Festeggiamo 10 anni di Galaxus
Dietro le quinte

Festeggiamo 10 anni di Galaxus

Alex Hämmerli
Zurigo, il 08.06.2022
Traduzione: Nerea Buttacavoli

Dieci anni fa, Florian Teuteberg e Martin Walthert hanno contribuito al lancio del grande magazzino online Galaxus, rispettivamente come responsabili commerciali e di marketing. Nell'intervista, i due ripensano a produttori che non hanno reso loro la vita facile, sistemi obsoleti e a un'ascesa fulminante.

Ciao Florian, ciao Martin. Festeggiamo i dieci anni di Galaxus. Qual era la novità nel concetto di grandi magazzini online nel 2012?

Martin Walthert: Dieci anni fa, i negozi online con una gamma ampia e completa di prodotti si potevano praticamente contare sulle dita di una mano. In Svizzera siamo stati i primi a offrire questo servizio.

Perché nessuno ci ha preceduto?

Florian Teuteberg: Esistevano già degli specialisti nei loro settori merceologici – con digitec eravamo uno di questi. Ma un grande magazzino online dove è possibile acquistare tutto nello stesso luogo non esisteva ancora. La creazione di una piattaforma di questo tipo ha richiesto e richiede molto tempo. Da un lato, bisogna avere le competenze tecniche e i sistemi per gestire in modo efficiente una gamma così ampia, dall'altro, bisogna costruire relazioni commerciali con centinaia di fornitori in tutti i settori. Ci vuole molta manodopera e molta perseveranza.

All'inizio Galaxus si chiamava «Gerda Home» ed era specializzata in prodotti per la casa come macchine da caffè o panni per la pulizia. Perché proprio i prodotti per la casa?

Martin: Con digitec veniamo dal settore dell'informatica e dell'elettronica domestica. I fornitori che offrivano tali prodotti spesso avevano anche prodotti per la casa nel loro assortimento. Era quindi ovvio che ci saremmo espansi prima in questa direzione.

E come vi è venuto in mente il nome?

Martin: (ride) «Gerda Home» voleva trasmettere il sentimento della zia-nonna, ovviamente in modo simpatico.

Florian: Volevamo rendere accessibili noi stessi e il nostro marchio. Mentre digitec era tecnico e distaccato, con Gerda Home, rispettivamente Galaxus, volevamo creare un ambiente accessibile e pieno di personalità.

Un tantino obsoleto: ecco come appariva il predecessore di Galaxus, Gerda Home.
Un tantino obsoleto: ecco come appariva il predecessore di Galaxus, Gerda Home.

Perché poi avete cambiato il nome in Galaxus?

Martin: «Gerda Home» era, ovviamente, un'idea stupida, non solo per il riferimento a un modello di ruolo sessista, che oggi sarebbe considerato ancora più problematico che dieci anni fa. Inoltre, il nome non si adatta a prodotti come scarpe sportive, tosaerba o sex toy. E nemmeno a un negozio online internazionale e multilingue.

Galaxus nel 2012.
Galaxus nel 2012.

digitec era già all'epoca un marchio forte in Svizzera. Perché c’era bisogno di un secondo negozio con Galaxus?

Martin: digitec è un marchio meraviglioso, ideale per la vendita di prodotti elettronici e digitali. Ma a chi verrebbe in mente di andare in un negozio chiamato «digitec» per trovare sneaker alla moda o biancheria da letto? Un tale ampliamento della gamma di prodotti sotto digitec avrebbe indebolito notevolmente la competenza del marchio nelle sue aree principali e avrebbe urtato i clienti fedeli esistenti.

Florian: A questo si aggiunge che digitec era già stato adottato come marchio e nome di dominio nella maggior parte dei Paesi. Avevamo quindi bisogno di un nome che potesse essere protetto a livello internazionale.

Due marchi significano anche un doppio sforzo pubblicitario. Ne è valsa la pena?

Martin: Sì, decisamente! digitec e Galaxus hanno un target diverso, un tono diverso e quindi un’immagine diversa. Con digitec, possiamo occupare il campo delle competenze ad alta tecnologia, dato che nessun concorrente lo fa più seriamente.

Oggi Galaxus è nota anche per la sua pubblicità. Qual è l'idea centrale che sta alla base dei cartelloni, degli striscioni e degli spot televisivi umoristici e talvolta persino offensivi?

Martin: Ciò che accomuna le nostre campagne è il fatto che esploriamo i confini dei soliti mondi pubblicitari e talvolta li superiamo, rompiamo le abitudini visive, sorprendiamo o irritiamo. In questo modo, vogliamo creare una vicinanza umana ed emotiva con autenticità, umorismo e simpatia per le realtà della vita. Ci differenziamo notevolmente dalle piattaforme altamente automatizzate, tecnocratiche e anonime che esistono a livello internazionale.

Una pubblicità di Galaxus del 2018.

Dopo la categoria Per la casa, sono stati aggiunti in rapida successione prodotti per il giardino e per il fai da te, oltre a giocattoli, articoli sportivi e la gamma informatica ed elettronica di digitec. Qual è stata l'idea alla base dell’assortimento iniziale?

Florian: Volevamo offrire alla nostra clientela un assortimento il più ampio possibile e nel più breve tempo possibile. Abbiamo lanciato una categoria di prodotti dopo l’altra a brevi intervalli.

È stato apprezzato dalla clientela?

Florian: All'inizio abbiamo semplicemente inserito nel negozio tutto ciò che avevamo ricevuto dai nostri fornitori, anche se i dati dei prodotti, la disponibilità o i prezzi non erano ottimali. Ma abbiamo capito subito che non serviva a nulla offrire un assortimento a caso. Abbiamo quindi dovuto espandere il nostro Category Management per poter gestire bene tutte le categorie di prodotti. Abbiamo anche dovuto ampliare le nostre capacità di magazzino, in modo che i prodotti richiesti siano disponibili e possano essere consegnati rapidamente.

Nel 2012, il rivenditore Migros è entrato a far parte di Digitec Galaxus con una quota di minoranza del 30%. Che correlazione c'era con la nascita di Galaxus?

Florian: Dopo il lancio di Galaxus, ci siamo resi conto che erano necessari ingenti investimenti per sviluppare tutte le nuove categorie a un ritmo adeguato, per ampliare le capacità di magazzino e per far conoscere il nuovo marchio Galaxus in tutta la Svizzera. digitec era redditizia, ma i profitti non sarebbero stati sufficienti a finanziare la crescita di Galaxus. Abbiamo quindi iniziato a cercare un investitore che condividesse la nostra visione e avesse la forza finanziaria per affrontare un progetto del genere. Con la Migros abbiamo trovato il partner perfetto: condivide con noi la mentalità a lungo termine. Ha sostenuto la nostra crescita con prestiti e ci ha dato tutta la libertà imprenditoriale di cui avevamo bisogno.

Florian, quali sono i tuoi ricordi più belli dei primi tempi di Galaxus?

Florian: Vedere che la nostra idea è atterrata su un terreno fertile. Ogni prodotto e ogni categoria di prodotto ha guadagnato terreno in pochissimo tempo. L'esigenza di una nuova piattaforma era evidente. Sono anche contento di essere finalmente riuscito a soddisfare le mie esigenze personali con un negozio decente (ride).

Quali sono stati i momenti meno piacevoli?

Florian: Galaxus non era solo un nuovo negozio online, ma anche un ambiente informatico completamente nuovo: volevamo, o dovevamo, sostituire il sistema completamente obsoleto di digitec dopo circa dieci anni. Per il nuovo sistema abbiamo usato Galaxus come piattaforma di prova, per così dire, perché il volume era molto più ridotto rispetto a digitec. Tuttavia, questo sviluppo completamente nuovo dell'intero sistema, dall'ERP al negozio online, è stato un progetto mostruoso che ci ha quasi spezzato il collo.

Perché?

Abbiamo dovuto lavorare con due sistemi in parallelo per diversi anni, e il sistema Galaxus è stato davvero una stampella all'inizio: era pieno di errori e inefficiente nel funzionamento. E in digitec abbiamo avuto un arretrato di innovazione per diversi anni, poiché tutte le risorse sono state destinate alla nuova piattaforma. Il passaggio da digitec al nuovo sistema Galaxus è stato un dolore per tutta l'azienda, ma poi anche un sollievo. In seguito, siamo stati in grado di sviluppare in modo efficiente digitec e Galaxus su un'unica piattaforma.

Cos'altro avete sottovalutato?

Florian: Pensavamo che i produttori ci avrebbero accolto a braccia aperte. Ma all'inizio la maggior parte di loro non voleva avere a che fare con noi. O non credevano davvero nel futuro del business online, oppure volevano proteggere i commercianti stazionari e non farci crescere. Eravamo un po' delusi dal fatto che la resistenza degli inizi di digitec si stesse ripetendo. Ma per noi era evidente che la nostra clientela non voleva solo acquistare prodotti elettronici online. Abbiamo quindi dovuto essere creativi e procurarci di nuovo molti prodotti attraverso l'importazione parallela. Stabilire partnership dirette con i produttori è impegnativo, il lavoro continua ancora oggi.

Digitec Galaxus ha superato i due miliardi di franchi di fatturato nel 2021 e oggi impiega più di 2500 persone. Quali obiettivi vi eravate prefissati dieci anni fa?

Florian: Nel 2012 abbiamo realizzato un fatturato di circa 500 milioni di franchi con digitec. Dopo una breve fase di avvio con Galaxus, nel 2014 ci eravamo posti l'obiettivo, insieme a Migros, di superare la soglia del miliardo di fatturato entro il 2018. All'epoca si trattava più di una visione che di un obiettivo concreto, ma l'abbiamo quasi raggiunto con 992 milioni di franchi.

E quali sono gli obiettivi di Galaxus oggi?

Martin: Vogliamo diventare uno dei principali rivenditori online d'Europa.

Nel 2016, Galaxus è diventato un marketplace. Diverse centinaia di commercianti offrono ora i loro prodotti ai clienti di Galaxus. Non avete mai avuto paura di perdere il controllo?

Martin: Naturalmente, l'apertura della nostra piattaforma ha comportato una perdita di controllo, sia per quanto riguarda le descrizioni dei prodotti, i prezzi o i tempi di consegna. Gestiamo oltre quattro milioni di articoli in modo per lo più automatico e ci sono ancora cantieri in vari luoghi che a volte fanno parecchio male. Non possiamo ancora ritenerci soddisfatti, quindi è una delle nostre priorità migliorare la qualità dei nostri dati di prodotto anche nelle profondità dell’assortimento in rapida crescita.

Galaxus è disponibile anche in Germania dalla fine del 2018 e in Austria dal 2021. In quali paesi potremo fare acquisti da Galaxus nel 2032?

Martin: Probabilmente in tutti i paesi dell'UE.

E nel Regno Unito?

Florian: Forse anche lì.

Come valutate il potenziale di mercato di Galaxus in Svizzera?

Florian: Ancora molto grande: Solo il 20% di tutti i prodotti non alimentari viene acquistato online. Vedo un potenziale di almeno il 50%, come stiamo già vedendo in alcune categorie di prodotti più sviluppate.

Lo scorso anno Galaxus ha superato la soglia dei 100 milioni di euro di fatturato in Germania e Austria. Vi ha sorpreso la velocità di crescita?

Martin: La crescita è stata più o meno in linea con la media delle ambiziose stime che avevamo fatto una volta, un po’ per gioco, nella direzione. Ci fa piacere, ovviamente, ma non siamo proprio sorpresi.

Quali sono i prossimi passi in Germania e Austria?

Martin: In Germania stiamo iniziando a costruire il marchio e a lanciare importanti campagne di immagine. In Austria, continueremo a testare e osservare e investiremo di più al momento opportuno.

Quale strada sta percorrendo Galaxus in termini di sostenibilità?

Florian: Un approccio sostenibile nei confronti dell'ambiente e delle persone è ovvio per noi. A tutti i livelli, stiamo orientando sempre più le nostre azioni verso l'uso sostenibile delle risorse. Questo include le operazioni della nostra azienda, ma soprattutto vogliamo che i clienti possano fare acquisti più sostenibili.

Galaxus vive grazie alla sua Community che acquista, valuta i prodotti, pone domande o commenta le recensioni del team editoriale. C'è qualcosa che vorreste dire alla Community?

Martin: Un enorme grazie! La nostra Community dà vita ai nostri negozi e rende umane e tangibili le piattaforme di acquisto di per sé tecniche. Inoltre, la Community è un enorme supporto per molte persone in cerca di aiuto, perché le persone partecipanti si sostengono a vicenda con competenza e know-how.

Florian: Senza di voi, Galaxus non sarebbe quello che è oggi. Grazie di cuore anche da parte mia!

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Alex Hämmerli
Senior Public Relations Manager
alex.haemmerli@digitecgalaxus.ch

Presso Digitec Galaxus sono responsabile per lo scambio di informazioni con giornalisti e blogger. Le buone storie sono la mia passione; per questo mi tengo sempre aggiornato.


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