
Il drone si appende delicatamente ai rami
Se i droni urtano ostacoli in volo, rischiano di precipitare. Invece, potrebbero aggrapparsi e spegnere il motore. Un senso del tatto ispirato agli uccelli è d'aiuto in questo.
Chi pilota un drone lo manovra con cautela attorno a ogni ostacolo. Ogni contatto potrebbe causare un incidente. Eppure, in alcuni casi, sarebbe auspicabile che i dispositivi potessero aggrapparsi ad alta quota e spegnere i motori. Ciò risparmierebbe le batterie o eliminerebbe per un momento il fastidioso ronzio delle eliche. Sarebbe interessante per chi, con l'aiuto di droni, monitora ad esempio foreste pluviali o complessi impianti industriali.
Tuttavia, i droni in commercio sono difficilmente in grado di atterrare o aggrapparsi ad altezze elevate e in condizioni di scarsa visibilità: se le loro telecamere individuano un potenziale punto di atterraggio, rami o parti dello stesso drone spesso ne ostruiscono la visuale. L'atterraggio fallisce.
Gli esperti dell'Università Tecnica di Delft hanno sviluppato un sistema che consente ai droni di aggrapparsi in sicurezza anche senza una visuale chiara, ad esempio tra le chiome degli alberi. Presentano il loro lavoro sulla rivista «NPJ Robotics». Per fare ciò, hanno dotato il drone di un senso del tatto, simile a quello degli uccelli: poco prima di atterrare, gli animali percepiscono il ramo con le zampe e adattano la presa in tempo reale.
Per trasferire questo senso del tatto a un robot volante, i ricercatori lo hanno dotato di una mano a tre dita. Ogni dito ha, in modo simile a quello umano, tre falangi. Ogni falange contiene un sensore che fornisce informazioni sul fatto che stia toccando qualcosa o meno.
Con l'aiuto della telecamera, il drone stima inizialmente in modo approssimativo dove si trovi, ad esempio, un ramo. Mentre vola in una traiettoria a forma di otto vicino al punto di atterraggio, la mano artificiale si apre e si chiude. Attraverso il tipo di primo contatto, il drone può dedurre la posizione e l'orientamento del ramo. Successivamente, il drone ruota e si sposta finché tutte e tre le dita non segnalano un contatto stabile. Il drone afferra e i motori si spengono. Se la presa non riesce, si ritira, vola in sicurezza e riprova.
Con questo lavoro, il team vuole contribuire a un cambio di mentalità nella robotica aerea. Il contatto durante il volo non dovrebbe più essere considerato un rischio, ma un'opportunità per trovare un punto di atterraggio.
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