Michelle Brändle
Recensione

«Tomodachi Life – Una vita da sogno», ovvero un'isola tutta mia piena di storie strampalate

Michelle Brändle
15.4.2026
Traduzione: Martina Russo

In «Tomodachi Life» di Nintendo posso creare un'isola con i personaggi che voglio. Ognuno di loro ha una sua personalità e sono io a decidere quali storie d'amore sbocceranno tra loro.

La mia isola allegra e colorata, popolata da abitanti che ho creato personalmente. Un sogno. Il fatto che ogni tanto si trasformi in un surreale delirio febbrile rende questo gioco di simulazione di vita ancora più apprezzabile. Anche se a volte mi fanno venire il latte alle ginocchia, le voci robotiche hanno comunque dei lati positivi.

L'inizio è molto innocente…

Mi ritrovo su un isolotto desolato con un paio di palme e una spiaggia sabbiosa. Nessuna idea del perché sia finita lì. Non esiste una trama di alcun tipo. Ma non mi serve nemmeno, perché mi metto subito a creare il mio primo personaggio: un cosiddetto Mii.

La mia attività preferita nei simulatori di vita è creare i personaggi.
La mia attività preferita nei simulatori di vita è creare i personaggi.

Come suggerito dal gioco, devo creare per l'isola dei personaggi famosi, delle celebrità o dei personaggi di fantasia. Ho un'idea: dato che al momento sono fissata con «One Piece» e che un'isola mi sembra proprio l'ambientazione perfetta, il primo personaggio che creo è Roronoa Zoro. Oltre a «uomo» e «donna», posso scegliere anche il genere «non binario». Non fa male a nessuno, ma al contempo include tutti, quindi mi piace.

Uomo, donna o non binario? Tomodachi Life offre tutte le opzioni.
Uomo, donna o non binario? Tomodachi Life offre tutte le opzioni.

Nonostante la grafica sia semplice, posso personalizzare il mio personaggio con molti dettagli. Oltre ai tratti fisici, specifico anche la data di nascita e alcune caratteristiche personali. A questo punto, però, non posso ancora scegliere l'abbigliamento.

Il primo supermercato dell'isola

Per festeggiare l'occasione, ovvero la creazione del mio primo personaggio, il gioco mi regala subito 200 euro virtuali. La valuta l'ho scelta io precedentemente. Il franco svizzero, però, non era tra le opzioni disponibili.

Per permettermi di usarli subito, il gioco fa comparire un supermercato sull'isola. Qui compro cibo e bevande per i miei Mii, anche se per ora la scelta è limitata a toast, uova, biscotti e pasta ripiena. Durante il gioco vengono aggiunti continuamente nuovi cibi.

All'inizio la scelta al supermercato è ancora limitata.
All'inizio la scelta al supermercato è ancora limitata.

Oltre al nuovo supermercato, il gioco costruisce anche un altro oggetto fondamentale per l'isola: una fontana dei desideri. La fontana è fondamentale per i miei progressi nel gioco e raccoglie i cosiddetti «batuffoletti».

I batuffoletti sono delle bolle gialle a forma di fiore. Si formano quando uno dei miei personaggi Mii è felice e si raccolgono nella fontana dei desideri. Quando ne ho abbastanza, succede qualcosa di bello come ricompensa: ad esempio le infrastrutture dell'isola si espandono, trovo più articoli al supermercato e così via. Durante il gioco scopro continuamente nuove cose che si possono fare con la fontana dei desideri. Ma di questo parleremo più avanti.

Inizia il delirio febbrile

Nella fase iniziale tutto procede con calma e per gradi, in modo che possa capire come funziona il tutto. Inizio con l'occuparmi degli abitanti: posso creare un secondo Mii per fare compagnia al primo e poi un terzo. I personaggi mi dicono cosa li preoccupa, se hanno fame e cosa desiderano in un dato momento. Se un Mii ha qualcosa che lo turba, sulla sua testa compare un piccolo fumetto. Se ci clicco sopra, il personaggio mi racconta i suoi desideri.

Ad esempio Nami, la mia nuova abitante, vorrebbe diventare amica di Zoro. Quindi porto il mio personaggio dalla testa muschiata a conoscere la migliore cartografa al mondo (Nami) e li lascio chiacchierare.

E qui le cose cominciano a farsi divertenti. Posso decidere liberamente l'argomento della conversazione: scrivo «One Piece» e nelle impostazioni lo definisco come un oggetto (sono possibili anche attività, alimenti e così via). Il gioco archivia in un catalogo tutte le parole che insegno ai miei personaggi. Nella maggior parte dei casi le parole aggiunte si adattano sorprendentemente bene al contesto – a volte, però, sono esilaranti per quanto sono sbagliate. In entrambi i casi non posso fare a meno di sorridere.

Qui la nuova parola («combattimenti con la spada» in tedesco) funziona bene...
Qui la nuova parola («combattimenti con la spada» in tedesco) funziona bene...
...qui un po' meno (in tedesco dice «Un One Piece e anche una torta al cioccolato...
...qui un po' meno (in tedesco dice «Un One Piece e anche una torta al cioccolato...

La cosa divertente è che i Mii pronunciano tutte le parole. Se le pronunciano in modo sbagliato, posso correggere la pronuncia. In ogni caso serve un po' per abituarsi all'audio, perché suona molto robotico. Dopo poco mi dà già fastidio. Detto questo, anche questa caratteristica è una parte integrante dell'esperienza in «Tomodachi Life», quindi cerco di farmene una ragione. Tanto più che posso scegliere come farmi chiamare dai miei isolani: i miei Mii mi chiamano «Good Girl», cosa che mi piace da impazzire.

Mi piace da matti quando mi chiama «Good Girl».
Mi piace da matti quando mi chiama «Good Girl».

Non sono soltanto le voci a richiedere un po' di tempo per abituarsi ma anche la grafica, che è un miscuglio abbastanza improbabile. Mentre i Mii sono realizzati in un semplice 3D, di tanto in tanto il gioco ti butta lì degli oggetti fotorealistici. Improvvisamente un Mii si ritrova in mano una fotografia reale di un rotolo di carta igienica, oppure lo sfondo assomiglia a una cartolina. Questa incoerenza stilistica ha un effetto così straniante e fuori luogo che in un qualche modo è coerente con il fascino bizzarro del gioco.

Alcuni oggetti hanno un aspetto iperrealistico, il che risulta un po' strano nel contesto.
Alcuni oggetti hanno un aspetto iperrealistico, il che risulta un po' strano nel contesto.

Con questo tono umoristico e questo stile, il gioco mi presenta storie e scenari assurdi tra gli abitanti dell'isola, come le quotidiane «Mii News». Qui un Mii riveste i panni del giornalista e racconta le ultime notizie dell'isola. A volte vengono spiegate nuove funzioni di gioco, altre volte si tratta di confuse storie raccontate dagli abitanti del villaggio. Può trattarsi di scandali relativi ai salvadanai o di uno scherzo con gli adesivi. Tutte storie a cui reagisco con un sonoro «Wtf?». Non è proprio il mio genere di umorismo, temo.

(Nello screenshot si parla di un personaggio che mette di nascosto soldi in un salvadanaio) Inaudito! Almeno credo...
(Nello screenshot si parla di un personaggio che mette di nascosto soldi in un salvadanaio) Inaudito! Almeno credo...

Inoltre, succedono continuamente cose strambe, al cui umorismo devo ancora abituarmi. Ad esempio, come quando Robin e Lysop suonano insieme una serenata senza senso o quando la principessa Vivi si innamora perdutamente e fa scene esagerate.

La mia perplessità deriva dal fatto che scene di vita quotidiana vengono rappresentate in modo assurdo. Una meccanica di gioco originale che può piacerti da impazzire o spiazzarti totalmente.

Chissà se questo duo scatenato ha un futuro come coppia?
Chissà se questo duo scatenato ha un futuro come coppia?

Mii felici e Michelle creativa

L'obiettivo principale è subito chiaro: sull'isola dei sogni i miei Mii devono vivere una vita felice. Se sono felici, raccolgo batuffoletti per la fontana dei desideri. Una volta che l'ho riempita mi si schiudono nuove possibilità, nuovi oggetti e upgrade di livello.

Come oggetti, oltre al cibo, sblocco anche dei regali per i Mii: una chitarra che Usopp usa per fare una serenata a Nami o un DVD di jogging con cui Zoro si allena. Sono io a decidere a chi vanno i regali: ai miei abitanti possono piacere o meno, a seconda del loro carattere.

Cosa c'è di più bello di una corsa al tramonto, vero Zoro?
Cosa c'è di più bello di una corsa al tramonto, vero Zoro?

Sempre come regalo, posso anche personalizzare i miei Mii aggiungendo loro delle caratteristiche particolari. Usopp, ad esempio, mi saluta sempre con un inchino. Rufy si muove sull'isola saltellando felice invece di camminare in modo noioso e rigido. Sempre come ricompensa, a volte posso anche fare imparare nuove frasi agli isolani.

E io non mi perdo certo questa opportunità di divertimento. Ad esempi, quando Rufy è felice esclama: «Diventerò re dei pirati». Spetta sempre a me definire quando i personaggi pronunciano queste frasi: se prima di mangiare, quando se ne vanno o quando sono tristi.

Posso far dire ai Mii tutto quello che voglio (nello screenshot: «Diventerò il re dei pirati!»).
Posso far dire ai Mii tutto quello che voglio (nello screenshot: «Diventerò il re dei pirati!»).

Quando cresco di livello, ottengo anche degli edifici. Sono degli upgrade fantastici per la vita sull'isola, perché sono spazi ideali in cui dar sfogo a idee creative. Nella nuova boutique appena ottenuta compro FINALMENTE dei fantastici outfit per i miei Mii, per farli assomigliare sempre più ai personaggi noti da One Piece. La scelta, soprattutto ai livelli iniziali, è davvero molto limitata, ma ci sono offerte giornaliere che cambiano continuamente: non posso però ancora permettermi le combinazioni di outfit più stravaganti.

Per far sentire i miei Mii a proprio agio a casa loro, mi reco al nuovo centro ristrutturazioni. E non posso trattenere una risata quando vedo che il primo arredamento disponibile per le case dei miei Mii è proprio un kit da pirati. Me lo aggiudico subito per il coraggioso capitano Usopp. Per 210 euro non è proprio regalato, visto che al momento i soldi arrivano con il contagocce.

A proposito di soldi: li ottengo come ricompensa quando rendo felici i Mii. Motivo per cui li recupero in parte quando Usopp si rallegra per i nuovi arredi del suo appartamento.

Usopp è felice della sua casa in stile piratesco.
Usopp è felice della sua casa in stile piratesco.

Posso dare sfogo a tutta la mia creatività quando sblocco la modalità Designer per i vari edifici.

È così che creo la mia carta da parati personalizzata al centro ristrutturazioni. Qui mi viene subito un'idea geniale per il tema dell'isola dei pirati. Le opzioni disponibili nel Designer sono limitate, ma me le faccio bastare. Per le mie opere d'arte mi piacerebbe che il gioco supportasse la funzione mouse della Switch 2, ma anche con il dito riesco a fare molto grazie alla funzione zoom. Mi diverto un sacco e mi scateno alla grande.

Nel Designer progetto una carta da parati con il teschio dei pirati.
Nel Designer progetto una carta da parati con il teschio dei pirati.

Nel Designer del supermercato disegno una deliziosa fetta di torta e una bibita rinfrescante. Ma (negli edifici adatti) si possono anche aggiungere oggetti per l'isola o persino vestiti. Alla fine, riesco a dotare i miei personaggi di One Piece dei loro accessori iconici.

Ho disegnato il cappello giusto per Ace.
Ho disegnato il cappello giusto per Ace.

Il lato pigro dell'isola

Da un lato ho tantissime possibilità creative a livello di vocabolario, oggetti e vita degli abitanti dell'isola. Dall'altra parte, ci sono alcuni aspetti che mi irritano in fretta.

Oltre al sonoro fastidioso, mi disturbano le animazioni poco curate: ad esempio, qualsiasi cosa mangi un Mii, divora sempre anche tutto il piatto – e lo fa in tre bocconi invisibili. Con il passare del tempo, ho iniziato a saltare i lunghi saluti dei Mii e le parti noiose delle Mii News, perché le trovo troppo ripetitive.

Così come trovo ripetitivi i minigiochi con cui mi tengono occupata gli abitanti: quando lancio una moneta con Nami, devo indovinare se uscirà testa o croce. Se vinco, ricevo un regalo. Oppure, devo nominare un alimento a turno alternandomi con Sanji, finché uno di noi due non sbaglia. Se resisto abbastanza a lungo – hai indovinato – ricevo un regalo. I giochi sono anche divertenti, ma sono stupidi e poco stimolanti. Mi possono piacere la prima volta, ma dopo basta.

Questi giochi noiosi mi danno sui nervi già dopo la prima partita.
Questi giochi noiosi mi danno sui nervi già dopo la prima partita.

La cosa che mi dà più fastidio è che vengo sempre criticata. Gli abitanti non sono contenti di come sto sistemando l'isola, dei loro vestiti o dell'arredamento delle loro case. Smettetela di lamentarvi: ci ho lavorato come una matta! Ma se sono infelici, non riesco ad avanzare di livello. Quindi non posso fare altro che assecondare i loro desideri e adattare tutto alle loro richieste.

Sanji ha di nuovo qualcosa di cui lamentarsi.
Sanji ha di nuovo qualcosa di cui lamentarsi.

Mentre ho un sacco di libertà con i personaggi e con il vocabolario, trovo che la progettazione dell'isola sia davvero noiosa. Posso soltanto sbloccare edifici già pronti, ma mi sarebbe piaciuto poter plasmare o decorare di più l'isola (come si fa, ad esempio, in «Animal Crossing»). Per di più, i Mii hanno le loro idee su come dovrebbe essere organizzata l'isola. Idee che non posso ignorare, altrimenti si lamentano di nuovo.

Quindi alla fine mi tocca progettare l'isola in modo diverso da come avrei voluto. Motivo per cui mi sento come una semplice osservatrice, costretta solo a guardare e a fare da spalla, invece di agire in prima persona.

Alcune modifiche mi vengono imposte.
Alcune modifiche mi vengono imposte.

Ok, basta lamentarsi. Sto diventando come i Mii che abitano sulla mia isola, sempre pronti a lamentarsi.

«Tomodachi Life – Una vita da sogno» è disponibile solo in versione standard per Nintendo Switch, giocabile anche sulla Switch 2. Mi è stata fornita da Nintendo a scopo di test ed è disponibile dal 16 aprile. Online trovi anche una versione demo.

In breve

Se apprezzi l'umorismo, questo gioco ti piacerà

«Tomodachi Life – Una vita da sogno» è un gioco creativo con un approccio davvero originale. Invece di essere funzionali ai miei obiettivi personali nella simulazione di vita, come succede ad esempio in «The Sims» o in «Animal Crossing», qui i miei personaggi hanno una volontà propria. Ogni tanto si creano situazioni e conversazioni divertenti, perché posso far parlare i personaggi con parole che decido io. Mi vengono offerti sempre nuovi modi per personalizzare l'isola, in modo che io e i Mii non ci annoiamo mai. Nonostante la grafica piuttosto semplice a livello tecnico, il gioco è convincente grazie all'originale connubio di modelli 3D ed elementi fotografici assurdi.

L'umorismo è piuttosto imprevedibile e non sempre lo capisco. Serve un po' di tempo anche per abituarsi alle voci robotiche dei personaggi. La cosa che mi infastidisce di più sono i limiti che ti vengono imposti nella progettazione dell'isola stessa. Nella maggior parte dei casi devo tener conto dei desideri dei miei ospiti, il che riduce un po' tutte le libertà. Inoltre, dopo un paio d'ore, alcuni elementi e caratteristiche del gioco iniziano a darmi sui nervi.

Se ami i progressi rapidi, non lasciarti scoraggiare dai limiti imposti e se anche tu hai un senso dell'umorismo non ordinario, questo gioco potrebbe farti felice. Ti do comunque un consiglio: questo gioco si apprezza meglio a piccole dosi. In questo modo le parti ripetitive disturbano meno.

Pro

  • Tanto spazio alla creatività per personaggi e oggetti
  • I personaggi hanno gusti e comportamenti originali
  • Meccaniche di gioco semplici e mai troppo impegnative
  • Umorismo particolare (deve piacerti)

Contro

  • Personaggi e meccaniche possono dare sui nervi
  • Serve tempo per abituarsi alle voci dei robot
  • Scene e mini-giochi ripetitivi
  • Limiti nella progettazione dell'isola a causa delle richieste dei residenti
Nintendo Tomodachi Life: Una vita da sogno (Switch, DE, FR, IT)
Videogioco
Nuovo
CHF92.65

Nintendo Tomodachi Life: Una vita da sogno

Switch, DE, FR, IT

Immagine di copertina: Michelle Brändle

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Da quando sono in grado di tenere in mano una matita, disegno il mondo con colori vivaci. Grazie all'iPad, non trascuro nemmeno l'arte digitale. Per questo motivo mi piace testare i tablet, sia quelli grafici che quelli normali. Se voglio dare sfogo alla mia creatività con leggerezza, prendo gli smartphone più recenti e mi metto a scattare foto. 


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