Manuel Wenk
Dietro le quinte

Visita al più grande impianto di riciclaggio di dispositivi elettronici della Svizzera

Manuel Wenk
29.4.2026
Traduzione: Sanela Dragulovic

Che fine fanno i rifiuti elettronici che la clientela restituisce a Digitec Galaxus? Nell'impianto di riciclaggio di Immark a Regensdorf, 150 dipendenti trasformano ogni giorno 200 tonnellate di vecchi dispositivi in preziose materie prime come acciaio, rame o alluminio.

Macchine pesanti come escavatori ed enormi nastri trasportatori rombano senza sosta. Davanti a me si accumulano centinaia di palette di rifiuti elettronici. Un escavatore scarica la benna su un nastro trasportatore; da qualche parte tra le macerie riconosco l'involucro di un vecchio monitor a tubo catodico. Uomini e donne vestiti di arancione fluorescente creano un netto contrasto con il grigio industriale dell'ambiente circostante. Presso l'azienda di riciclaggio Immark, a Regensdorf, nel Canton Zurigo, ogni giorno arrivano circa 200 tonnellate di rifiuti elettronici: ciò equivale al peso di circa 130 auto di medie dimensioni. 150 persone lavorano su due turni per recuperare le materie prime dai rottami. Il capannone è grande quanto quattro campi da calcio, per la precisione, 30 000 metri quadrati.

Questi due collaboratori smontano i forni a microonde per la successiva lavorazione.
Questi due collaboratori smontano i forni a microonde per la successiva lavorazione.
Fonte: Manuel Wenk

Centesimi che fanno la differenza

Affinché il riciclaggio funzioni, servono fondi. E questi arrivano, tra l'altro, da rivenditori come Digitec e Galaxus. Per ogni dispositivo elettronico venduto viene versato un contributo alla Fondazione SENS, un'organizzazione senza scopo di lucro che coordina il riciclaggio in Svizzera. A seconda della categoria di prodotto, si tratta di pochi centesimi fino a diversi franchi. Questi fondi finanziano i 60-70 camion che ogni giorno trasportano il materiale dai punti di raccolta a Regensdorf, oltre agli enormi impianti e al personale che smonta i vecchi apparecchi in singole parti.

La particolarità: in Svizzera questo sistema si basa sulla volontarietà. «Tutti i partner contribuiscono in modo solidale», afferma Pasqual Zopp, direttore di SENS. Tuttavia, la solidarietà ha dei limiti: i rivenditori online stranieri come Shein, Aliexpress o Temu non contribuiscono ai costi di smaltimento, così come anche alcuni rivenditori svizzeri. A pagare quindi il conto sono coloro che partecipano.

I compressori neri provengono dai frigoriferi. Al loro interno è contenuto un refrigerante costituito da gas propano o butano, facilmente infiammabile. Apposite stazioni di aspirazione garantiscono uno smaltimento ecocompatibile e la sicurezza dei dipendenti.
I compressori neri provengono dai frigoriferi. Al loro interno è contenuto un refrigerante costituito da gas propano o butano, facilmente infiammabile. Apposite stazioni di aspirazione garantiscono uno smaltimento ecocompatibile e la sicurezza dei dipendenti.
Fonte: Manuel Wenk

La radio a valvole incontra lo smart ring

Durante la visita scopro un container pieno di vecchissime radio a valvole. Apparecchi di un'epoca in cui il riciclaggio non era ancora un tema. Alcuni contengono condensatori con PCB; il PCB è una sostanza tossica vietata da tempo. Proprio accanto si trovano smart ring o biglietti di auguri elettronici: dispositivi minuscoli che quasi nessuno riconosce come rifiuti elettronici e che, a causa delle loro batterie, possono provocare incendi negli impianti di incenerimento dei rifiuti, nei veicoli per la raccolta dei rifiuti o durante la raccolta del cartone.

«I prodotti diventano sempre più piccoli e le sostanze problematiche sono sempre più difficili da rimuovere», afferma Sabine Krattiger, Co-CEO di Immark che lavora nel settore del riciclaggio da trent'anni. Krattiger spiega: «In passato c'erano categorie chiare: aspirapolvere, macchine da caffè, televisori. Oggi quasi tutto è dotato di batterie, miniaturizzato e multifunzionale. Persino uno spazzolino elettrico è un piccolo dispositivo high-tech che deve essere smontato con grande attenzione».

Per smontare gli spazzolini elettrici nei singoli componenti, è necessario rimuovere il motore, la batteria e i componenti elettronici dall'involucro in plastica.
Per smontare gli spazzolini elettrici nei singoli componenti, è necessario rimuovere il motore, la batteria e i componenti elettronici dall'involucro in plastica.
Fonte: Manuel Wenk

L'interazione tra uomo e macchina

Prima che un dispositivo finisca nel trituratore, serve sensibilità manuale: in tutta la Svizzera circa 600 persone lavorano in 26 centri di smontaggio per Immark, molte delle quali in posti di lavoro protetti del mercato del lavoro secondario. Separano i componenti e li smistano. «Cerchiamo di integrare le persone, per quanto possibile, nel mondo del lavoro regolare», afferma Krattiger. Il lavoro ripetitivo forma e offre struttura.

In questo capannone, le enormi macchine triturano di tutto.
In questo capannone, le enormi macchine triturano di tutto.
Fonte: Manuel Wenk

Tuttavia, l'enorme varietà di prodotti mette a dura prova la selezione manuale. Per questo motivo Immark sta testando un sistema di intelligenza artificiale sviluppato da SENS denominato Sens AI. L'idea: le telecamere riconoscono in frazioni di secondo se sul nastro trasportatore si trova uno spazzolino da denti, un trapano o un televisore e indirizzano automaticamente l'oggetto sul nastro trasportatore corretto. «Sens AI è una possibile soluzione per aiutare gli impianti di riciclaggio o i centri di raccolta nella selezione dei rifiuti», afferma Zopp. Il sistema è ancora in fase di test. Al momento l'obiettivo principale è raccogliere esperienza e capire quali dispositivi elettronici vengono restituiti e in quali quantità.

Design da buttare? Purtroppo sì

Un problema che né l'uomo né la macchina sono in grado di risolvere: molti produttori, in fase di progettazione, non pensano alla fine del ciclo di vita del prodotto. Le batterie vengono incollate, gli involucri saldati, i componenti uniti in modo permanente. «SENS cerca di sensibilizzare i produttori affinché, durante lo sviluppo dei prodotti, tengano maggiormente conto della fase finale del ciclo di vita», afferma Zopp.

Pasqual Zopp e Sabine Krattiger al lavoro.
Pasqual Zopp e Sabine Krattiger al lavoro.
Fonte: Manuel Wenk

La nuova normativa infonde speranza: a partire dal 2027 l'UE introdurrà un passaporto digitale per le batterie. Esso fornisce informazioni sui componenti, in modo che le aziende di riciclaggio possano pianificare meglio il proprio lavoro. Krattiger è pragmatica: «Il vantaggio del passaporto del prodotto risiede più nella riparabilità che nel processo di riciclaggio». Parallelamente, l'UE ha approvato il diritto alla riparazione per prolungare la durata di vita degli apparecchi.

Da rifiuto elettronico a materia prima

Al termine del processo si ottengono materiali accuratamente separati: ferro, alluminio, rame o plastica, per esempio. Circa il 95% del materiale viene recuperato. Gran parte del ferro estratto viene inviata direttamente all'acciaieria di Gerlafingen. «Lì, il telaio di un monitor a tubo catodico viene trasformato in una trave d'acciaio per una casa o in una rotaia ferroviaria», spiega Krattiger. Il rame viene recuperato, tra l'altro, anche da vecchi circuiti stampati in fonderie specializzate situate nei Paesi confinanti. Anche le materie plastiche vengono riciclate, ottenendo così una nuova vita.

Materie prime recuperate che nella prossima vita potrebbero essere usate per costruire un edificio.
Materie prime recuperate che nella prossima vita potrebbero essere usate per costruire un edificio.
Fonte: Manuel Wenk

Il riciclaggio presso Immark dimostra che il recupero dei rifiuti elettronici non è gestione dei rifiuti, ma economia circolare vissuta e un'industria delle materie prime altamente complessa. E il vecchio tostapane che prende polvere in cantina? Non è spazzatura, ma una trave d'acciaio in attesa di essere utilizzata.

Immagine di copertina: Manuel Wenk

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In qualità di produttore multimediale, preparare contenuti audiovisivi e saperne di tecnologia d'avanguardia è un must. Il mio obiettivo principale da digitec è produrre video. Non appena arrivano nuovi prodotti sul mercato, come fotocamere, droni o smartphone, voglio provarli al più presto possibile. Per fortuna lavoro alla fonte! Nella vita privata adoro le montagne, sia per sciare, pedalare o fare escursioni. 


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