoprono che da un fossile è stato estratto un cromosoma che trasforma gli esseri umani in mostri. Purtroppo, nel film non si apre nessuna porta sull'aldilà come nel videogioco, ma il tutto è incredibilmente trash. Ci trovi un BFG (Big Fucking Gun), uno scienziato di nome Carmack (come il leggendario sviluppatore di videogiochi) e alla fine ti regalano persino una scena con la prospettiva in prima persona. Una vera chicca.

Per concludere, il film più involontariamente comico. «Super Mario Bros.» doveva rivolgersi agli adulti e non solo al tipico pubblico di bambini. Ne è nato un film totalmente delirante, caratterizzato da riprese tanto folli quanto il film stesso. È palese che Bob Hoskins e John Leguizamo sono riusciti a sopportare quella situazione solo perché si carburavano bene ogni giorno.

Nei panni di Mario e Luigi, i due si ritrovano in un universo parallelo chiamato Dinohatten. Qui incontrano dei Goomba, ovvero dei mostri con un impermeabile e una minuscola testa di lucertola. La principessa Daisy ha un papà che si è trasformato in un viscido fungo. Toad è un punk canterino che si ribella al re Koopa. Quest'ultimo personaggio è interpretato da Dennis Hopper, che alla fine si trasforma in un T-Rex. Per infilarci ancora più pubblicità Nintendo, Mario e Luigi lo uccidono con le loro pistole ottiche Super Scope. Se questo non è un film imperdibile, ditemi voi cos'è.
Da bambino non mi era permesso avere console. Solo con il PC di famiglia, un 486, mi si è aperto il magico mondo dei videogiochi. Oggi di conseguenza compenso in modo esagerato. Solo la mancanza di tempo e denaro mi impedisce di provare ogni gioco esistente e di riempire la mia libreria con rare console retrò.
Questa è un'opinione soggettiva della redazione. Non riflette necessariamente quella dell'azienda.
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