Retroscena

Sony FX5 alla prova: una videocamera estremamente versatile

Samuel Buchmann
22.7.2026
Traduzione: Rebecca Vassella
Immagini: Samuel Buchmann

La nuova fotocamera Cinema Line FX 5 di Sony ha convinto nel mio breve test grazie all'elevata qualità dell'immagine in ogni situazione. Offre tre impostazioni per le basi ISO, una modalità RAW interna e un ampio display.

La FX3 è stata la prima videocamera compatta di Sony nel 2021. A distanza di oltre cinque anni, il produttore lancia finalmente il modello successivo l'FX5. Dall'esterno assomiglia alla FX3, ma il numero lascia intuire che Sony consideri questa videocamera più vicina al modello professionale FX6.

Sony FX5 Cinema Line (16.60 Mpx, Full frame / FX)
Fotocamera
Nuovo
CHF4599.–

Sony FX5 Cinema Line

16.60 Mpx, Full frame / FX

In effetti, per quanto riguarda l'utilizzo e le funzioni, la FX5 si ispira alle videocamere di dimensioni maggiori. A questo si aggiunge anche il fatto che non disponga di una modalità fotografica. Il cuore del dispositivo è un nuovo sensore impilato da 16,6 megapixel. Anziché puntare sulla massima risoluzione possibile, Sony si limita quindi «solo» al video 5K, concentrandosi su aspetti che nella pratica sono più importanti: gamma dinamica, sensibilità alla luce, velocità e una qualità dell'immagine costante a tutti i frame rate.

Il prezzo di 4599 franchi (o 5099 franchi con impugnatura XLR) è superiore a quello della Sony FX3. Al momento del lancio sul mercato, questo modello costava 4699 franchi con impugnatura XLR e ora è disponibile a 3699 franchi. Anche la Nikon ZR, la Canon EOS R6V e la Canon EOS C50 costano meno. In compenso, però, l'FX5 offre molto di più.

*Le risoluzioni 5K a 120p e 4K a 240p saranno disponibili a partire da agosto 2027 con la versione 2.0 del firmware.

Tripla base ISO e Dual Gain

Oggi la maggior parte delle fotocamere dispone di due valori ISO di base; la FX3, ad esempio, ha ISO 800 e ISO 12 800. Con questi valori offre i migliori risultati. In molti casi, tuttavia, ISO 800 è un valore troppo basso e ISO 12 800 è un valore troppo alto. Se poi devi ricorrere a una sensibilità intermedia, la fotocamera si limita a schiarire l'immagine scattata a ISO 800, il che comporta un elevato rumore dell'immagine nelle scene d'ombra. In altre fotocamere, come l'Alpha 1 II, i valori ISO di base sono 800 e 4000. Questo risolve il problema descritto sopra, ma a scapito della qualità dell'immagine con valori ISO superiori a 4000.

La FX5 è la prima videocamera in questa fascia di prezzo a disporre non di due, ma di tre impostazioni per le basi ISO: 800, 4000 e 12 800. Questo la rende decisamente più flessibile e, in molte situazioni, migliora notevolmente la qualità dell'immagine. A mio avviso, non ci sono svantaggi. Con valori ISO elevati, l'FX5 presenta un rumore ancora inferiore rispetto all'FX3. Già solo questa funzionalità potrebbe rappresentare per molti un motivo per acquistarla.

Una seconda innovazione tecnica è già nota dall'Alpha 7R VI: invece di rendere il sensore a strati con memoria integrata il più veloce possibile, Sony utilizza il secondo strato come «processing layer», che consente di realizzare video con una gamma dinamica più ampia. La modalità Dual Gain Shooting acquisisce contemporaneamente i dati dal sensore a ISO 800 e ISO 12 800 e li combina in un'unica immagine. Ciò si traduce soprattutto in una riduzione del rumore dell'immagine nelle scene d'ombra (vedi il video qui sopra) e offre un margine di manovra maggiore per il color grading.

A causa del suo funzionamento, il Dual Gain può essere utilizzato solo con il valore ISO di base più basso (800) e, per via del fabbisogno di calcolo, a un massimo di 60 fotogrammi al secondo (FPS). Inoltre, poiché il sensore viene letto due volte, l'effetto rolling shutter risulta amplificato. In pratica, però, non dovrebbe essere poi così grave. Infatti, grazie alla sua risoluzione relativamente bassa, l'FX5 è molto veloce anche senza memoria integrata nel chip. Sony non specifica il valore esatto, ma parla di un tempo di lettura più breve rispetto alla FX3. A occhio e croce, senza il Dual Gain, direi che sono circa sei millisecondi.

Questo valore sarebbe in linea con un'ipotesi che Sony non vuole confermare ufficialmente: il sensore dell'FX5 si basa probabilmente su quello dell'Alpha 7R VI, ma raggruppa quattro pixel in uno solo. Di conseguenza, ha una risoluzione pari esattamente a un quarto, ma è più veloce, il che ha più senso per una videocamera pura.

RAW interno e Open Gate

Essendo la prima videocamera della linea FX, la FX5 è anche in grado di registrare internamente nel formato RAW X-OCN di Sony. È disponibile nelle tre modalità LT, C1 e C2. LT ha una larghezza di banda di 389 megabit al secondo (Mbps) a 24 FPS. Si tratta di un valore nettamente superiore rispetto allo stesso frame rate in H.265 (100 Mbps), ma inferiore rispetto a molti altri formati RAW. C1 (289 Mbps) e C2 (232 Mbps) presentano una compressione leggermente maggiore e, in molte situazioni, dovrebbero essere un buon compromesso tra flessibilità e qualità. Tutte le tre modalità offrono una profondità di colore di 16 bit.

Nei formati RAW, la FX5 salva sempre i video alla risoluzione nativa su tutta la larghezza del sensore (4992 pixel). Puoi però scegliere il rapporto d'aspetto, dal classico 16:9 al 17:9 fino all'Open Gate in 3:2 (finalmente). Nei codec di compressione (H.264 e H.265) sono disponibili due impostazioni. La «Imager Mode» determina quale area del sensore viene utilizzata dalla fotocamera. Oltre alla risoluzione completa di 5K, puoi scegliere in alternativa crop a 4,5K, 3,8K o 3,2K. Nell'impostazione «Video Format» puoi scegliere la risoluzione che dovrà avere il file finale, ad esempio 4K UHD o 1080p.

«Imager Mode» determina la risoluzione di origine, mentre «Video Format» determina la risoluzione finale.
«Imager Mode» determina la risoluzione di origine, mentre «Video Format» determina la risoluzione finale.

In pratica, per la maggior parte delle persone ciò dovrebbe significare: o girare in formato RAW a 5K e poi ridimensionare il filmato in fase di montaggio a 4K, o registrare direttamente in 4K sovracampionato in un formato compresso. Con il mio dispositivo di prova dotato di firmware beta, posso ottenere entrambi i valori da 24 a 120 FPS. A 120 FPS il rumore dell'immagine aumenta solo leggermente.

Questa qualità dell'immagine costante a qualsiasi frequenza di fotogrammi è un enorme punto a favore. Con un leggero crop si arriva addirittura a 4K a 240 FPS. Tuttavia, nella prima versione definitiva del firmware, le risoluzioni 5K a 120 FPS e 4K a 240 FPS saranno ancora disattivate, poiché Sony, secondo quanto dichiarato, intende correggere alcuni bug, che però non ho notato nella versione beta del firmware. Un upgrade dovrebbe finalmente sbloccare gli elevati frame rate ad agosto 2027. Mi sembra molto in là nel tempo.

Menu professionale con FX6 e Venice

Se, come me, usi fotocamere Alpha di Sony o l'FX3, all'inizio ti dovrai abituare al funzionamento dell'FX5. I menu provengono da modelli di fascia più alta come l'FX6 e la Venice e sono interamente pensati per un flusso di lavoro video professionale. Puoi configurare le impostazioni su quattro livelli.

  1. Con il tasto HOME puoi accedere al «Menu Home» dove puoi regolare i parametri che modifichi più spesso: frame rate, ISO, velocità dell'otturatore o Shutter Angle, diaframma, stile dell'immagine e bilanciamento del bianco.
  2. Con il tasto USER accedi alle «User Function». Si tratta di funzioni di uso comune come il focus peaking, le modalità di visualizzazione o lo stabilizzatore d'immagine.
  3. Premendo brevemente il tasto MENU accedi al «Quick Menu» dove trovi altre impostazioni importanti come lo spazio colore, il codec e i dettagli audio.
  4. L'intera gamma di impostazioni è disponibile nel «Full Menu», a cui puoi accedere tenendo premuto a lungo il tasto Menu.
I veterani della Sony Alpha devono riabituarsi ai menu.
I veterani della Sony Alpha devono riabituarsi ai menu.

Questo sistema di utilizzo richiede un po' di tempo per abituarsi, ma dopo un po' sembra logico. Devo cambiare approccio anche in altri ambiti: scelgo una delle tre modalità S-Log3 disponibili – ISO flessibile, Cine EI e Cine EI Quick. Solo nella prima modalità la sensibilità ISO funziona come sono abituato a vedere nelle fotocamere ibride. E solo qui sono disponibili le funzioni automatiche per il bilanciamento del bianco o l'esposizione.

Nelle modalità Cine EI, invece, devo per forza girare in modalità completamente manuale e posso scegliere solo tra i tre valori ISO di base. Tramite il cosiddetto Exposure Index (EI, o indice di esposizione), la videocamera mi mostra solo l'immagine teorica che otterrei se in seguito schiarissi o scurissi la ripresa. Il video viene comunque sempre salvato in ISO 800, 4000 o 12 800.

Qualche particolarità delle diverse modalità le capisco, altre invece no. Perché in modalità Cine EI non riesco a selezionare una velocità dell'otturatore automatica? Perché in Cine EI Quick non è disponibile la funzione Dual Gain? Perché non riesco a registrare a 30 FPS con il codec H.265? Queste limitazioni mi danno l'impressione che Sony voglia costringermi a seguire proprio il flusso di lavoro immaginato dagli ingegneri. Questo ha senso, ma vorrei avere tutta la libertà tecnica possibile. In condizioni di illuminazione che cambiano rapidamente non posso, ad esempio, affidare l'esposizione alla modalità automatica e continuare a girare in formato RAW. Infatti, Sony ritiene che un Shutter Angle non costante non sia degno della modalità Cine.

Per quanto riguarda le funzionalità, invece, non ho aspetti negativi da segnalare. L'FX5 dispone di numerosi strumenti integrati che, in questa fascia di prezzo, per molto tempo si ottenevano solo con Panasonic. L'esposizione, ad esempio, può essere valutata non solo tramite Istogramma, ma anche tramite Monitoraggio forma d'onda o in modalità False Color. Inoltre sono disponibili una Focus Map e un vettorscopio.

False Color visualizza i valori di luminosità sotto forma di colori. I toni medi sono, ad esempio, in verde.
False Color visualizza i valori di luminosità sotto forma di colori. I toni medi sono, ad esempio, in verde.

Ampio schermo LCD, mirino modulare e IBIS

Dall'esterno, l'FX5 è simile all'FX3. Sul corpo grigio, realizzato in lega di magnesio, puoi avvitare accessori tramite sei filettature da 1/4 di pollice, senza bisogno di un cage. Un sistema di raffreddamento attivo garantisce che la videocamera non si surriscaldi. L'ingresso del flusso d'aria si trova sulla destra, anziché in basso come nell'FX3, dove tende a rimanere ostruito. L'aria calda fuoriesce dal lato sinistro.

La differenza più evidente è il nuovo schermo LCD sul retro. Ha una diagonale di 3,5 pollici, un formato 16:9 e una densità di pixel di 420 pixel per pollice (ppi). Quasi quanto il display dell'iPhone 17 Pro (460 ppi). Così puoi finalmente valutare la ripresa anche senza un monitor esterno. Sono contento che Sony segua l'esempio di Nikon, che nel modello ZR ha addirittura montato un LCD da 4 pollici.

Il display può essere ripiegato, ruotato e inclinato in tutti i modi possibili.
Il display può essere ripiegato, ruotato e inclinato in tutti i modi possibili.

Trovo che la ripresa risulti ancora migliore se effettuata con il mirino elettronico. È rimovibile, non è incluso nella fornitura e costa ben 629 franchi. La risoluzione (7,07 milioni di pixel), la frequenza di fotogrammi (120 FPS), la copertura dello spazio colore (DCI-P3) e la luminosità (2000 nit) sono tutte eccellenti.

Il mirino viene fissato con due viti a un attacco proprietario situato sulla parte superiore della videocamera. Mi piace l'approccio modulare. Unico neo: non posso utilizzare il mirino contemporaneamente all'impugnatura XLR (nuova e anch'essa disponibile separatamente), poiché questa si aggancia nella stessa posizione.

L'EVF inclinabile è pratico quando la videocamera si trova all'altezza dei fianchi.
L'EVF inclinabile è pratico quando la videocamera si trova all'altezza dei fianchi.

A causa del display LCD più grande, rispetto alla FX3 c'è meno spazio per i pulsanti sul retro della videocamera. Il D-pad con jog wheel è stato rimosso e mi manca terribilmente quando navigo nei menu. Posso farlo anche con il joystick sulla parte superiore o con la nuova rotella girevole e a pressione, ma entrambe le opzioni mi sembrano più complicate. In alternativa, utilizzo il touchscreen, che funziona meglio o peggio a seconda del menu.

A differenza di Canon, che lo integra nelle sue fotocamere della serie C, Sony ha dotato la FX5 di uno stabilizzatore d'immagine integrato nel corpo macchina (IBIS). Poiché la videocamera non dispone della funzione fotografica, non è disponibile alcuna indicazione CIPA relativa al valore di apertura (diaframma). Sony conferma tuttavia che si tratta dello stesso IBIS presente nella Alpha 7R VI, cioè di 8,5 livelli. Sono presenti anche le modalità di stabilizzazione digitale «Active» e «Dynamic Active», già note a partire dal modello ZV-E1, che comportano un crop.

Primo verdetto: ottima proprio dove conta

La Sony FX5 non è una videocamera ibrida con un nuovo corpo macchina come la FX3, bensì una vera e propria videocamera compatta. Sony rinuncia a funzionalità che fanno scalpore, come la risoluzione 8K o il Global Shutter, che in realtà offrono scarso valore aggiunto. L'FX5 eccelle invece proprio dove conta davvero: qualità dell'immagine, flessibilità e uniformità.

La Sony FX5 offre numerose funzionalità e dovrebbe riscuotere particolare successo soprattutto tra utenti professionisti.
La Sony FX5 offre numerose funzionalità e dovrebbe riscuotere particolare successo soprattutto tra utenti professionisti.

La struttura dei menu, ripresa dalle fotocamere professionali, comporta una curva di apprendimento piuttosto ripida per chi è abituato alla FX3, ma ha senso. Mi piacciono anche la selezione di codec utili, l'EVF modulare, l'autofocus affidabile, l'ottimo IBIS e l'ampio display. Anche se quest'ultimo sostituisce il D-pad e comporta quindi qualche leggero compromesso in termini di maneggevolezza. Inoltre, non capisco il senso di alcune limitazioni artificiali nelle impostazioni.

Ho potuto testare la Sony FX5 solo per due giorni, durante i quali non sono riuscito a leggere i file RAW. Per questo motivo non posso ancora assegnare una valutazione a stelle. A prima vista, però, questa videocamera stabilisce un nuovo benchmark nella sua categoria, soprattutto per le riprese a mano libera. È disponibile per il preordine e le consegne inizieranno a metà agosto.

A 48 persone piace questo articolo


User Avatar
User Avatar

Le mie impronte digitali cambiano talmente spesso che il mio MacBook non le riconosce più. Il motivo? Se non sono seduto davanti a uno schermo o in piedi dietro a una telecamera, probabilmente mi trovo appeso a una parete di roccia mantenendomi con i polpastrelli. 


Foto e video
Segui gli argomenti e ricevi gli aggiornamenti settimanali relativi ai tuoi interessi.

Retroscena

Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.

Visualizza tutti

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Visualizza tutti

16 commenti

Avatar
later