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Retroscena

La grande anteprima dei monitor del 2026

Samuel Buchmann
1.2.2026
Traduzione: Martina Russo

OLED sempre più luminosi e LCD ancora in stallo. LG e Samsung, i principali produttori, presentano pannelli che visualizzano meglio i testi. Ecco qui una panoramica.

Dopo il CES, la grande fiera dell'elettronica, una cosa è chiara: il 2026 sarà l'anno del decollo degli OLED. Sia LG che Samsung hanno presentato nuovi pannelli che sono più luminosi, più saturi, più densi e più nitidi. I progressi tecnologici sono notevoli e nell'uso quotidiano la differenza rispetto all'ultima generazione non dovrebbe essere enorme, ma comunque percepibile. È giunto il momento di fare un riepilogo delle tendenze e dei prodotti in arrivo.

Le principali novità riguardano le tre tecnologie di display: WOLED, QD OLED e LCD. Trovi i dettagli tecnici relativi ai vari tipi di monitor nella panoramica dell'anno scorso, al primo sottotitolo:

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WOLED: più luminosi, più nitidi e realistici

LG inserisce il Tandem WOLED in altri monitor. I pannelli con uno strato luminoso aggiuntivo offrono una maggiore luminosità: si arriva a circa 380 nit a schermo intero, invece dei 270 dei WOLED precedenti. In questo modo si azzera uno dei classici svantaggi dei WOLED rispetto agli LCD. 380 nit sono più che sufficienti anche in ambienti luminosi, soprattutto se abbinati a valori di nero molto intensi.

Con la tecnologia RGB stripe WOLED, i monitor OLED riproducono i testi con la stessa nitidezza di un buon LCD.
Con la tecnologia RGB stripe WOLED, i monitor OLED riproducono i testi con la stessa nitidezza di un buon LCD.
Fonte: LG Display

In alcuni pannelli, LG sta anche passando alla tecnologia «RGB stripe WOLED»: i WOLED tradizionali hanno quattro subpixel per ogni pixel – rosso, verde, bianco e blu (RGWB). In caso di bordi con forti contrasti si creano delle aberrazioni cromatiche, perché Windows e MacOS ottimizzano i contenuti per il classico layout RGB degli schermi LCD. Motivo per cui i testi appaiono meno nitidi. L'RGB stripe WOLED elimina questo problema. Inoltre, senza il subpixel bianco, i colori chiari risultano meno sbiaditi. Lo svantaggio, però, è una minore luminosità. Con l'introduzione dei Tandem WOLED la luminosità resta intorno ai 250 nit (schermo intero), ma è comunque più bassa dei 380 nit dell'ultima generazione con layout RGWB.

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QD OLED: più chiari, più neri e più nitidi

Samsung ha migliorato tre caratteristiche dei suoi pannelli QD OLED. Innanzi tutto, una nuova struttura incrementa la luminosità massima (300 nit invece di 250 nit a schermo intero). Poi un nuovo rivestimento dovrebbe migliorare i livelli di nero in presenza di luce ambientale intensa. Finora questo era un grande svantaggio rispetto ai WOLED, perché il nero, se esposto alla luce, diventava viola scuro. Questo nuovo rivestimento ha un nome diverso a seconda del produttore del monitor: ad esempio, Asus lo chiama «BlackShield Film».

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Inoltre, per alcuni pannelli anche Samsung sta passando a una classica struttura RGB. Finora i subpixel QD OLED erano disposti a triangolo. Nei monitor con la nuova tecnologia «V-Stripe QD OLED» ora ci sono tre strisce affiancate. Dato che qui non mancano i subpixel bianchi, questo layout non influenza né la luminosità né la resa dei colori. Mentre il display RGB WOLED di LG ha 166 pixel per pollice (ppi), per ora l'RGB QD OLED è disponibile solo in un pannello da 108 ppi.

Il V-Stripe QD OLED è la versione di Samsung della matrice a strisce dei subpixel RGB.
Il V-Stripe QD OLED è la versione di Samsung della matrice a strisce dei subpixel RGB.
Fonte: Samsung Display

LCD: meno blooming e più pixel

Per quanto riguarda gli LCD, sono sempre più diffusi i monitor da gaming con una densità di pixel molto alta. Sia Samsung che LG hanno presentato modelli con circa 220 ppi. Che è la stessa densità di pixel usata da Apple nei suoi «Retina Display». Samsung ha uno dei suoi pannelli anche in un monitor con funzione 3D, che però in passato non ha convinto.

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Per i suoi schermi ad alta risoluzione, Samsung punta sulla tecnologia IPS convenzionale, senza mini LED. Al di là della nitidezza elevata dell'immagine, la qualità dovrebbe quindi risultare solo nella media. Il pannello di LG sembra più promettente, perché include una nuova generazione di mini LED con 2304 zone a local dimming. La casa produttrice sudcoreana ha dichiarato che una distanza più breve tra gli strati del pannello dovrebbe ridurre significativamente il blooming. La luminosità massima di 1250 nit è davvero impressionante.

Il monitor di LG con mini LED e una risoluzione a 5K potrebbe rivelarsi un ottimo modello per vari utilizzi.
Il monitor di LG con mini LED e una risoluzione a 5K potrebbe rivelarsi un ottimo modello per vari utilizzi.
Fonte: LG

Altre tendenze: Nvidia Pulsar, DisplayPort 2.1

La tecnologia Pulsar di Nvidia non è una novità. Già due anni fa, il produttore di schede grafiche voleva riportare in auge questa tecnologia che consente immagini in movimento più nitide, ma non è mai riuscito a usarla in prodotti concreti. Quest'anno però la situazione sembra diversa: Asus (XG27AQNGV), Acer (XB273U F5), AOC (AG276QSG2) e MSI (272QRF X36) hanno tutti annunciato un monitor da 27 pollici con tecnologia Pulsar. E tutti hanno lo stesso pannello IPS da 2560 × 1440 pixel e 360 hertz.

Con Pulsar dovrebbe diminuire la sfocatura dei movimenti nei giochi più rapidi. A questo si aggiunge la retroilluminazione stroboscopica, che simula una frequenza di aggiornamento maggiore. Secondo Nvidia, sarebbe come guardare un monitor con una frequenza fino a 1000 hertz. A differenza di altre tecnologie di strobing simili, come la «Ultra Low Motion Blur» (ULMB), con la Pulsar non devi rinunciare a una frequenza di aggiornamento variabile (VRR) che impedisce lo screen tearing.

Anche la DisplayPort 2.1 non è una novità. Ma l'anno scorso i produttori di monitor hanno installato solo raramente la versione più avanzata (la UHBR20). Nel 2026, questo tipo di connessione sarà invece presente in quasi tutti i modelli in cui ha senso montarlo. Ad esempio, nei 1440p a 360 hertz, nei 4K a 240 hertz o nei 5K2K a 165 hertz. Per sfruttare al massimo la DisplayPort 2.1 UHBR20 ti serve una scheda grafica della serie Nvidia RTX 50.

39 pollici, Tandem WOLED, 5K2K, 165 hertz

Probabilmente il monitor più acclamato al CES è stato l'LG 39GX950B. Il nuovo modello di punta dell'azienda sudcoreana integra la tecnologia Tandem WOLED in un display da gaming con diagonale da 39 pollici in formato 21:9 e 5K2K di risoluzione (5120 × 2160 pixel). Ne risulta un'ottima densità di pixel di 142 ppi, insieme a una luminosità a schermo intero di circa 380 nit. Per consentire l'estrema luminosità del 39GX950B, LG non usa il nuovo layout dei subpixel RGB, ma opta per il classico RGWB.

Il 39GX950B di LG potrebbe rivelarsi il miglior monitor da gaming dell'anno.
Il 39GX950B di LG potrebbe rivelarsi il miglior monitor da gaming dell'anno.
Fonte: LG

Questo monitor è quindi una versione un po' più piccola, ma più luminosa e nitida del 45GX950A, che ho testato di recente. Un modello, questo, che mi aveva già convinto su tutta la linea, tranne per la forte curvatura dell'800R, che trovavo troppo aggressiva. Fortunatamente, il 39GX950B ha solo 1500R. La frequenza di aggiornamento è 165 hertz a piena risoluzione o 330 hertz a 1080p. Per quanto riguarda le connessioni, sono disponibili una DisplayPort 2.1 (UHBR20), un'HDMI 2.1 e una USB-C (alimentazione a 90 watt).

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Non ci sono ancora dettagli sui prezzi e sulla disponibilità del 39GX950B. Al lancio dovrebbe costare almeno 1500 franchi. Non è chiaro nemmeno se LG venderà lo stesso pannello anche ad altri produttori.

34 pollici, QD-OLED, V-Stripe, 1440p, 330 hertz

Il QD OLED di Samsung con layout RGB (V-Stripe) fa il suo debutto in un classico schermo widescreen. Il pannello, con diagonale di 34 pollici in formato 21:9, ha una risoluzione di 3440 × 1440 pixel e una frequenza di aggiornamento molto elevata di 330 hertz. La densità di pixel si assesta su un modesto 108 ppi. Grazie alla matrice dei subpixel RGB, i testi dovrebbero apparire più nitidi rispetto ai vecchi monitor OLED delle stesse dimensioni e risoluzione. La luminosità a schermo intero arriva a 300 nit.

L'MSI MPG 341CQR X36 è uno dei primi monitor con tecnologia V-Stripe QD OLED.
L'MSI MPG 341CQR X36 è uno dei primi monitor con tecnologia V-Stripe QD OLED.
Fonte: MSI

Diversamente dall'LG, qui ci sono già delle indicazioni di massima sui prezzi e sulla disponibilità. Il primo modello di Asus dovrebbe uscire sul mercato già nel primo trimestre, mentre Acer e MSI hanno annunciato un prezzo di partenza di 1199 euro per le loro versioni. Finora sono stati annunciati i seguenti monitor con pannello V-Stripe:

  • Asus ROG Swift OLED PG34WCDN
  • MSI MPG 341CQR X36
  • Gigabyte MO34WQC36
  • Acer Predator X34 F3

Le specifiche tecniche non relative al pannello sono simili per tutti i produttori. Tutti hanno il nuovo rivestimento che dovrebbe migliorare il livello del nero. Asus e Gigabyte integrano una DisplayPort 2.1 con UHBR20, mentre MSI mantiene l'UHBR13.5 e Acer addirittura la DisplayPort 1.4.

32 pollici, Tandem WOLED, 4 K, 240 hertz

Se preferisci i monitor nel classico formato 16:9, LG ha pronta l'ultima generazione di WOLED da 32 pollici con risoluzione a 4K e 240 hertz. Anche in questo caso, il pannello Tandem WOLED con layout RGWB dovrebbe arrivare a circa 380 nit di luminosità a schermo intero.

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Finora solo LG ha presentato un monitor con questo pannello: il 32GX870B. Altri produttori come Asus dovrebbero però seguire nel corso dell'anno. Il pannello dovrebbe essere disponibile con rivestimento opaco (come nel modello LG) o lucido. Prezzi e date di vendita non sono ancora stati comunicati.

32 pollici, QD OLED, 4 K, 240 hertz

Anche Samsung propone la popolare combinazione di 32 pollici, 4K e 240 hertz con una nuova generazione di pannelli. Questi pannelli offrono una luminosità superiore a schermo intero di circa 300 nit e un nuovo rivestimento per valori di nero migliori, ma non hanno il layout dei subpixel RGB (V-Stripe). I seguenti produttori hanno annunciato modelli di questo tipo:

  • Samsung Odyssey OLED G8 (G80SH)
  • Asus ROG Swift OLED PG32UCDM3
  • MSI MPG 322UR X24
  • Gigabyte MO32U24
  • Dell UltraSharp U3226Q
Il Samsung G80SH sembra un miglioramento significativo della famosa classe da 32 pollici.
Il Samsung G80SH sembra un miglioramento significativo della famosa classe da 32 pollici.
Fonte: Samsung

I monitor di Samsung, Asus e Gigabyte hanno la DisplayPort 2.1 con UHBR20. Asus ha annunciato un prezzo di partenza di 1299 dollari e l'intenzione di iniziare a consegnare già nel primo trimestre. La versione di Dell con colorimetro integrato costa 2599 dollari e dovrebbe uscire a fine febbraio. L'UltraSharp U3226Q è l'unico con una frequenza di aggiornamento di soli 120 hertz, mentre tutti gli altri offrono 240 hertz.

27 pollici, Tandem WOLED, 4 K, 240 hertz

LG presenterà per prima il nuovo RGB stripe WOLED sotto forma di pannello da 27 pollici con risoluzione a 4K. La densità dei pixel a 166 ppi, insieme alla visualizzazione pulita del layout RGB, dovrebbe garantire una nitidezza dei testi pari a quella di un ottimo LCD. Resta da vedere se, senza il subpixel bianco, la copertura degli spazi colore HDR migliorerà.

Finora, solo Asus ha provato a usare la tecnologia RGB stripe WOLED con il suo PG27UCWM.
Finora, solo Asus ha provato a usare la tecnologia RGB stripe WOLED con il suo PG27UCWM.
Fonte: Asus

Grazie a una frequenza di aggiornamento di 240 hertz, questo pannello è perfetto anche per il gaming. La luminosità massima è di 250 nit a schermo intero, all'incirca la stessa dei monitor WOLED esistenti. Questo, nonostante qui si utilizzi l'illuminazione Tandem WOLED, che è più intensa. La luminosità extra viene però «mangiata» dal layout RGB. Diversamente dagli altri pannelli LG, in questo caso Asus è il primo e finora unico produttore ad aver presentato il suo modello: il ROG Swift OLED PG27UCWM. Non si sa però ancora quando e a che prezzo sarà disponibile questo monitor.

27, 32 e 52 pollici, LCD, 5K e 6K

Al CES abbiamo visto anche LCD con pannelli IPS e alta risoluzione di Samsung, LG e Dell:

  • Dell UltraSharp U5226KW – 52 pollici, 6144 × 2560 pixel
  • Samsung Odyssey 3D (G90XH) – 32 pollici, 6144 × 3456 pixel
  • Samsung Odyssey G8 (G80HS) – 32 pollici, 6144 × 3456 pixel
  • Samsung Odyssey G8 (G80HF) – 27 pollici, 5120 × 2880 pixel
  • LG 52G930B – 52 pollici, 5120 × 2160 pixel
  • LG 27GM950B – 27 pollici, 5120 × 2880 pixel
Con il suo U5226KW, Dell punta soprattutto al settore finanziario e scientifico.
Con il suo U5226KW, Dell punta soprattutto al settore finanziario e scientifico.
Fonte: Dell Technologies

Se ti interessa la densità di pixel ottimale per Apple (circa 220 ppi), la trovi nei tre modelli di Samsung e nel 27GM950B di LG. I due maxischermi di Dell e LG, a causa delle loro dimensioni, arrivano solo a 128 e 106 ppi. L'UltraSharp è progettato per l'uso da ufficio e ha quindi una frequenza di aggiornamento di soli 120 hertz. I due modelli da 32 pollici di Samsung arrivano a 165 hertz, il G80HF a 180 hertz e i due modelli LG a 240 hertz.

Per quanto riguarda la qualità dell'immagine, è interessante soprattutto l'LG 27GM950B. Se crediamo a quanto dice il produttore, grazie alla «Zero Optical Distance Technology» i mini LED offrono un contrasto simile a quello degli OLED, ma con una luminosità a schermo intero decisamente più intensa. Per ora LG e Samsung non hanno detto ancora niente su prezzi e disponibilità. Il mega monitor di Dell è già disponibile dal produttore al prezzo di 2899 dollari.

Previsioni per il futuro

Altra cosa interessante di quest'anno è capire se Apple lancerà uno o più nuovi monitor. Alcune indiscrezioni lasciano intendere che sarà aggiornato almeno lo Studio Display da 27 pollici. In passato, Apple acquistava i pannelli per i suoi monitor da LG. Potrebbe essere così anche questa volta: il display dell'LG 27GM950B con mini LED e risoluzione a 5K sarebbe perfetto.

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Nei prossimi mesi, il layout dei subpixel RGB dovrebbe essere utilizzato in un numero sempre maggiore di monitor. Inoltre, i produttori lanceranno sul mercato altre versioni con i pannelli già presentati, con un proprio rivestimento o una frequenza di aggiornamento diversa. Per LG si sta parlando di un 34 pollici con RGB stripe WOLED e risoluzione a 5K2K. Il che avrebbe senso, visto che un pannello del genere ha all'incirca la stessa densità di pixel del modello da 27 pollici con risoluzione a 4K presentato. La catena di produzione sarebbe quindi già pronta. Più tardi si potrà avere anche un 32 pollici con risoluzione a 4K e RGB stripe WOLED.

Sui progetti di Samsung si sa molto meno. Qui non è ancora chiaro con che rapidità il produttore trasferirà il suo V-Stripe QD-OLED nei display ad alta densità di pixel. Ciò che colpisce anche di Samsung è l'assenza di monitor davvero grandi o dotati di mini LED. È lecito pensare che i sudcoreani presenteranno qualcosa su questa linea alla Gamescom di metà giugno. Ad esempio, un successore dell'Odyssey Ark.

Immagine di copertina: Asus

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Le mie impronte digitali cambiano talmente spesso che il mio MacBook non le riconosce più. Il motivo? Se non sono seduto davanti a uno schermo o in piedi dietro a una telecamera, probabilmente mi trovo appeso a una parete di roccia mantenendomi con i polpastrelli. 


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