Recensione

«High on Life 2» alla prova: più esteso, più bello, più divertente – e qualche problema tecnico di troppo

Domagoj Belancic
12.2.2026
Traduzione: Martina Russo

Chiarisco subito che «High on Life 2» è il gioco più divertente a cui abbia mai giocato. E non è clickbait: sono serissimo. Ma ti dico anche che il suo umorismo è per palati forti.

Sono un uomo semplice. Le battute sui p*selli mi piacciono. Ecco perché mi piace anche «High on Life 2». Perché è un gioco pieno zeppo di organi sessuali che fanno spataccare. Ok, test finito. 5 stelle su 5.

Divertimento assicurato.

Ma sarebbe limitativo ridurre l'ultima opera dei tizi della Squanch Games a una serie di battute infantili incentrate sui genitali. «High on Life 2» è un folle miscuglio di meccaniche di gioco incredibilmente efficaci, satira intelligente e tante idee stravaganti da bastare per una dozzina di giochi.

Questo nuovo capitolo è meglio del primo sotto ogni punto di vista. Se non fosse per la realizzazione tecnica a volte catastrofica, metterei subito «High on Life 2» nella mia lista di candidati al GOTY.

Nota: alla fine dell'articolo trovi un concorso a premi. Leggi attentamente il test per rispondere alla domanda. Buona fortuna!

«Era forse un c*zzetto?»

Non devi per forza conoscere la storia del primo capitolo per giocare a «High on Life 2». Ti basterà sapere che una grande azienda farmaceutica vuole uccidere gli esseri umani per trasformarli in farmaci per gli alieni.

La compagnia considera gli umani esseri senza coscienza e quindi carne da macello. E io non sono proprio d'accordo. Quindi mi calo nei panni del famoso cacciatore di taglie della prima parte e cerco di uccidere tutti quelli che hanno potere decisionale e finanziano la malvagia multinazionale.

Anche il politico corrotto Muppy Doo (il tizio orrendo a sinistra nell'immagine) è sulla mia lista nera.
Anche il politico corrotto Muppy Doo (il tizio orrendo a sinistra nell'immagine) è sulla mia lista nera.

Riconosco molti personaggi del primo gioco, anche se da allora sono cambiati un bel po'. Nel frattempo, mia sorella è diventata un'eco-terrorista («il tipo buono di terrorista», secondo lei) ricercata a livello intergalattico. I miei genitori? Divorziati. Perché mia madre è scappata con una delle pistole parlanti della prima parte (maggiori dettagli più avanti). Almeno l'ex cacciatore di taglie Gene è rimasto fedele a sé stesso e continua a poltrire tutto il giorno davanti alla televisione (molto simpaticamente).

I personaggi sembrano meglio sviluppati, la storia si permette una struttura narrativa più complessa. Arriva addirittura ad affrontare tematiche di critica sociale in un contesto sci-fi satirico, zeppo di riferimenti alla cultura pop. Vengono sollevati persino interrogativi filosofici tipo «Che cosa significa essere umani?».

Adoro questo cast fuori di testa. A sinistra Gene, il fannullone, al centro mia sorella, la terrorista.
Adoro questo cast fuori di testa. A sinistra Gene, il fannullone, al centro mia sorella, la terrorista.

«High on Life 2» può piacerti o meno, soprattutto in base al tuo gusto in fatto di umorismo. Umorismo che, nel complesso, risulta un po' più sottile rispetto all'originale. E che puoi dosare meglio, perché il gioco include moltissime gag nei contenuti e nei dialoghi opzionali che puoi tranquillamente ignorare, se non ne hai voglia.

E tuttavia (e non lo ripeterò mai abbastanza) il tipo di umorismo che trovi in «High on Life 2» è molto più esplicito e più «in your face» di qualsiasi altro gioco in circolazione.

La mia canna da pesca arrapata con due organi a forma di p*ne sulla testa.
La mia canna da pesca arrapata con due organi a forma di p*ne sulla testa.

Mi viene difficile rendere giustizia all'umorismo del gioco in una recensione.

Mi piacerebbe spiegarti perché mi fa ridere che un personaggio del gioco si chiami «Poopoo Crappy Shitfucker». E mi piacerebbe anche scrivere un intero paragrafo sulla mia canna da pesca arrapata, che ha orgasmi ogni volta che tira su qualcosa. Per non parlare del trofeo PS5 «Era un c*zzetto?», che mi hanno dato per avere disegnato un membro su un foglio di carta.

Ma non avrebbe molto senso, perché sono momenti che devi vivere in prima persona e non solo leggere in un articolo.

Per una c*zzata del genere mi hanno dato anche un premio.
Per una c*zzata del genere mi hanno dato anche un premio.

Se estrapolo singole battute dal loro contesto narrativo, faccio un torto al gioco. Preso da solo, il nome «Poopoo Crappy Shitfucker» può sembrarti un umorismo becero di bassa lega. Ma osservata nel contesto del meta-umorismo surreale della storia, la battuta non sembra poi così fuori luogo.

Altrettanto importante è anche il contesto ludico. In «High on Life 2» umorismo e gameplay sono così strettamente intrecciati che, da un lato, le battute prendono vita dal gameplay e, dall'altro, il gameplay si basa sulle battute. Una simbiosi che funziona molto meglio rispetto al primo capitolo, dove le battute spesso erano fini a sé stesse.

Questo gioco mi ha fatto piangere dalle risate.
Questo gioco mi ha fatto piangere dalle risate.

Prima di trasformare questa recensione in una tesi di dottorato sulla teoria dell'umorismo, provo a riassumere: l'umorismo di «High on Life 2» è efficace solo nel contesto narrativo e ludico dell'opera nel suo complesso. Inoltre, l'umorismo è sempre una questione di gusti.

Sono sicuro che per qualcuno «High on Life 2» risulterà troppo pen-oso esplicito. Se però questa descrizione ti ha incuriosito anche solo un po', ti consiglio di dare una chance a questo gioco stravagante.

Sparo dei bambini addosso agli alieni

Una delle caratteristiche distintive del primo capitolo erano le armi parlanti, che mi facevano una testa così durante le sparatorie. Molte di queste le ritrovi anche in «High on Life 2». Ora però il gioco ha anche delle novità molto interessanti.

Le armi non sono semplicemente degli oggetti che parlano, ma si rivelano dei personaggi veri, con storie alle spalle e caratteristiche distintive.

In particolare, mi è piaciuta molto la nuova arma Travis. La incontro in un bar. Travis ha paura che la moglie Jan (pronunciato /dʒæn/, da non confondere con il collega di redazione Jan) lo lasci perché è «un mollaccione». Dopo una sbronza epica, diventiamo amici e lo arruolo nella mia squadra. Nel corso del gioco, il «mollaccione» si trasforma in una macchina letale e Jan torna a innamorarsi di nuovo di lui. Davvero commovente.

Anche Jan (a sinistra) si unisce alla mia squadra per combattere insieme a Travis.
Anche Jan (a sinistra) si unisce alla mia squadra per combattere insieme a Travis.

Ogni arma spara in modo diverso. Ad esempio, Gus è un fucile lento per il combattimento ravvicinato, mentre l'arco Bowie ti permette di centrare i nemici alla testa anche da lontano. Non tutti tipi di armi sono propriamente convenzionali. Creature, ad esempio, continua a generare dei bambini e li usa in modo improprio come munizioni letali (WTF?!).

Le armi hanno anche degli attacchi speciali. Travis fa levitare brevemente i nemici in aria, rendendoli impotenti. La pistola laser Sweezy, con la sua «bolla del tempo», fa rallentare tutto il gioco. Uso queste abilità speciali anche per spostarmi nel mondo e risolvere gli enigmi (incredibilmente complessi).

Gli enigmi sono decisamente migliori rispetto al primo capitolo. Qui guido uno dei figli di Creature attraverso un labirinto laser super letale.
Gli enigmi sono decisamente migliori rispetto al primo capitolo. Qui guido uno dei figli di Creature attraverso un labirinto laser super letale.

Rispetto al gioco precedente, qui il gunplay è decisamente migliorato. Le sparatorie sono veloci, caotiche e richiedono un grande impegno da parte mia. I colpi sono più pesanti, il feedback degli impatti è più evidente, i nemici sono più rapidi e cattivi. Anche gli attacchi corpo a corpo con il mio coltello parlante Knifey sono più gratificanti e cruenti.

La maggiore precisione del gunplay si apprezza soprattutto nei combattimenti contro i boss, che si distinguono per idee brillanti che complessivamente portano l'esperienza di gioco a un livello superiore.

Knifey (a sinistra) è una parte essenziale del mio arsenale da combattimento.
Knifey (a sinistra) è una parte essenziale del mio arsenale da combattimento.

Tony Hawk, vai a nasconderti: ecco a voi «High on Life 2»

La principale novità a livello del gameplay è lo skateboard. È talmente riuscito che non voglio più giocare a uno sparatutto se non ha lo skateboard. Dico sul serio.

Mi procuro la tavola relativamente presto nel gioco, rubandola a un avversario ucciso, e da quel momento in poi la uso per spostarmi. La attivo con il pulsante Sprint (L3 su PS5) e sfreccio attraverso i livelli alla velocità della luce. Grindo sulle ringhiere percorro brevi tratti sui muri, eseguo doppi salti in aria e inserisco il turbo quando mi serve.

Non c'è nessun sistema di trick o di punti. L'obiettivo è solo spostarsi in modo facile e veloce.
Non c'è nessun sistema di trick o di punti. L'obiettivo è solo spostarsi in modo facile e veloce.

Non mi stancherò mai di sottolineare quanto sia fluido, intuitivo e gratificante usare lo skateboard. Già dopo pochi minuti riesco a usare combinazioni di mosse e a raggiungere molti punti che inizialmente sembrano irraggiungibili.

La meccanica dello skateboard ha un impatto immenso sul design dei livelli di «High on Life 2». Ringhiere, halfpipe e rampe si trovano un po' ovunque nei livelli e aspettano solo che ci passi sopra con la tavola. Grazie alla mia maggiore mobilità e all'alta velocità dello skateboard, spesso i mondi di gioco risultano più grandi e verticali rispetto al gioco precedente. Il che, però, ha anche qualche svantaggio, perché alcune aree di gioco risultano innaturalmente ingigantite, vuote e tristi.

Compro gadget per il mio skateboard in negozi specializzati super cool. Urca, troppe parole inglesi, mi sa!
Compro gadget per il mio skateboard in negozi specializzati super cool. Urca, troppe parole inglesi, mi sa!

Con lo skateboard anche le sparatorie, che erano già migliorate, acquisiscono una profondità ancora maggiore.

Schivo i nemici con la tavola e sfrutto le ringhiere per mettermi al sicuro in fretta. Uso impropriamente lo skateboard anche come arma da combattimento ravvicinato improvvisata, per mandare al tappeto i nemici con colpi alla testa o all'inguine. Oppure li travolgo direttamente, senza pensarci due volte.

Ma come gli sono venute delle idee così assurde?

«High on Life 2» contiene abbastanza idee per almeno una dozzina di giochi. Di conseguenza anche il design delle missioni è molto vario e supera di gran lunga l'originale. Dimenticati i monotoni combattimenti con fuoco continuo e orde infinite di nemici. Qui è tutto un susseguirsi di svolte pazzesche nella trama.

Durante un combattimento contro un boss, mi ritrovo di colpo a giocare a «Bible Adventures», un oscuro gioco per NES, perché il nemico ha hackerato il sistema operativo della mia tuta e ha installato la ROM. Durante un'altra missione mi ritrovo improvvisamente al centro di un giallo. Qualcuno è arrivato prima di me, ha già ucciso una persona e... per qualche motivo ha fatto la pipì sul suo cadavere?! A me tocca fare il detective, raccogliere indizi e interrogare i sospetti per scoprire chi ha ucciso e fatto pure la pipì.

Il gioco del detective è tra le mie missioni preferite.
Il gioco del detective è tra le mie missioni preferite.

Adoro quando i giochi scombinano le carte e ti mettono sempre di fronte a situazioni imprevedibili. È proprio in questi momenti che la già citata simbiosi tra umorismo e meccanica di gioco funziona alla perfezione. Le battute funzionano così bene perché sono parte integrante del gameplay e viceversa.

Anche i nuovi mondi hub sono estremamente ricchi e variegati. Tra una missione lineare e l'altra, torno sempre a cercarli. Ho esplorato una città futuristica, una località turistica tropicale e uno zoo. Le aree funzionano più o meno come la «Blim City» della prima parte, solo che sono più grandi, più belle e con più segreti.

«High on Life 2» offre un pratico sistema di navigazione (la linea luminosa nell'immagine). Il che è fantastico, perché nella prima parte spesso non sapevo dove andare o cosa fare.
«High on Life 2» offre un pratico sistema di navigazione (la linea luminosa nell'immagine). Il che è fantastico, perché nella prima parte spesso non sapevo dove andare o cosa fare.

Oltre a update nascosti per le mie armi, oggetti collezionabili e dialoghi bizzarri con i PNG, mi aspettano un sacco di missioni secondarie opzionali. Anche in questo caso Squanch Games ha tirato fuori tutta la sua creatività. Catturo pesci per il mio acquario, vado a vedere degli show comici, gioco al minigioco «Crazy Taxi» e cerco di scappare da escape room.

Mi piacciono soprattutto le gare con lo skateboard. È proprio qui che le nuove meccaniche di movimento si fanno più apprezzare. Se qualcuno della Squanch Games mi stesse leggendo: a) siete dei grandissimi, continuate così, e b) per favore, create uno spin-off dedicato alle gare di skateboard nell'universo di «High on Life». O magari un DLC dedicato agli skateboard per «High on Life 2»? Li comprerei tutti e due.

Qui sto giocando a «Super Noah's Ark 3D», unimitazione di «Wolfenstein 3D», su una macchina arcade. Sì: l'intero videogioco è giocabile.
Qui sto giocando a «Super Noah's Ark 3D», unimitazione di «Wolfenstein 3D», su una macchina arcade. Sì: l'intero videogioco è giocabile.

La ciliegia sulla torta di questa fantasmagorica esplosione di idee è la mia base segreta. Che nel corso del gioco decoro con oggetti sempre nuovi e dove gioco, oltre a «Bible Adventures», anche ad altri oscuri giochi retrò che trovo nelle mie avventure sotto forma di cartucce.

Alla televisione, come nel gioco precedente, vengono trasmessi vari programmi televisivi intergalattici e film trash sconosciuti che Squanch Games ha riesumato dal cimitero dei diritti di licenza. Ma dove le vanno a pescare delle perle del genere?

Sono continuamente distratto dai film e dai video divertenti. Ho la capacità di concentrazione di un pesce rosso.
Sono continuamente distratto dai film e dai video divertenti. Ho la capacità di concentrazione di un pesce rosso.

Tecnicamente, una catastrofe

A livello di grafica «High on Life 2» sulla PS5 Pro ha un sacco di alti e bassi. Lo stile artistico estremo, con ambienti coloratissimi e personaggi alieni deformati in modo grottesco, è sempre convincente.

Purtroppo, il bel nucleo visivo è racchiuso all'interno di un involucro Unreal Engine 5. Fastidiosi sfarfallii, irritanti artefatti visivi, texture lente da caricare e ombre pixelate spesso disturbano l'idillio intergalattico.

Inoltre, il gioco usa davvero troppo i riflessi in ray tracing, soprattutto nei mondi hub, che contengono tanto vetro e tanto metallo. Sulla PS5 Pro la qualità di questi riflessi è terribile. Alcune scene sono brutte senza possibilità di appello, con riflessi low poly distorti che sembrano una versione delirante di un gioco per PS1.

Davvero non bello.
Davvero non bello.

Dal punto di vista tecnico, «High on Life 2» sembra un castello di carte che rischia di crollare da un momento all'altro. E intendo letteralmente. Durante il test, il gioco si è bloccato per ben tre volte. Per di più ho dovuto ricaricare più volte dei checkpoint: le mie armi sparivano, oppure non comparivano i boss nemici. A questo si aggiungono anche tanti cali nella frequenza di aggiornamento e interruzioni nelle sequenze di caricamento, a volte anche di qualche secondo. Alla Squanch Games promettono di risolvere tanti problemi di performance con gli update. Ma non hanno ancora reso noto quando succederà, né come.

Vada come vada, io la vedo in positivo. È comunque un bel passo avanti rispetto al primo gioco, che non sono riuscito a finire per la recensione a causa di un bug fastidioso.

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Non so ancora come sia la situazione su PC o Xbox Series X/S. Tuttavia, lo stato attuale del gioco su PS5 mi fa guardare con un po' di apprensione alla prevista versione per la Switch 2.

Il gioco ha anche tanti momenti belli.
Il gioco ha anche tanti momenti belli.

«High on Life 2» è uscito il 13 febbraio per PS5, Xbox Series X/S e PC. Seguirà una versione per Switch 2 il 20 aprile. La versione PS5 (Pro) mi è stata fornita da Fireshine Games a scopo di test.

Vinci il merchandising di «High on Life 2»

Qual è la più grande innovazione di «High on Life 2» e quale influenza ha sul gameplay e sul design dei livelli?

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Ecco cosa puoi vincere: una cover per bevande «Bounty Juice», ruote per skateboard «Squanch Games», una t-shirt «High on Life 2», un portachiavi «Good Guys», una chiavetta USB «High on Life 2» a forma di pillola e un badge della malvagia azienda farmaceutica «Rhea Pharmaceuticals».
Ecco cosa puoi vincere: una cover per bevande «Bounty Juice», ruote per skateboard «Squanch Games», una t-shirt «High on Life 2», un portachiavi «Good Guys», una chiavetta USB «High on Life 2» a forma di pillola e un badge della malvagia azienda farmaceutica «Rhea Pharmaceuticals».

In breve

Un sequel fatto da dio, ma con qualche difetto tecnico

«High on Life 2» è meglio del primo capitolo sotto ogni punto di vista. Il gioco combina abilmente satira arguta, meta-umorismo surreale e una montagna di riferimenti alla cultura pop. Il gameplay e la trama sono strettamente connessi e creano una simbiosi unica.

Il titolo contiene abbastanza idee per una dozzina di giochi. Il design delle missioni è sorprendente per la sua varietà e il gunplay è stato sensibilmente migliorato. Da sottolineare in particolare le geniali meccaniche dello skateboard, che stravolgono sia il design dei livelli che il gameplay da sparatutto.

È un vero peccato che una realizzazione tecnica non all'altezza e problemi di visualizzazione rovinino questo pacchetto sci-fi, per il resto davvero ottimo.

Pro

  • Idee sufficienti per una dozzina di giochi
  • Combina elegantemente umorismo e meccaniche di gioco
  • Tantissimi contenuti opzionali e divertentissimi
  • Lo skateboard è fighiiiiiissimo!
  • Battute sui p*selli

Contro

  • Una marea di problemi tecnici
  • Non si vede sempre benissimo sulla PS5 (Pro)

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Il mio amore per i videogiochi si è svegliato alla tenera età di cinque anni con il Gameboy originale ed è cresciuto a dismisura nel corso degli anni.


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