Novità streaming di novembre 2026
Quale novità non vedi l'ora di vedere in streaming?

Nuovo mese, nuovi consigli per lo streaming. Netflix, Prime Video, Disney+, Apple TV, Sky Show o Paramount+: ecco cosa viene trasmesso sui servizi di streaming a novembre.
Qual è il calciatore più veloce a mettere gli scarpini? ... Messi. Passiamo alle novità streaming più entusiasmanti di novembre con la stessa velocità? Direi di sì.
Cowboy, pistoleri e fuorilegge. A ciò si aggiungono macchinari giganteschi, mostri soprannaturali e un padre di famiglia che si erge a giudice, giurato e boia. Benvenuti a «Bass X Machina», un western steampunk che sembra mettere insieme un sacco di cose fighe. E come se non bastasse, il tutto viene presentato sotto forma di anime. Ovviamente.
Dietro al progetto c'è LeSean Thomas («Yasuke», «Cannon Busters»); la serie è animata dallo Studio Mir, che ha già al suo attivo «The Legend of Korra», «X-Men '97» e «Devil May Cry». Questo mix mi ricorda un po' «Trigun», solo con un tocco in più di steampunk e probabilmente ancora meno moderazione. Sarà una follia totale o semplicemente geniale? Non lo so, ma voglio scoprirlo.
Inizio: 3 novembre
Helen (Keira Knightley) conduce da anni una doppia vita. Ufficialmente è l'affettuosa moglie di un politico britannico e madre di due figli. Ma di nascosto, spia il proprio marito e vende i suoi segreti al miglior offerente tramite un'organizzazione di spionaggio privata. Il tradimento della patria come secondo lavoro, per così dire. Peccato solo che suo marito Wallace (Andrew Buchan) sia ormai sul punto di diventare primo ministro. Se il segreto di Helen venisse alla luce, sarebbe uno scandalo politico senza precedenti.
Adoro queste storie così meravigliosamente intricate. Ma ciò che mi piace particolarmente di «Black Doves» è quel tipico contrasto britannico tra cortesia raffinata e violenza sfrenata. Viene offerta gentilmente una tazza di tè prima che una pallottola finisca in mezzo agli occhi a qualcuno. Inoltre, si aggiungono due nomi di spicco: Neve Campbell («Scream») e Sylvia Hoeks («Blade Runner 2049»). La prima stagione è stata davvero divertentissima. Non vedo l'ora di vedere la seconda.
Inizio: 5 novembre
Jessica Chastain nei panni di una star del country ormai sul viale del tramonto che, dopo vent'anni, torna a Nashville alla ricerca della nipote scomparsa? Non serve altro per attirare la mia attenzione. In «Heartland» interpreta Misty Jones, un tempo una delle voci più importanti della musica country. Oggi vive una vita riservata e lontana dai riflettori. Ma quando sua nipote Charlie (Carter Faith), anche lei una cantante emergente, scompare senza lasciare traccia, Misty è costretta a tornare in un mondo che avrebbe preferito lasciarsi alle spalle.
E questo mondo è evidentemente tutt'altro che romantico come lasciano intendere le canzoni country. Dietro le quinte di Nashville si nascondono antichi segreti, personaggi loschi e persone che preferiscono non essere trovate. Sono tutto orecchie.
Inizio: 13 novembre
«The Mosquito Bowl» è tratto da una storia vera: dopo l'attacco a Pearl Harbor, quattro dei più grandi talenti del football universitario americano lasciano alle spalle le loro promettenti carriere per arruolarsi nei Marines. Poco prima della sanguinosa invasione di Okinawa, si ritrovano ancora una volta su un campo da football. Per una partita leggendaria, che per molti dei partecipanti sarà l'ultima della loro vita.
La regia è affidata a Peter Berg, che con «Friday Night Lights» ha già dimostrato di saper raccontare storie legate allo sport senza dimenticare le persone che ci stanno dietro. E con «Lone Survivor» conosce anche il lato più crudele del cameratismo militare. Ora unisce le due cose. Potrebbe rivelarsi un colpo allo stomaco piuttosto forte ed emotivo.
Inizio: 25 novembre
Muhammad Ali. Triplice campione del mondo dei pesi massimi. Attivista politico. Uno dei più grandi sportivi di tutti i tempi. Si potrebbe pensare che su di lui sia già stato detto tutto, ormai. Film, documentari, libri… persino Will Smith è salito sul ring per lui nel 2001. C'è davvero bisogno di una serie in otto puntate? A quanto pare, Amazon pensa di sì.
«The Greatest» racconta gli esordi di Ali come Cassius Clay (Jaalen Best), la sua ascesa al titolo di campione mondiale di pugilato e la sua lotta contro il razzismo nell'America degli anni '60. Invece di limitarsi a celebrare i suoi trionfi sportivi, lo showrunner Ben Watkins («Cross») vuole soprattutto mostrare la persona che si cela dietro la leggenda. La serie è prodotta, tra gli altri, da Michael B. Jordan («Creed») e da Lonnie, la vedova di Ali. Quest'ultimo dettaglio mi rende un po' scettico. Infatti Ali era senza dubbio straordinario, ma era anche una persona piena di contraddizioni e difetti. Non c'è bisogno di un altro monumento. Di una serie che ha il coraggio di mostrarne anche le crepe, invece, sì.
Inizio: 4 novembre
Quasi nessuna serie suscita opinioni così contrastanti come «The Rings of Power». Per alcuni, l'epopea tolkieniana da miliardi di Amazon è un'offesa alla Terra di Mezzo, per altri è semplicemente un'eccellente serie fantasy. Una via di mezzo? Rara da trovare. Ciononostante, Amazon continua a investire milioni nella serie. I critici sono semplicemente una minoranza particolarmente rumorosa? Oppure, dopo tutti questi investimenti, Amazon non vuole ammettere che l'esperimento è fallito?
Anche i dati offrono un quadro contraddittorio. Secondo Amazon, la seconda stagione ha raggiunto 55 milioni di spettatori in tutto il mondo nel giro di un mese. D'altra parte, secondo Hollywood Reporter, solo il 37% del pubblico statunitense ha guardato la prima stagione fino alla fine. Un successo clamoroso è ben altro. Ciononostante, Amazon mantiene il suo piano iniziale di cinque stagioni. Anche i due showrunner J.D. Payne e Patrick McKay rimangono a bordo. E sapete che vi dico? Cari haters, perdonatemi – ma io adoro questa serie.
Dal punto di vista della trama, la terza stagione compie un salto temporale di cinque anni. Sauron (Charlie Vickers) ha soggiogato gran parte della Terra di Mezzo e sta lavorando all'Unico Anello nella sua fortezza di Barad-dûr, mentre Elfi, Nani e Uomini lottano per la sopravvivenza. Adesso si entra nel vivo. Riuscirà così la serie a placare anche i suoi critici? Non credo. Ma forse ormai non è più così importante.
Inizio: 11 novembre (quattro episodi per iniziare)
Sinceramente: quanti di voi hanno mai giocato a «Madden NFL» senza sapere davvero chi sia questo Madden? Appunto. Eppure John Madden era ben più che il semplice omonimo di una delle serie di videogiochi sportivi di maggior successo di tutti i tempi. Nel 1977 portò gli Oakland Raiders alla vittoria del Super Bowl, per poi diventare uno dei commentatori di football più famosi d'America e, infine, contribuire a portare il football anche sugli schermi europei. Non come trasmissione, ma come videogioco.
È proprio questa la storia raccontata da «Madden», del regista David O. Russell («The Fighter», «Silver Linings Playbook»). Ma i grandi nomi non finiscono qui: Nicolas Cage interpreta l'allenatore di football tanto eccentrico quanto appassionato, Christian Bale il suo compagno di lunga data e proprietario dei Raiders Al Davis, e John Mulaney il fondatore di EA, Trip Hawkins. Pazzesco. Solo per questo vale già la pena dargli un'occhiata.
Inizio: 18 novembre
Ah, «Blade Runner». L'originale di Ridley Scott del 1982 e il sequel di Denis Villeneuve del 2017 sono per me tra le visioni del futuro più affascinanti che il cinema abbia mai prodotto. Luci al neon, pioggia incessante, cartelloni pubblicitari giganteschi e, nel bel mezzo di tutto questo, esseri umani artificiali che cercano disperatamente qualcosa che noi diamo per scontato: un'anima. E ora proprio Amazon ne sta facendo una serie. Ci vuole coraggio.
«Blade Runner 2099» è ambientato 50 anni dopo gli eventi di «Blade Runner 2049». Los Angeles è cambiata, ma le vecchie domande sono rimaste. Al centro della storia ci sono Cora (Hunter Schafer), una fuggitiva che diventa a sua volta una Blade Runner, e Olwen (Michelle Yeoh), una replicante a cui restano solo pochi giorni di vita. Insieme danno la caccia a una persona il cui segreto potrebbe sconvolgere tutto il loro mondo.
Dietro la miniserie in otto puntate c'è Silka Luisa («Shining Girls»), mentre Ridley Scott ne cura la produzione. Da un lato mi incuriosisce tantissimo, dall'altro, «Blade Runner» non è mai stato solo estetica cyberpunk e macchine fighe, bensì una riflessione malinconica, quasi filosofica, sulla domanda «cosa ci rende davvero umani?». Se l'ha capito anche Amazon, potrebbe aspettarci qualcosa di grande.
Inizio: 25 novembre (tutte e otto le puntate)
Devo ammettere che non ho ancora visto nemmeno un episodio di «Percy Jackson». I trailer non mi hanno mai davvero conquistato, mi danno troppo l'impressione di essere su Disney Channel. Come se la serie fosse pensata per un pubblico molto giovane. Ma poi do un'occhiata a Rotten Tomatoes: 91/100 per la prima stagione, 100/100 per la seconda. Anche su Metacritic la serie ottiene un giudizio decisamente positivo. Hm... Mi sto forse perdendo una perla fantasy?
Per tutti quelli che, come me, finora hanno evitato di guardarlo: Percy (Walker Scobell) è un adolescente che scopre di essere il figlio di Poseidone, il dio greco del mare. All'improvviso Zeus, Ade e compagnia non sono più figure mitologiche, ma personaggi reali. E non tutti sono ben disposti nei suoi confronti. Beh, a dire il vero sembra davvero interessante. Forse dovrei finalmente dare una possibilità a questa serie.
Inizio: 20 novembre
Dodici mesi di preparazione. Dodici ore di attuazione. Dodici giorni dopo. Questa è l'insolita struttura narrativa di «12 12 12», il nuovo thriller di Apple incentrato su una rapina. E ha luogo proprio a Zurigo! Più precisamente: in un caveau sotterraneo di una banca, da cui un criminale di professione americano (Jamie Dornan) intende sottrarre un paio di milioni. Peccato solo che un agente dell'FBI caduto in disgrazia (Anthony Mackie) gli stia alle calcagna.
Ciò che mi affascina particolarmente è il gioco con il tempo. Anziché limitarsi a ripercorrere il colpo in ordine cronologico, la serie in otto puntate alterna continuamente tra la fase di pianificazione, quella di esecuzione e le conseguenze. Sa un po' di «Ocean's Eleven», ma diretto da Christopher Nolan. E poi: una rapina in banca in stile hollywoodiano nel cuore di Zurigo? Non me la perdo!
Inizio: 13 novembre
Nel 1977 Judy Heumann (Ruth Madeley) ne ha davvero abbastanza: in quanto donna con disabilità, da anni si batte per la parità di diritti, mentre lo Stato ignora le sue richieste e alle sue telefonate… beh, nella migliore delle ipotesi non risponde. Decide quindi senza esitare di occupare un edificio governativo a San Francisco. Insieme a oltre un centinaio di persone che la pensano come lei, si barrica all'interno e si rifiuta di andarsene finché il governo non farà finalmente qualcosa. Il suo avversario: un alto funzionario, interpretato da Mark Ruffalo.
Non sto scherzando, è successo davvero. L'occupazione del 1977 durò ben 25 giorni, durante i quali gli attivisti chiesero l'attuazione di una legge approvata già quattro anni prima, volta a proteggere le persone con disabilità dalla discriminazione. E infatti: la loro protesta è diventata una pietra miliare del movimento americano per i diritti civili. Se poi c'è anche Siân Heder alla regia (ti dice qualcosa il film vincitore dell'Oscar «CODA»?), io ci sto a occhi chiusi.
Inizio: 13 novembre
New York, primi anni '80: nel famigerato quartiere di Hell's Kitchen non è la polizia a fare da padrona, bensì una banda irlandese-americana chiamata «The Westies». Estorsione, traffico di droga, omicidi su commissione: il programma completo. Quando la costruzione di un gigantesco centro congressi promette improvvisamente miliardi, anche la mafia italiana vuole la sua fetta di torta. Peccato solo che i Westies non rinuncino al loro territorio senza combattere. E mentre il boss Eamon Sweeney (J.K. Simmons) stringe un patto con gli italiani, la generazione più giovane si ribella alla sua leadership.
Anche in questo caso la realtà ha ispirato la storia: i «Westies» sono esistiti davvero. La gang era una delle organizzazioni criminali più violente di New York e ha controllato Hell's Kitchen per decenni. Ma c'è di meglio: dietro alla serie c'è anche Chris Brancato («Narcos», «Godfather of Harlem») – qualcuno che sa come trasformare la criminalità organizzata in un programma televisivo avvincente. Lo voglio subito!
Inizio: 9 novembre (tutte e otto le puntate)
Quando nel 1996 una squadra di calcio femminile precipita nel cuore della natura selvaggia canadese, ha inizio un incubo. Senza alcuna speranza di salvezza, le superstiti lottano contro la fame, il freddo e, sempre più spesso, tra di loro. «Yellowjackets» racconta questa storia su due piani temporali: al momento degli avvenimenti nella natura selvaggia, e 25 anni dopo, quando le donne, ormai adulte, sono ancora perseguitate dal loro passato. Sembra un po' «Lost»? Da una parte è così, ma non solo in senso positivo.
Infatti, proprio come un tempo con «Lost», ho sempre più la sensazione che «Yellowjackets» preferisca continuare a scuotere la sua mystery box, invece di permetterci finalmente di dare un'occhiata al suo interno (cosa diavolo è davvero successo allora?!). Dopo la seconda stagione, quindi, mi sono un po' stufato. Le recensioni piuttosto contrastanti sulla terza stagione non hanno aumentato la mia voglia di continuare a guardarla. Ma ora sta per arrivare la quarta e ultima stagione e con essa il momento della verità: prima o poi tutti quegli enigmi, quelle allusioni e quei segreti dovranno pur essere svelati! O sbaglio?
Inizio: 20 novembre
Quale novità non vedi l'ora di vedere in streaming?
Scrivo di tecnologia come se fosse cinema – e di cinema come se fosse la vita reale. Tra bit e blockbuster, cerco le storie che sanno emozionare, non solo far cliccare. E sì – a volte ascolto le colonne sonore più forte di quanto dovrei.
Soluzioni pratiche per le domande di tutti i giorni su tecnologia, trucchi per la casa e molto altro.
Visualizza tutti