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Fai da te: costruiamo un Ambilight

Due ragazzi attaccano decorazioni natalizie a un televisore e lo collegano a un mini computer che ha lo stesso nome di una bacca. E così nasce un Ambilight. Una settimana come un'altra qui a digitec.

Se vuoi un Ambilight, devi per forza comprarlo da Philips. O almeno è quello che pensavo, finché il nostro Category Marketing Specialist – nonché autoproclamato esperto del fai da te – Quentin Aellen mi scrive un messaggio:

Ehi, Luca. Se ho bisogno di aiuto con un televisore devo parlare con te, vero? Ho un’idea per un progetto: voglio trasformare ogni TV in un TV Ambilight.
Quentin

Ovviamente l’idea mi piace.

E me lo chiedi!? Quando si comincia? Bell’idea, Quentin.
Luca

Quentin ne è molto felice. Pensava di dovermi pregare in turco per convincermi a seguirlo in questa folle missione. Si era già preparato una serie di argomentazioni per spiegarmi che l'idea non era così stupida come sembrava: non solo avrei potuto scriverci una bella storia per i lettori, ma avrei portato un reale valore aggiunto a chiunque avesse voluto replicare l'esperimento.

OK, veniamo al dunque: Secondo Philips, Ambilight aggiunge un'altra dimensione al televisore, irradiando la luce dai lati e riempiendo la stanza con la luce perfetta. L'immagine che appare sullo schermo viene riflessa sulla parete in tempo reale. A seconda del modello Ambilight, le luci sono:

  • su 2 lati, cioè a sinistra e a destra del televisore
  • su 3 lati, quindi con uno supplementare sul lato superiore
  • su 4 lati, cioè su tutti i lati

Un esempio: quando guardi la scena in cui Luke Skywalker viene attaccato a Tatooine da rapinatori di Tusken nel bel mezzo del deserto dello Jundland, i LED proiettano luci giallo-arancio sulla tua parete. Non male, eh?

Quentin ed io parliamo un po' di cosa fare e di come farlo funzionare nella teoria, di cosa ci vorrebbe e di quanto tempo ci vorrebbe per farlo. Quentin conclude:

Sarà spettacolare. E sarà un gioco da ragazzi.
Quentin

L'ultima frase mi riecheggia nella testa. «E sarà un gioco da ragazzi», dice. Non ne sono del tutto sicuro E poi, lo ammetto: di certo, non sono un genio del fai da te. Ma se c’è qualcuno che sa come si fanno queste cose, quello è Quentin. La speranza si fa strada nel mio cervello.

«Sarà spettacolare». L'ambizione bussa alla porta.

E se Quentin mi dice che posso andare a casa e dotare il mio TV di luci natalizie in grado di replicare Ambilight, allora sono sicuro che anche tu puoi farlo, sia che tu abbia le abilità di MacGyver o che non abbia idea di dove mettere le mani. Se pensi non esserne all’altezza, non preoccuparti. Partiamo per questa missione insieme. Il mio obiettivo è quello di ispirarti a diventare un esperto dell’Home Cinema fai da te, anche se solo per una sera. Non sei ancora convinto?

Tranquillo, ce la faremo.

Pronti, via: questo è il piano

Lo schema che seguiremo. Guarda come colleghiamo la fonte del segnale, il Raspberry Pi e gli stessi LED.
Grafico: Stefania Krähenbühl

Per darti un'idea più precisa di ciò in cui ti stai per addentrare, vorrei spiegarti con parole semplici cosa stiamo cercando di costruire. Il nostro sistema Ambilight è composto da questi tre elementi fondamentali:

  1. Il sistema di intrattenimento: la fonte del segnale stessa. Ad esempio: il tuo televisore, il tuo lettore Blu-Ray o la tua console di gioco.
  2. Il Raspberry Pi: è il cervello che riceve e interpreta i segnali della fonte. Qualcuno deve pur dire ai LED dietro al televisore in quale colore devono accendersi. Per motivi tecnici di sistema, questo cervello non può essere il processore nel televisore stesso.
  3. I LED stessi: li incolliamo dietro il TV e zac, ecco i colori e la luce.

In parole semplici:

  • il sistema di intrattenimento invia segnali...
  • ...al Raspberry Pi, che li interpreta e...
  • ...indica ai LED dietro al televisore come e in che colore accendersi.

«Sarà spettacolare. E sarà un gioco da ragazzi», per dirla come il nostro Quentin.

Dal momento che non possiamo costruire un sistema Ambilight solo con le buone intenzioni e i mantra, per prima cosa ci mettiamo a ordinare tutti i pezzi. Per evitare di farti mettere le mani nei capelli con una lista infinita di articoli, te li elencherò passo passo. E ti dirò anche di cosa hai bisogno oltre a questi prodotti. Ad esempio: il cervello, la pazienza o un portafoglio bello pieno.

Primo giorno: catena luminose a LED e potenza

La strada sarà lunga

Iniziamo subito con la parte più difficile. Qui devo dare libero sfogo all'artigiano che è in me, che, a mio avviso, non esiste. Poi abbiamo bisogno di:

  • un televisore su cui vorremmo costruire Ambilight
  • la fiducia in noi stessi per poter saldare, livello principianti
  • circa 150 franchi
  • i seguenti prodotti:
APA102 (DotStar) LED-Strip 30 LED/Meter 5 Meter
CHF 136.–
OEM APA102 (DotStar) LED-Strip 30 LED/Meter 5 Meter

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Disponiamo sul tavolo tutte le parti, comprese quelle di cui avremo bisogno più tardi.

«Wow, qui c’è un sacco di roba» dico, ma non sono molto sorpreso.

«Tutto normale», dice con calma Quentin.

Prima di tutto diamo un'occhiata ai LED, che più tardi incolleremo intorno al televisore. Ma, poiché le strisce non possono essere piegate negli angoli, prima dobbiamo tagliarle. Quattro in tutto, cioè una per ciascun lato. Con un metro annotiamo la larghezza e la lunghezza del TV, poi utilizziamo il tronchese a taglio laterale per effettuare i tagli.

Togli un paio di centimetri dalle misure che prendi, per evitare che vengano pezzi troppo lunghi

Eseguiamo il taglio tra i cosiddetti connettori. Hanno uno scopo ben preciso: Il connettore superiore (vcc) sta per i Volt. Qui passa la corrente, che fornisce ai LED l’energia necessaria per accendersi. Il connettore più basso (ground) è la messa a terra, dove la corrente può uscire di nuovo. I segnali del Raspberry Pi passano attraverso i due connettori centrali, Clock e Data, che dicono alle luci in quali colori illuminarsi e con quale intensità luminosa.

Questi quattro punti di bronzo sono i connettori.

«Sei bravo a saldare?», mi chiede il genio autoproclamato del fai da te.

«Non ne ho idea. Forse. Però suono bene il pianoforte», dico, mentre cerco di coprire la mia totale ignoranza in tema saldatura.

«Cioè?», Quentin non si accontenta della mia risposta e continua a indagare.

«Diciamo che sono al livello ‘’principiante-base-non-ho-mai-fatto-una-cosa-del-genere-aiuto-che-cavolo-è-questo-affare’’», ammetto a malincuore.

Quentin sorride. Mi dice che non è un problema e che anch'io mi innamorerò dell'odore dello stagno appena bruciato. Il suo sorriso si allarga. Te l'ho detto: il genio del fai da te.

Prima scaldiamo lo stagno per saldare...
... poi lo facciamo gocciolare sul contatto e colleghiamo immediatamente il cavo.

Il motivo di tutte le nostre domande è che dobbiamo ricollegare i quattro pezzi di striscia LED. Per questo prendiamo il saldatoio caldo, lo teniamo sullo stagno e lo lasciamo gocciolare sui punti di contatto. Quindi colleghiamo rapidamente i cavi prima che il liquido argentato si solidifichi di nuovo. L'ordine delle strisce LED è il seguente: corta, lunga, corta, lunga. Prima guardo l'esperto, poi lo faccio anch’io.

Cinque minuti dopo, sono sorpreso di non aver ancora bruciato il tavolo.

Ce la facciamo.

Saldiamo ancora un po’ e la striscia LED è pronta. Abbiamo già saldato tutti e quattro i connettori tra due strisce: Volt, Data, Clock e Ground. Quentin ed io ci siamo accertati che le gocce di stagno ed i cavi non si toccassero. Esplosione evitata. O almeno è così che mi immagino sarebbe andata se avessimo sbagliato qualcosa.

Decido di non sfidare la dea bendata.

Iniziamo con il rosso sul connettore Volt e poi passiamo a quello nero.

Raggiungiamo l'ultima striscia, nel punto in cui deve ricollegarsi alla prima, e ora non ci resta che saldare un cavo al connettore superiore (vcc) e a quello inferiore (ground) senza collegarlo con un'altra striscia di LED. Ignoriamo i due punti di contatto intermedi. Perché? Perché il segnale del Rasperry Pi deve passare da qualche parte. Se chiudessimo il cerchio, non avrebbe accesso.

La prima...
... e l'ultima striscia LED.

Ma, per ora, dobbiamo concentrarci sulla corrente. Per la prima e l'ultima striscia, prendiamo i cavi saldati attraverso i quali scorre la corrente (vcc), torciamo le loro estremità collegandole l’una all’altra e quindi le inseriamo nel polo positivo dell'adattatore, che sarà poi allacciato alla rete elettrica. Utilizzando un cacciavite, attorcigliamo la vite per evitare che i cavi scivolino di nuovo fuori. Ripetiamo la procedura per i due cavi di messa a terra, con l'unica differenza che li inseriamo nel polo negativo dell'adattatore.

Torciamo il cavo della prima e dell'ultima striscia LED...
...e lo inseriamo nell'adattatore.

È arrivato il momento di fare il primo test. Colleghiamo l'adattatore all'alimentatore. Se abbiamo fatto tutto bene, i LED dovrebbero accendersi con una luce intensa.

Ma niente di tutto questo accade. I LED rimangono spenti.

«Devo aver saldato male qualcosa», mi scuso preventivamente.

«Non credo», risponde Quentin, rassicurandomi: «qui sembra tutto a posto». Forse i LED non hanno abbastanza potenza».

Infatti, il nostro alimentatore è troppo debole: non ha abbastanza ampere e di conseguenza fornisce pochi watt. Ne prendiamo uno nuovo.

Secondo giorno: la potenza c’è, è ora di configurare il Raspberry Pi

Questo è quello che dovrebbe succedere applicando le strisce LED al televisore. Il nostro ciclo inizia in basso a destra.

Nuovo giorno, nuovi tentativi. E, si spera, un po’ più di fortuna.

Quentin ed io siamo entusiasti. Sostituiamo l'alimentatore e siamo sollevati nel vedere che i LED stanno facendo il loro lavoro. Finalmente, possiamo applicarli al TV. Iniziamo in basso a destra con la prima striscia corta e poi lavoriamo in senso antiorario. Nella foto qui sopra puoi vedere come abbiamo fatto.

«La parte più difficile è andata», dice Quentin. Non ha idea di cos’altro ci aspetta.

Applichiamo le strisce al TV con del nastro isolante, semplicemente perché non abbiamo nient’altro a disposizione. Ti do un consiglio spassionato: per il tuo esperimento, armati di qualcosa di più utile.

Passiamo al secondo pilastro nonché cervello del nostro sistema: il Raspberry Pi. In sostanza, si tratta di un mini computer che può fare tutto quello che può fare un computer più grande. Viene fornito di serie con Linux e il nostro compito è quello di configurare il RasPi in modo che possa poi elaborare i segnali dalla fonte.

Ecco un Raspberry Pi, il nostro mini computer

Quindi, abbiamo bisogno di:

  • un Raspberry Pi
  • un mouse e una tastiera per utilizzare il Raspberry Pi
  • un secondo portatile / PC per configurare il software prima di inviarlo al RasPi
  • circa 80 franchi
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3 Starter Kit (ARMv8)
CHF 56.–anziché 73.–2
Raspberry Pi 3 Starter Kit (ARMv8)
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Spiegare come abbiamo configurato il RasPi andrebbe oltre lo scopo di questo articolo. Per fortuna, il Senior Editor Dominik Bärlocher se n’è già occupato un po’ di tempo fa. Non preoccuparti, non è scienza missilistica. Per configurarlo, abbiamo collegato il Raspberry Pi direttamente al TV, che poi diventerà Ambilight, via cavo HDMI. Il mouse e la tastiera sono collegati al RasPi tramite una porta USB.

<strong>Raspberry Pi</strong> – una droga di passaggio per gli appassionati del faidaté
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Attenzione, questo è un aspetto critico. Vanno fatti parecchi clic qui e messe parecchie spunte là, ma ci tocca.

Sul secondo portatile scarichiamo il programma Hyperion. Si tratta di un software di configurazione per il nostro Ambilight. Apriamo il file Jar con un clic del tasto destro del mouse, selezioniamo «Apri con» e «Java». Esattamente come si fa con un file Exe. È necessario che Java sia preinstallato.

Quentin clicca sul pulsante «SSH» nell'angolo in alto a sinistra, seleziona «Tutti i sistemi» nel campo «Sistema» ed entra nell'IP di destinazione del RasPi. Lo ha trovato cliccando sulla finestra «Control» sul desktop del Raspberry Pi (icona di un piccolo monitor nero nell'angolo in alto a sinistra) e semplicemente leggendo l'indirizzo IP. In questa occasione ha attivato il SSH anche sul RasPi. Per farlo, ha cliccato sul lampone nell'angolo in alto a destra, poi su «Configurazione Raspberry Pi» e quindi sul pulsante «Interfaces». Su SSH, il segno di spunta è ancora su «Enable».

Indirizzo IP? Clicca sulla finestra Control...
...e leggi l'indirizzo IP del RasPis.

Torniamo a Hyperion. Non modifichiamo il nome utente e la password. Quentin invece clicca sul pulsante «Connect». Passano alcuni secondi molto, molto lunghi, poi Hyperion si collega al RasPi. Nel programma stesso ora si attivano vari pulsanti e tasti. Quentin clicca su «Inst./Att. Hyperion», per far sì che Hyperion si installi sul Raspberry Pi. Si apre una finestra bianca e per molto tempo non succede nulla.

«È normale?», chiedo dopo cinque minuti.

Come sempre, Quentin è la calma in persona: «Assolutamente. Il programma ci ha avvertiti».

Be’, è vero. Un tempo, qualcuno disse: «abbiate pazienza». Ci provo.

Sembra più complicato di quello che non sia. Controlla il pulsante in alto a sinistra e fai esattamente quello che scrivo qui.

Finalmente succede qualcosa. Viene visualizzata una riga di testo che dice «Terminato». Finora abbiamo collegato Hyperion al RasPi e installato il programma su quest’ultimo. Ora è il momento della configurazione. Possiamo farlo anche con un computer portatile.

Quentin torna al pulsante «Generale». Alla voce «Tipo» selezioniamo il tipo di LED che usiamo per il nostro Ambilight. Nel nostro caso, «APA102». Successivamente, dobbiamo specificare quanti LED si trovano dietro il televisore, sia orizzontalmente che verticalmente. Il nostro Samsung da 49 pollici ha trenta LED in larghezza e diciassette in altezza. Hyperion numera automaticamente i LED, in questo caso da zero a 93.

Principalmente, devi utilizzare i pulsanti «Generale» e «SSH».

Ora Hyperion vuole sapere altre due cose:

  • In che direzione vanno i LED, posti sul retro del televisore?
  • Da dove parte il circuito, ovvero dov'è la prima serie di LED collegata al RasPi?

La risposta alla prima domanda è facile: Quentin seleziona «In senso antiorario». Per risolvere la seconda domanda, dobbiamo cliccare sui numeri sotto «LED di inizio» fino a quando il «LED zero» è esattamente nell'angolo in basso a sinistra dell'immagine di anteprima, o: da «LED inizio» a «-17».

E con ciò abbiamo messo su una configurazione approssimativa. Ora Quentin e io dobbiamo collegare i LED direttamente al RasPi. La striscia LED viene fornita di default con cavi per saldare sui connettori Data e Clock. Promemoria: sono necessari per ricevere i segnali dal Raspberry Pi e inviarli ai LED.

Il cavo blu (Clock) va inserito nel 12° pin da destra nella fila inferiore. Il cavo verde (Data) va inserito nel 10° pin da destra nella fila inferiore. Poi c'è il cavo nero (Ground) dell'alimentatore stesso per la messa a terra che va inserito nel 3° pin da destra nella fila inferiore.

Nel Raspberry Pi, le due file di pin sono in alto a sinistra. Abbiamo contrassegnato i pin che abbiamo utilizzato con le frecce.

«Facciamo un altro test?», chiedo con impazienza. Voglio vedere questa cosa in azione.

Quentin apre il browser Internet del Raspberry Pi e va su YouTube. Apre un video in modalità schermo intero: i LED si accendono e brillano. Quentin e io esultiamo e ci diamo un cinque. Poiché la larghezza di banda del RasPi non è abbastanza decente per riprodurre il video con fluidità, i LED reagiscono con altrettanta lentezza.

«Ma di solito non guardiamo la TV con il RasPi», dice Quentin con fare rassicurante. «Il mini computer non farà altro che pensare per conto dei LED. Non genererà il segnale video».

L'immagine che vedi sul TV è generata dallo stesso RaspberryPi

Ha senso. Bene, direi che per oggi abbiamo avuto la nostra dose di fai da te.

Terzo giorno: si avvicina il momento della verità

Quentin si sveglia prestissimo ed è già pronto all'azione. Mi dice in anticipo cosa ci aspetta oggi.

«Il segnale video proviene da un sistema esterno, ad esempio una console di gioco o un lettore Blu-Ray», dice, mentre prende in mano lo switch di Marmitek; «il segnale video deve essere diviso in modo da poterlo inviare sia al TV che al RasPi. Non vogliamo che il TV riproduca i video normalmente, ma anche che il RasPi interpreti i segnali e dica ai LED cosa fare».

Ecco cosa ci serve:

  • una fonte esterna (PC, lettore Blu-Ray, console di gioco, ricevitore)
  • circa 150 franchi
  • i seguenti prodotti:
  • Split 312 UHD
  • Split 312 UHD
  • Split 312 UHD
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Marmitek Split 312 UHD
11

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Marmitek Connect HA13 - HDMI auf RCA / SCART Converter (Digitale -> Analogico)
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  • Audio und Video Grabber USB 2.0 (USB 2.0, segnale TV analogico)
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A questo punto potresti aver notato che nell'elenco dei prodotti sopra riportato ho menzionato uno «splitter», anche se Quentin ha parlato di uno «switch». Be’, cosa posso dire... lo ammetto, abbiamo cercato di dividere il segnale video con uno switch. Naturalmente, non si può fare. Non fare come noi, prendi subito uno splitter. Fidati: ti eviterai un esaurimento nervoso e risparmierai il tuo prezioso denaro.

Inserisco lo stesso diagramma che vedi qui sopra, ma lo ingrandisco un po'. Ciò dovrebbe rendere più comprensibile la seguente riga di testo.

Il segnale proveniente dal sistema di intrattenimento viene inviato attraverso lo splitter, il convertitore AV e il grabber USB al RasPi.
Grafico: Stefania Krähenbühl

Il segnale arriva dal sistema di intrattenimento (ad esempio il lettore Blu-Ray) nello splitter. In questo modo il segnale video viene inviato sia al televisore – «Out 1» – che al RasPi – «Out 2». Problema: il RasPi non è dotato di un ingresso HDMI. L'unica porta HDMI del mini computer è un'uscita HDMI. Può quindi inviare segnali tramite cavo HDMI, ma non può riceverli direttamente: il segnale video HDMI deve essere convertito.

Per questo usiamo il convertitore «da HDMI a RCA», che converte il segnale HDMI in un segnale AV; AV sta per Audio e Video. Impostiamo l'interruttore sul convertitore HDMI-AV su «PAL», poi colleghiamo il grabber «Audio e video». In questo modo, il segnale AV viene convertito in un segnale USB. Infine, inseriamo il connettore USB nella porta USB del Raspberry Pi. Et voilà: il sistema esterno è collegato al RasPi.

«Ma Quentin», mi viene in mente all’improvviso, «esistono gli adattatori HDMI a USB. Perché non ne abbiamo uno?»

«Perché Hyperion è un software semplice. Il grabber deve inviare il segnale corretto e questo non può farlo con un adattatore da HDMI a USB» risponde il genio del fai da te che, come sempre, è preparato.

Sono soddisfatto della sua risposta. E, tra l'altro, abbiamo finito.

Dalla fonte del segnale allo splitter HDMI, dallo splitter al convertitore AV, dal convertitore al grabber USB e da lì al RasPi

Lo testiamo. Come sistema di intrattenimento esterno, utilizziamo il computer portatile che abbiamo impiegato per configurare Hyperion.

Naturalmente, non funziona al primo tentativo.

Perché dovrebbe, dopo tutto? Non è che fino ad ora le cose siano state molto più semplici. Comunque: ricontrolliamo tutti i componenti. Come ho detto prima, abbiamo scoperto che lo switch non può dividere il segnale. Ovviamente. E poi Quentin trova un altro errore: il grabber AV che abbiamo utilizzato inizialmente non è compatibile con Linux. Ma il nostro RasPi funziona con Linux.

«Colpa mia», si scusa Quentin.

«Non direi», rispondo, «dopo tutto, ho ordinato io la merce e non ho controllato».

Quentin ed io ci lecchiamo le ferite, ordiniamo le parti nuove e posticipiamo il test finale al giorno successivo.

Quarto giorno: ci siamo!

«Sei pronto?», mi chiede Quentin.

«Fuck yeah!», rispondo.

Ora montiamo il nostro Ambilight fai da te sul TV, questa volta nella sala riunioni, dove possiamo collocarlo più vicino alla parete. In questo modo possiamo vedere meglio l'effetto dei LED. Quentin ricontrolla il nostro nuovo hardware: lo splitter divide e il grabber funziona. Molto bene. Il test ha inizio.

Siamo felici.

I LED si accendono

Incredibilmente felici.

Anzi, lo fanno piuttosto bene. Siamo entusiasti.

Ma ora vogliamo saperlo: il nostro Ambilight fai da te è in grado di reggere il confronto con l'originale Philips?

Contatto Patrick Eugster, Deputy Store Manager di Zurigo, perché in negozio abbiamo un TV Ambilight.

Ehi, Patrick. Torno all’attacco con il nostro progetto Ambilight. Ha funzionato! :D Ora vorremmo confrontarlo con l'originale. Pensi che potremmo prendere in prestito il TV Philips dal nostro showroom per qualche ora? :)
Luca

Certo che possiamo. Patrick è un grande.

Ciao Luca. La cosa qui è un po’ ridicola se manca il TV :P. Ma domani potete tranquillamente prenderlo e riportarlo quando avete finito. Grazie ;)
Patrick

Patrick, se per caso stai leggendo questo articolo: grazie ancora a te e al team per averci aiutati con il trasporto, in negozio siete i numeri uno!

Quinto giorno: showdown nello studio

Quentin ed io abbiamo trascorso una settimana armeggiando, saldando, imprecando e maledicendo e, finalmente, festeggiando. Abbiamo incollato i LED a un televisore, collegato un mini computer che prende il nome da una specie di pianta del sottogenere della famiglia delle rose, e poi creato un Ambilight. Una settimana come un'altra, qui a digitec.

Ti avevo promesso che avrei percorso questa strada insieme a te. Fino alla fine. Ebbene, la fine è arrivata. Lindi e puliti, pronti per l’ultimo test. Se hai letto fino a questo punto e hai realizzato o seguito i test con noi senza mai gettare la spugna, allora meriti di vedere il risultato finale. Perciò, senza perdere altro tempo, eccolo qua. Buon divertimento.

Il grande test. Amblight fai da te vs Ambilight originale. Che vinca il migliore.

Conclusione: ne è valsa la pena?

Un grande equipaggiamento porta una grande responsabilità.

Potresti chiederti se il nostro progetto fai da te sia davvero adatto a principianti. All’inizio mi sono chiesto esattamente la stessa cosa e ora posso dirlo: sì. È ambizioso, ma fattibile. Certo, io avevo Quentin, ma tu ora hai queste istruzioni. La saldatura non è un problema insormontabile e nemmeno la configurazione di Hyperion è impossibile. Quello che non posso prometterti è che non avrai mai voglia di arrenderti e alzar bandiera bianca. Come quando i LED lampeggiano invece di illuminarsi uniformemente. Questo può accadere, ad esempio, se la corrente non scorre in modo uniforme. In questo caso, probabilmente non hai saldato bene.

Ma ogni volta che ti dedichi a un progetto fai da te ci sono quei momenti in cui ti metti le mani nei capelli e, disperato, ti chiedi: «Perché!?» Se la cosa può farti sentire meglio, non preoccuparti, non sei solo. Internet è pieno di gente completamente pazza, ma altrettanto gentile ed estremamente disponibile ad aiutarti.

Facciamo un bilancio: abbiamo lavorato circa due ore al giorno, mentre il quinto giorno si è trattato principalmente di far le riprese in studio. Non lo considero tempo di lavoro sull’Ambilight vero e proprio. Quindi: quattro giorni per due ore fanno otto ore di lavoro in tutto. Se vuoi assemblare il tuo Ambilight fai da te, sarà sufficiente programmare un fine settimana.

Per quanto riguarda la questione finanziaria: Quentin ed io siamo arrivati a spendere circa 380 franchi, che è decisamente più di quanto ci fossimo auspicati all’inizio. In questo caso sono particolarmente importanti la striscia LED, lo starter set del Raspberry Pi, lo splitter e il grabber. Più tutti gli altri pezzetti, che non constano più di tanto, ma che sommati fanno una piccola cifra.

Che dire dell’Ambilight stesso?

Alla fine, tutto questo non sarà servito a nulla se l’immagine non sarà bella. Per fortuna, non è il nostro caso.

L’Ambilight di Philips è comunque più luminoso rispetto al nostro Ambilight fai da te. Questo perché i LED Philips sono montati in modo angolare e non illuminano direttamente la parete Il nostro Ambilight è dotato di più LED, il che significa che la luce sulla parete è abbinata all'immagine con più precisione. Si vede abbastanza chiaramente nel video qui sopra, ad esempio dal minuto 1:28: l’Ambilight illumina esattamente dove e come dovrebbe. Le aree scure dell'immagine rimangono scure e non vengono sovrailluminate dai LED vicini. E il fatto che il nostro Ambilight non illumini l'intera parete è per me un vantaggio: distrarrà meno dal contenuto reale.

Se questa missione sia stata utile o meno dipende da quanto tempo e denaro si è disposti a investire. Personalmente, non sono un grande fan di Ambilight. Probabilmente questo è il motivo per cui mi è piaciuto molto di più il nostro Ambilight fai da te, discreto e molto più preciso.

Bene: se prima ti ho augurato buon divertimento con il video, ora ti auguro buona fortuna per l'assemblaggio.

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Avventure nella natura e sport che mi spingono al limite descrivono la mia zona confortevole. Per compensare mi godo anche momenti tranquilli leggendo un libro su intrighi pericolosi e oscuri assassinii di re. Sono entusiasta delle colonne sonore dei film e ciò si sposa con la mia passione per il cinema. Una cosa che voglio dire da sempre: «Io sono Groot».

60 Commenti

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User gamerrici

Finde es interessant zu sehen, das die Philips Variante dunkle stellen nicht wirklich beachtet, während der Eigenbau das macht. Sieht, meiner Meinung nach, sehr gut aus. Weitere Pluspunkt: Der Fernseher kann irgendeiner sein und sich auch beliebig austauschen lassen. Jetzt sowas für den PC.....

11.04.2018
User peterbigler

Hyperion hat soweit ich weiss ebenfalls eine "Black border detection" Funktion. Wenn diese aktiviert ist, holt sich das Programm die nötige Farbe beim ersten farbigen Pixel und ignoriert damit die schwarzen Balken. Welche Variante einem besser gefällt ist natürlich Geschmackssache :)

11.04.2018
User Luca Fontana

Die «Black Border Detection» Funktion war bei uns standardmässig schon aktiviert. Sonst würde man bei uns nur seitlich die LEDs sehen, und nicht auch noch oben und unten. :)

11.04.2018
User peterbigler

Danke fürs Feedback :) Eine kleine Frage hätte ich dazu noch:

Bei euerm Eigenbau bedeutet ja schwarzer Bildbereich = ausgeschaltete LED. Beim Philips dagegen bleibt immer ein vollständiger "Lichtkranz". Kommt das nur von den streuenden, angewinkelten LEDs oder leuchten diese auch dunklen Bildbereichen zumindest schwach weiss? Danke vielmals!

11.04.2018
User Luca Fontana

Bitte :)

Ja genau, beim Philips-Ambilight ist selbst hinter den dunklen Bildbereichen noch Licht zu sehen. Meiner Meinung nach hat das vor allem zwei Gründe:

- Wir haben mehr einzelne LEDs hinter dem Display, was eine viel präzisere Steuerung des Lichts zulässt
- Unsere LEDs sind so angewinkelt, dass sie die Wand viel direkter anleuchten und Licht so weniger streut

Beispiel: In einem Bildbereich, wo es zwei Lichtquellen hat und dazwischen nichts, haben wir drei LEDs. Die beiden äusseren LEDs machen Licht, dasjenige dazwischen nicht. Beim Philips hast du für den genau gleichen Bildbereich nur zwei LEDs. Und diese beiden LEDs streuen das Licht auch noch über die gesamte Wohnwand – statt nur unmittelbar hinter dem TV.

11.04.2018
User nabossha

Philips schaltet meines Wissens die dunklen Bereiche (leider) auch nciht ganz aus damit der wahrgenommene Kontrast besser ist. Ist Ambilight ganz aus dan sieht man selbst bei den teuren LED-Modellen von Philips noch "Lichtkränze" der Panel-Hintergrundbeleuchtung. Bei OLEd ist das natürlich was anderes, dort weiss ich nicht ob Ambilight vollständig dunkel ist, schön wärs...

11.04.2018
Rispondi
User nstohler

Ich hab mir vor 2 Jahren das die Lightberry-Komponenten (lightberry.eu/) bestellt. Läuft immer noch tadellos. Preislich bin ich damals auf ca. 300.- gekommen. Kein löten, nur die Komponenten richtig verbinden &konfigurieren.

Hier mein Demo Video: youtube.com/watch?v=LVeoh3s...

11.04.2018
User antoniusmaximus

Danke Luca und Quentin, tolles Projekt. Funktioniert das Ambilight auch, wenn Ihr eine Blueray abspielt? HDCP verschlüsselt ja das Signal

11.04.2018
User Luca Fontana

Gerngeschehen :). Ja, das funktioniert. Das Videosignal im Video kommt zufälligerweise von meiner Guardians of the Galaxy Vol. 2 Blu-ray.

11.04.2018
User antoniusmaximus

Sorry, habe den Marmitek Connect HA13 übersehen

11.04.2018
Rispondi
User AntiRSI

Leider funktioniert das nur mit externen Quellen :(

11.04.2018
User fabrizio1988

Ja genau, wenn du netflix mit TV-App schaust, gehts leider nicht...

11.04.2018
User quentinsane

Mit der Netflix app auf der Horizon Box zb gehts :)

11.04.2018
User walla

Dafür gäbs auch eine Lösung: ambivision.tv/
Diese Jungs bieten ein Produkt an, welches das Fernsehbild per Kamera aufnimmt und davon das Ambilight berechnet. Damit ist man völlig unabhängig von der Quelle.
@digitec - vielleicht könnt Ihr das ja ins Sortiment aufnehmen?

13.04.2018
Rispondi
User tobifree25

Ein Youtuber hat ein ähnliches Projekt gemacht für umgerechnet etwa 150.- mit dem Raspi Zero:
instructables.com/id/Make-Y...

11.04.2018
User Acid1978

Hihi, wenn ich seine Skizze anschaue, kommt mir diese auch seeehr bekannt vor.

13.04.2018
User beguelin

Ich würde auch sagen, dass die beiden Digitecler beim Youtuber abgeschaut haben, wenn man sich die Grafik (= Kopie) anschaut.

13.04.2018
Rispondi
User nextron

Sehr geil! :)

11.04.2018
User vangtec2010

Interessant :-)
Mein AV- Receiver hat 2 HDMI Ausgänge, dann brauche ich kein Splitter oder?

11.04.2018
User Luca Fontana

Hm, gute Frage! Nach meinem Verständnis hätte ich jetzt auch darauf getippt, dass der Reciever zu Signalquelle und Splitter gleichzeitig wird.

Ich freue mich schon darauf von dir zu hören, ob es funktioniert hat :-P

11.04.2018
User quentinsane

Vorsicht da, dies ist kein AV Receiver sondern ein Umwandler. Ich denke da brauchts trotzdem noch den Splitter, den gibt es allenfalls auch in günstigeren Varianten

12.04.2018
User vangtec2010

Sobald ich Zeit habe probiere ich es mal aus. Ich denke das ich gar kein Splitter brauche da ich schon 2 identische Hdmi Signale habe direkt aus mein Receiver.
1 zum Fernseher. 1 zum Umwandler.

12.04.2018
Rispondi
User Anonymous

Wichtig ist zu beachten, dass Hyperion mit den neuen Version von Raspbian probleme hat! Daher setzt die Version Jessie ein und auf keinen Fall Strech oder Noobs

12.04.2018
User bobby66k

Kurze Frage. Kann man Hyperion gut mit einer PI 1B+ verwenden oder sollte es min. eine PI 2 sein?

20.04.2018
Rispondi
User SlimPress

Ich habe mir vor 2 Jahren genau das gleiche Setup gebaut, ist ein super Hingucker. 3. Nachteile gibt es aber:
- kein 4K, kein Hdr
- Interne Quellen wie die Youtube oder die Netflix App vom TV gehen natürlich nicht
- Das analisierte Bild ist analog - dunkle bereiche leuchten immer leicht grün

12.04.2018
User philbre

Sehr cool! Habe mich auch mal damit befasst aber noch nicht aufgebaut. Gibt diverse günstige Alternativen zum Eigenbau für alle die (wie ich...) die Leidenschaft&Zeit für einen DIY nicht aufbringen :-) Vielleicht mal was fürs Sortiment bei Digitech?

ambivision.tv/
dreamscreentv.com/
insanelight.de/
ambiscreen.tv/
lightberry.eu/

17.04.2018
User Anonymous

Hallo Miteinander. Danke für den super Beitrag. Ich bin auch gerade dabei ein Ambilight zu realisieren und habe dazu noch ein paar Fragen die mir hoffentlich jemand beantworten kann.
Was für eine Stromleistung brauch ich, wenn ich einen 65 Zoll Fernseher mit 60 LED/Meter betreiben will? Wie dick müssten dann die Stromkabel sein die zu den LED führen? Ist es besser jeden LED Streifen mit der Stromquelle zu verbinden?
Ich habe bereits die APA102 (60LED/Meter) gekauft.
Vielen Dank für die Hilfe :D

11.04.2018
User HalaMa

Kommt drauf an, was für LEDs du genau gekauft hast. Es gibt solche mit viel mehr Leistung als andere. Wenn du sowas gekauft hast: OEM APA102 (DotStar) LED-Strip 60 LED/Meter 5 Meter kannst du mit ca. 60mA pro LED (je 20mA pro Farbe) rechnen. Bei deinem Fernseher max. 1m Band = 60 LED. Dies bedeutet ca. 3.6A.

Die Spannung ist normalerweise 5V, sprich du benötigst ca. 18 Watt. Dies ist jedoch nicht ganz korrekt, da sie wohl mit PWM

11.04.2018
User HalaMa

angesteuert werden. Dieser LED Stripe wird zum Beispiel mit 14.4W angegeben und dieser hat 5m: play-zone.ch/de/apa102-dots...

11.04.2018
User Anonymous

Ja es sind Apa102 mit 60Led/Meter. Kann leider nichts Genaueres dazu sagen. Natürlich würde ich alle 4 Seiten des Fernsehers ausstatten. Ich mach mir nur sorgen, dass ich zu dünne Kabel verwende um die Stribes anzuschliessen. Hab mir ein 20A 5 V Netzteil besorgt. Dieses sollte hoffentlich ausreichen.

11.04.2018
User HalaMa

Das Netzteil reicht sicher aus, bei ca. 4A reichen 0.5mm2 Kabel wenn sie frei verlegt werden locker (0.34mm2 würde wohl auch gehen). Damit das Ganze korrekt ist, eine Schmelzsicherung vorher verwenden. Bei 20A (ohne Sicherung) bräuchtest du 1.5mm2.

11.04.2018
User Anonymous

@HalaMa
Danke für die Antwort. Es sind aber nicht nur 4 Amper sondern etwa 16 Amper. Ich verwende ja mehrere Meter. Ich würde aber jede Seite Einzeln anschliessen mit je 2 Kabel (Plus und Minus).
Was würdest du mir dann für eine Grösse vorschlagen?
Gruess Yves

11.04.2018
Rispondi
User Barresi7

Finde witzig dass ihr bei euren Falschangaben eurer Produktbeschreibung selbst reinfällt und es dann nicht korrigiert. Wenn die Stromangabe stimmt reichen 7.2W nun mal nicht aus für 5 Meter.

11.04.2018
User Anonymous

Kommentar überflogen... Moment.. Kommentar gelesen.. Name angeschaut: Fumo bist dus Junge? - Ahh ne doch nicht..

12.04.2018
Rispondi
User peterbigler

Wer nur eine Quelle (z.B. ein HTPC Mediencenter mit Libreelec) nutzen will, kann sich den HDMI-Splitter etc. u.U. sparen:

Die LEDs lassen sich nämlich je nach Hardware auch direkt bzw. mit einem Arduino als "Übersetzer" ansteuern. Hab's selber noch nicht ausprobiert, aber vor :)

Siehe hier:
blog.sengotta.net/diy-ambil...

11.04.2018
User lionel.peer

haha. hab vor zwei monaten das gleiche gemacht, auch mit hyperion. bei mir hat's aber nur 4 stunden gedauert ;)

11.04.2018
User patrickobe1

Dies gibt einfach Einschränkungen bei 4k mit HDCP 2.2, wie zum Beispiel mit UHD Blu-rays. Ich glaube es gibt geeignete Splitter, aber meines Wissens verstossen die gegen die HDMI Richtlinien. Falls ihr eine Swisscom 4k TV Box habt oder einen UHD Blu-Ray player würde mich der Test wunder nehmen.

12.04.2018
User n6n43hix

Hab das Ganze genau so seit 2 Jahren im Einsatz. Läuft top.

Sollte vllt demnächsten Splitter + Grabber gegen 4k taugliches Material tauschen :D

Aber alle staunen immer über das Ambilight am Samsung TV beim Playstation spielen.

Ich war preislich bei ca. 150-200.-

13.04.2018
User bobby66k

Kurze Frage. Ist der pben verlinkte Video Grabber der korrekte? Auf der Herstellerseite steht eben nur kompatibel zu Windows XP-10.

15.04.2018
User Raphael1998

Ich finde eure Beiträge super, aber als Fachkundiger läuft es mir bei eurer "Elektronik "Fachsprache"" aber kalt den Rücken herunter und ich muss des öfteren schmunzeln ;-)

15.04.2018
User Durahl

Hier ein Beispiel mit meinem 75er und 318 LED's allerdings nicht wie im Artikel beschrieben mit einem Raspberry Pi sondern mit einem Teensyduino - Viel detaillierter geht's nicht mehr.

26.04.2018
User Durahl

Link anhängen wärs halt noch: youtube.com/watch?v=oCoPgSw...

26.04.2018
Rispondi
User Anonymous

Ich bin begeistert! Super gemacht! Ich sehe nur ein Problem. Wenn ich Netflix auf meinen SmartTV schauen wirds ja nicht klappen

23.05.2018
User Anonymous

Coole idee
Arbeite gerade an einer budgetvariante mit möglichst wenig zusatzteilen, ich versuche es mit einer billigeren led leiste von ikea und Versuche das bild mit möglichst wenigen zusatzgeräten hinzukriegen ich probiere mal das bild auf den raspberry zu streamen... Ich meld mich wieder.

11.07.2018
User Manuel55

Sieht sehr cool aus :D Aber geht es nur mir so oder ist die Reaktionszeit der LED's zum TV Bild relativ gross/auffällig?

26.07.2018
User gguyaz

Excellent! Dès que les finances me le permettent, je me lance pour la fabrication de votre ambilight! Bravo!

02.08.2018
User Anonymous

Da ich 50% direkt über den TV schaue, ist dies leider keine Option. Daher habe ich einfach einen stink-normale LED streifen mit Fernbedienung (25.- bis 50.-) gekauft. Wenn ich Fussball schaue schalte ich z.B. auf Grün. Da bewegt sich natürlich nix, fühlt sich aber gleich an wie Ambilight. In 5'!

12.04.2018
User oliverschm6

Wer braucht so was ? Wenn man einen Film im Kino geniesst, flackert hinter der Leinwand auch nicht ständig eine Farbe auf. Wenn das so toll wäre, hätten die anderen Hersteller es schon längst gebracht...aber das ist ja nur ein kleines Nischenprodukt.

18.04.2018
User bobby66k

Die Idee hinter Ambilight ist, dass die Bilder eine intensivere Wirkung haben. Durch die Farbprojektion auf die Wand, sollten die Bilder bzw. das Gesamtbild grösser wirken. Das kam dann, wo nicht jeder einern min. 55" zu Hause stehen hatte. Zudem hat Philips meines Wissens Ambilight und die nutzung im Zusammenhang mit TV schützen lassen, weshalb sonst niemand ausser Philips diese Technik verwendet. Ich glaube wenn Samsung dürfte, würden die das gleich verbauen.

20.04.2018
Rispondi
User EMkaEL

4K möglich?

11.04.2018
User Ph.Thalmann

ja, mit entsprechendem Splitter und Switch.

12.04.2018
User oli

4K via PC ja.
Via Settop-Box/Konsole: nein.
Jedenfalls nicht mit dem oben aufgeführten Splitter. Der kommt gemäss Anleitung bei HDMI nur mit max 1080p/60 klar.
Für UHD brauchst du so einen teuren Splitter von PureLink.

12.04.2018
User schlaubi88

Gibt es einen Splitter welcher die Features 4K, HDR, 60Hz, HDCP 2.2 unterstützt?

17.04.2018
Rispondi