Capcom
Recensione

«Resident Evil Requiem» è l'auspicato capolavoro dell'horror

Domagoj Belancic
25.2.2026
Traduzione: Rebecca Vassella

«Resident Evil Requiem» è come un best-of della leggendaria serie horror. Combina gli elementi di gioco dei capitoli precedenti per creare un mix impeccabile di azione e orrore.

Una nota in anticipo: «Resident Evil Requiem» è un gioco breve. In questa recensione mi asterrò quindi da spoiler dettagliati su contenuti e gameplay. Se hai ancora domande dopo la lettura, sarò felice di aiutarti nella colonna dei commenti.

Come gli scienziati della Umbrella Corporation, Capcom ha trascorso gli ultimi anni lavorando a un esperimento ad alto rischio. No, non a una nuova variante del letale T-virus, ma ad un mostro alla Frankenstein: «Resident Evil Requiem». Questa inquietante creazione patchwork è composta da numerosi elementi tratti dai precedenti capitoli della serie horror.

A differenza del virus di Umbrella e del mostro di Frankenstein, lo studio giapponese riesce in questa impresa rischiosa. «Resident Evil Requiem» è un capolavoro dell'azione horror che crea un quadro d'insieme estremamente armonioso nonostante i contrasti narrativi e di gameplay.

Finalmente di nuovo un gioco d'azione zombie.
Finalmente di nuovo un gioco d'azione zombie.

Nostalgia, ma dignitosa

La storia di «Resident Evil Requiem» riesce a bilanciare il fascino trash dei B-movie e la serietà del dramma horror, come è tipico della serie. Al centro ci sono due protagonisti che difficilmente potrebbero essere più diversi.

In primo luogo, c'è la giovane agente dell'FBI Grace Ashcroft a cui viene assegnato il compito di indagare su una serie di ritrovamenti di cadaveri misteriosi. Mi sono subito innamorato della sua natura ingenua e timorosa. Grace è sopraffatta dalla situazione e dagli spaventosi non morti. Balbetta durante gli intermezzi e le sue mani tremano talmente tanto che faccio fatica a prendere la mira con il suo revolver. Ma non mi arrabbio con lei. Se fossi in lei, mi comporterei in modo altrettanto maldestro.

L'istinto di protezione si fa sentire: non deve succedere nulla a questo dolce topolino grigio.
L'istinto di protezione si fa sentire: non deve succedere nulla a questo dolce topolino grigio.

In secondo luogo, assumo il ruolo del veterano di «Resident Evil» Leon S. Kennedy (ora con le rughe!), che segue le tracce di uno scienziato pazzo.

Leon ha già fatto scoppiare innumerevoli teste di zombie nelle parti seconda, quarta e sesta di «Resident Evil». Il muscoloso esperto è l'esatto contrario di Grace, è un eroe d'azione con le palle d'acciaio. Per lui, i non morti sono solo mosche fastidiose che devono essere schiacciate.

Leon S. Kennedy. La «S» sta per «sexy».
Leon S. Kennedy. La «S» sta per «sexy».

Nel corso del gioco, le strade dei diversi protagonisti si incrociano. La loro missione li porta in dubbie strutture di ricerca, ospedali infestati da zombie e le rovine di Raccoon City – la città dove il disastro di «Resident Evil» è iniziato 30 anni prima (merda, sono vecchio).

Mentre la prima metà del gioco si concentra su Grace e sul suo background, Leon assume il ruolo principale più avanti nel gioco. La storia si sviluppa in un viaggio nel passato di «Resident Evil», che si collega alla storia di Grace con un colpo di scena emozionante.

La trama non è nostalgica per il gusto di esserlo, ma serve come base di successo per storie e personaggi nuovi. Oltre a Grace, anche il nuovo cattivo Dr. Victor Gideon e la ragazza cieca Emily (vedi immagine di copertina) hanno conquistato un posto nel mio freddo cuore di zombie.

Gideon è un eccellente cattivo da B-movie.
Gideon è un eccellente cattivo da B-movie.

Brividi con Grace

I diversi tratti caratteriali dei due protagonisti si riflettono nel gameplay. Gli stili di gioco di Grace e Leon sono in netto contrasto tra loro. Offrono un'ampia varietà senza rendere il gameplay troppo impegnativo. Non passo da un personaggio all'altro ogni pochi minuti, ma mi viene dato abbastanza tempo per immergermi nell'atmosfera di ogni sezione.

Il gioco vive di forti contrasti.
Il gioco vive di forti contrasti.

Con Grace provo una sensazione di survival horror, a metà strada tra il classico «Resident Evil» e i più recenti spin-off «Biohazard» e «Village». Le munizioni scarseggiano, l'arsenale di armi di Grace è limitato e molti nemici sono troppo potenti. Qualsiasi confronto potrebbe concludersi con un «Game Over».

Per difendersi, Grace può usare il sangue degli zombie uccisi per produrre munizioni, medicine e, in seguito, strumenti mortali. Il mio preferito: una siringa che fa gonfiare gli zombie come un palloncino d'acqua in pochi secondi e li fa letteralmente scoppiare.

Grace usa il sangue degli zombie per creare armi letali. Come funziona esattamente? Non so... scienza e tutto il resto.
Grace usa il sangue degli zombie per creare armi letali. Come funziona esattamente? Non so... scienza e tutto il resto.

Le sezioni di Grace offrono un design di livelli claustrofobico, con corridoi stretti e bui e layout labirintici. Nemici che non posso sconfiggere sono sempre in agguato. In questi momenti, l'unica cosa che aiuta è scappare e nascondersi. Non è così facile, perché l'agente dell'FBI è piuttosto lenta anche quando scappa a tutta velocità.

Ogni tanto padroneggio i classici enigmi di «Resident Evil» con soluzioni contorte. Per aprire una porta, devo raccogliere tre pietre lucenti che si trovano in casseforti con enigmi illustrati. Per risolvere questi enigmi, devo usare una chiave per accedere a una parte del livello chiusa a chiave. Ma dove diavolo è questa chiave?

Con Grace, gioco in prima persona per impostazione predefinita. Mi ricorda «Resident Evil 7: Biohazard» e «Resident Evil Village».
Con Grace, gioco in prima persona per impostazione predefinita. Mi ricorda «Resident Evil 7: Biohazard» e «Resident Evil Village».

Gli enigmi mi guidano abilmente attraverso l'architettura labirintica dei livelli. Mi faccio strada passo dopo passo e continuo a sbloccare nuove aree. Non mi sento mai frustrato perché so sempre cosa fare e scopro nuovi segreti quando di tanto in tanto faccio backtracking. Non c'è niente di meglio di questo.

Catarsi con Leon

Le sezioni di Leon sono molto più ricche di azione. L'agente speciale è più forte, più veloce e più preciso. Mentre fuggo dagli zombie con Grace, passo all'offensiva con Leon e mi sfogo. Distribuisco headshot, attacco gli avversari con la sua ascia e spappolo le loro teste. In alcuni punti del gioco Leon ottiene perfino una motosega, con cui finalmente può fare a pezzi anche lui gli zombie, invece di essere sempre lui ad essere fatto a pezzi. Fighissimo!

Gioco con Leon in terza persona per impostazione predefinita.
Gioco con Leon in terza persona per impostazione predefinita.

All'inizio temevo che le sequenze d'azione sarebbero andate troppo nella direzione di «Resident Evil 6» e che mi avrebbero offerto solo passaggi lineari e poco impegnativi. Con il progredire del gioco, «Requiem» mi toglie queste preoccupazioni.

Le ultime sezioni di Leon convincono con aree sorprendentemente spaziose, che si differenziano notevolmente dai claustrofobici livelli di Grace (e dai livelli fiacchi del sesto capitolo). Nonostante le dimensioni maggiori, sono caratterizzate da enigmi sapientemente integrati che mi incoraggiano a esplorare l'oscuro mondo di gioco e a scoprire tutti i segreti.

Le sezioni di gioco a Raccoon City sono l'highlight del gioco per me.  Non posso e non voglio ancora rivelare altro.
Le sezioni di gioco a Raccoon City sono l'highlight del gioco per me. Non posso e non voglio ancora rivelare altro.
Fonte: Capcom

La superiorità iniziale di Leon diminuisce sempre di più con il passare del tempo. Il gioco mi mette di fronte a situazioni in cui vengo letteralmente invaso dagli avversari. Mi viene in mente la sensazione di terrore stressante del mio capitolo preferito «Resident Evil 4». Correre, guadagnare distanza, sparare, schivare, attaccare con l'ascia, ripetere. L'importante è sopravvivere in qualche modo.

Leon può acquistare nuove armi in determinati luoghi del gioco per poter affrontare gli avversari sempre più forti. Mi concedo anche delle estensioni per le armi che ho già acquistato. La valuta per l'acquisto viene ottenuta tramite un braccialetto di allenamento che trasferisce punti al mio conto quando uccido gli avversari. Una logica meravigliosamente assurda (anche se non così assurda come il fatto che Grace rubi il sangue agli zombie).

I comandi sono soddisfacenti, sia che si tratti di sparare con la mitragliatrice, sia che si tratti di colpire i non morti a distanza ravvicinata con il fucile a pompa o di attaccarli con l'ascia. La mira rimane precisa (a scelta anche con il controllo del movimento) e il brutale feedback aptico attiva il mio centro di dopamina. Il controller Dualsense della mia PS5 risponde con vibrazioni precise, resistenza dei grilletti ed effetti sonori. Posso letteralmente sentire la forza e il peso delle armi. Adoro.

Leon ha più spazio nell'inventario di Grace. Tuttavia, a volte devo giocare a «Tetris» con le armi per far sì che ci stia tutto.
Leon ha più spazio nell'inventario di Grace. Tuttavia, a volte devo giocare a «Tetris» con le armi per far sì che ci stia tutto.

Il pacchetto action-horror di Leon è completato da spettacolari combattimenti con i boss, inscenati in modo così folle da far ridere a crepapelle. In questi momenti, l'aspetto da B-movie del gioco prende il sopravvento. E mi piace da morire.

«Resident Evil Requiem» riconosce i punti di forza della serie e li sfrutta al meglio nei punti giusti. I fan di vecchia data saranno entusiasti di alcune di queste situazioni, ma non voglio rivelare altro.

Le scenografie spettacolari con Leon sono tra le mie preferite.
Le scenografie spettacolari con Leon sono tra le mie preferite.

Uno spettacolo meraviglioso con controlli perfetti

«Resident Evil Requiem» è anche visivamente impressionante. Io ci gioco sulla PS5 Pro e il RE Engine mostra i suoi punti di forza con ambienti incredibilmente dettagliati e armoniosi effetti di illuminazione e riflessi in ray-tracing. In rari casi, ho riscontrato spiacevoli artefatti di upscaling, come ombre tremolanti e riflessi su superfici opache. Tuttavia, queste piccole imperfezioni non rovinano in modo significativo l'eccellente immagine complessiva.

Il gioco crea una meravigliosa atmosfera inquietante con la sua illuminazione.
Il gioco crea una meravigliosa atmosfera inquietante con la sua illuminazione.

I modelli dei personaggi affascinano per i numerosi dettagli e le espressioni facciali. Le rughe sul volto di Leon rivelano che l'anziano scavezzacollo ne ha già passate tante e non ne può più di tutti questi zombie. Il volto angosciato di Grace mi fa immedesimare in lei e la smorfia sfregiata del dottor Gideon è come un incidente d'auto da cui non riesco a distogliere lo sguardo.

Guarda il volto angosciato...
Guarda il volto angosciato...

Anche i dettagli degli avversari non morti sono molto gradevoli. Il virus zombie mutato di «Requiem» assicura che dietro la facciata di zombie senza cervello ci siano ancora persone reali. Le sento e le vedo. Un ex cuoco si aggira per la sua cucina come un non morto con un coltello mostruoso. Gli addetti alle pulizie dell'ospedale sbattono la testa contro uno specchio e gridano che è tutto troppo sporco. Amo dettagli come questi.

A proposito di sangue: «Resident Evil Requiem» è, senza esagerare, uno dei giochi più sanguinosi a cui abbia mai giocato. Il rosso succo vitale scorre in ettolitri. E non solo quando decapito gli zombie, ma anche quando Grace o Leon vengono uccisi dai non morti.

Sicuramente non per i deboli di cuore.

Le sequenze di «Game Over» sono meravigliosamente esagerate e sanguinose. Qui Grace viene sfilettata da uno chef.
Le sequenze di «Game Over» sono meravigliosamente esagerate e sanguinose. Qui Grace viene sfilettata da uno chef.

Lo spettacolo sanguinoso è accompagnato da un'eccellente colonna sonora, che accompagna adeguatamente la turbolenta corsa tra sequenze horror e d'azione.

Mi hanno colpito in particolare i potenti effetti sonori, che danno enfasi fisica all'azione. Spari, esplosioni, motoseghe e teste che esplodono hanno un suono incredibilmente potente e soddisfacente.

È tutto qui?

I giochi di «Resident Evil» non sono mai stati famosi per il loro tempo di gioco eccessivo. Anche «Requiem» è un gioco breve rispetto ad altre produzioni AAA. Dopo lo scontro con il boss finale, mi chiedo: «È tutto qui?».

Guardo l'ora, perplesso. Le mie statistiche finali mi dicono che ho impiegato esattamente 9 ore e 55 minuti per arrivare ai titoli di coda. La PS5 dice che sarebbero state necessarie circa 12 ore. È assurdo, mi sembra di aver appena iniziato.

La compattezza del gioco è anche l'unico punto di critica importante che ho annotato. E questo è davvero un complimento. Preferisco finire un gioco con la sensazione di volerne ancora, piuttosto che tirare fino alla fine sazio e svogliato.

Anche Grace ed Emily sono tristi perché il gioco è già finito.
Anche Grace ed Emily sono tristi perché il gioco è già finito.

«Resident Evil Requiem» esce il 27 febbraio per PS5, Xbox Series X/S, Switch 2 e PC. La versione PS5 (Pro) mi è stata fornita da Capcom a scopo di test.

In breve

Uno spettacolo d'azione horror dal ritmo incalzante, vario ed estremamente sanguinoso

«Resident Evil Requiem» riesce a creare un sanguinoso mix di sensazioni classiche da survival horror e frenetiche sequenze d'azione. Adoro correre attraverso corridoi bui con Grace, risolvere enigmi e nascondermi dagli zombie. Mi piacciono anche le sezioni di Leon in cui mi sfogo con gli headshot. Il sofisticato design dei livelli è convincente con entrambi i protagonisti, con enigmi intelligenti che mi conducono elegantemente attraverso le aree labirintiche.

Grazie ai forti contrasti meccanici, il gioco offre un ritmo perfettamente bilanciato e ricco di varietà. Nonostante i grandi contrasti, «Requiem» riesce a dare a entrambi i personaggi e agli stili di gioco abbastanza spazio per svilupparsi. Lo spettacolo inquietante è completato da una grafica impressionante, controlli soddisfacenti e una colonna sonora potente che enfatizza bene l'azione. È solo un peccato che l'esperienza di gioco finisca dopo circa dieci ore.

Pro

  • Ritmo eccellente, molta varietà e design intelligente dei livelli
  • Controlli soddisfacenti
  • Colonna sonora e sound design potenti
  • Immagini atmosferiche, cupe e sanguinose

Contro

  • Troppo corto
Capcom Resident Evil 9: Requiem (PS5, DE, FR, IT)
Videogioco
Nuovo
CHF75.45

Capcom Resident Evil 9: Requiem

PS5, DE, FR, IT

Immagine di copertina: Capcom

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Il mio amore per i videogiochi si è svegliato alla tenera età di cinque anni con il Gameboy originale ed è cresciuto a dismisura nel corso degli anni.


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