Retroscena

Com'è usare l'iPhone 3G nel 2026?

David Lee
11.4.2026
Traduzione: Rebecca Vassella
Camera: Valentina Sproge-Werndli, Ambra Antonelli
Montaggio: Ambra Antonelli
Immagini: David Lee

Apple compie 50 anni. E io tiro fuori dalla cantina il primo iPhone disponibile in Svizzera. Durante il test, mi rendo conto di quanto si siano evoluti gli smartphone. Ma non tutto è meglio oggi.

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L'iPhone è il prodotto più importante di Apple. Genera il maggior fatturato e ha cambiato il mondo più di ogni altra cosa. Sì, gli smartphone esistevano già prima del 2007, ma l'iPhone ha dato una nuova direzione a questo sviluppo e ne ha accelerato il processo. La RIM, l'azienda produttrice degli smartphone BlackBerry, dopo la presentazione del primo telefono Apple era convinta che Steve Jobs stesse mentendo: all'epoca si riteneva che un dispositivo del genere fosse tecnicamente impossibile. Il CEO di Microsoft Steve Ballmer aveva previsto per l'iPhone una quota di mercato compresa tra il due e il tre percento, mentre un redattore di TechCrunch spiegava al mondo perché il dispositivo sarebbe stato un enorme flop. Questi errori di valutazione dimostrano quanto l'iPhone abbia cambiato la situazione esistente.

L'iPhone 3G è il secondo modello di iPhone – e il primo che Apple ha lanciato in Svizzera. Allo stesso tempo, è il primo su cui è stato installato l'App Store.

Questo articolo fa parte della nostra serie dedicata al 50° anniversario di Apple. Qui trovi l'elenco completo di tutti gli articoli pubblicati:

  • Retroscena

    50 anni di Apple

    di Samuel Buchmann

Cosa non funziona più oggi

Nel suo leggendario discorso di apertura, nel 2007 Steve Jobs annunciò tre dispositivi rivoluzionari: un iPod, un telefono e un «dispositivo di comunicazione via internet». Il colpo di scena: si trattava tre volte dello stesso dispositivo. L'iPhone racchiudeva tutto in sé.

Di quella magia oggi è rimasto ben poco. Non posso più telefonare con questo dispositivo perché la rete 3G è stata disattivata. Riesco ancora a collegarmi al WiFi, ma non riesco più a utilizzare il browser web e altre app internet perché il dispositivo non riconosce i moderni certificati di sicurezza. Anche l'App Store non funziona più.

Senza internet non funziona nemmeno l'app Mappe, che su questo iPhone non è stata sviluppata da Apple.
Senza internet non funziona nemmeno l'app Mappe, che su questo iPhone non è stata sviluppata da Apple.

Non è quindi più possibile utilizzare l'iPhone 3G come nel 2008. Per pura nostalgia, limiterò il mio resoconto a ciò che è ancora possibile fare.

Bella sensazione

Per gli standard odierni, lo schermo è davvero piccolo. In compenso, l'iPhone 3G sta meglio in tasca e in mano rispetto agli enormi smartphone di oggi. Sebbene sia piuttosto spesso, grazie alla forma arrotondata non risulta ingombrante. Mentre è sulla mia scrivania, lo prendo in mano ogni tanto e premo il pulsante di accensione, appena sporgente ma ben percepibile, che si trova sulla parte superiore: è proprio una bella sensazione!

Dal punto di vista ergonomico, trovo che il vecchio iPhone sia il massimo. Non mi capita mai di premere un pulsante per sbaglio. Con gli iPhone più recenti mi capita sempre ancora, anche dopo anni.

L'ergonomia è perfetta.
L'ergonomia è perfetta.

Funzionamento: facile da capire, ma non ottimale

Il tasto Home mi sembra insolito, ma mi ci ritrovo subito: usarlo è un gioco da ragazzi. Senza lettore di impronte digitali o riconoscimento facciale, devo inserire il codice ogni volta. Almeno questo mi impedisce di sbloccare continuamente il telefono.

Sul dispositivo è installato iOS 4. Dal punto di vista estetico, questa versione differisce solo leggermente dalla primissima versione del sistema. Il design segue il principio dello skeuomorfismo: l'app per gli appunti ha l'aspetto di un blocco note di carta. Oggi le icone hanno un aspetto diverso, perché le persone hanno più familiarità con gli appunti elettronici che con quelli analogici. Il problema dell'attuale flat design (a partire da iOS 7), però, è che tutto sembra uguale e non è facile distinguere le diverse app o funzioni. Quindi: pollice in su per il design un po' antiquato!

Schermata iniziale, app Note, app Memo vocali.
Schermata iniziale, app Note, app Memo vocali.

Il sistema di comando è così semplice che lo capisce anche un bambino piccolo. Tuttavia, mancano quelle scorciatoie pratiche a cui oggi siamo abituati. Non posso scorrere dall'alto verso il basso per aprire il Centro di Controllo. Per attivare il Bluetooth, devo quindi aprire l'app Impostazioni e navigare attraverso una serie di menu. Detto questo, l'iPhone risulta molto lento per gli standard attuali. Questo dipende sicuramente anche dall'iOS 4, che in realtà era stato sviluppato per l'iPhone 4. Mi viene in mente un brutto ricordo del passato: gli aggiornamenti di sistema erano un'arma a doppio taglio. Rallentavano i dispositivi più vecchi e non era possibile annullarli, o solo con grande difficoltà.

Il fatto che manchino i comandi gestuali ha anche un vantaggio: a differenza di uno smartphone moderno, non mi capita mai di premere, scorrere o attivare qualcosa involontariamente.

Attivare rapidamente il Bluetooth: invece di usare il Centro di Controllo, devo accedere al menu di sistema.
Attivare rapidamente il Bluetooth: invece di usare il Centro di Controllo, devo accedere al menu di sistema.

Musica: file anziché streaming

L'app per ascoltare musica si chiama «iPod» e fa quello che facevano i vecchi iPod: riprodurre i brani salvati sull'iPhone. Non è in grado di riprodurre contenuti in streaming e non posso nemmeno installare un'app per questo. Posso però ancora copiare musica da un computer all'iPhone. Per fortuna sul Mac non mi serve iTunes per farlo, basta il Finder. Ma è sempre ancora complicato come prima: non posso accedere ai singoli file sul dispositivo né copiare nulla dall'iPhone. Non riesco nemmeno a vedere ciò che ho già trasferito sull'iPhone.

La gestione dei file non avviene più tramite iTunes, ma purtroppo è sempre ancora complicata.
La gestione dei file non avviene più tramite iTunes, ma purtroppo è sempre ancora complicata.

Posso collegare le cuffie sia tramite cavo che tramite Bluetooth. Ma hanno un buon suono solo via cavo. Il dispositivo supporta il Bluetooth 2.0, probabilmente con SBC come unico codec audio.

Foto: 18 anni indietro

Per il 2008 la fotocamera è buona, anche se è la stessa dell'iPhone 1. Se confronto le foto scattate con un cellulare Nokia dello stesso anno, l'iPhone vince a mani basse. Nell'immagine di prova, il Nokia 5220 presenta alcune zone sovraesposte, nonostante la luce fosse soffusa. Inoltre, l'utilizzo del Nokia è molto più complicato: devo navigare in un menu per ingrandire l'immagine o per scattare una foto.

L'iPhone del 2008 (a sinistra) batte facilmente il Nokia del 2008.
L'iPhone del 2008 (a sinistra) batte facilmente il Nokia del 2008.

In condizioni di buona illuminazione, questo vecchio modello se la cava sorprendentemente bene rispetto all'attuale iPhone 17.

La fotocamera dell'iPhone 17 (a destra) è decisamente migliore, ma non sempre si nota.
La fotocamera dell'iPhone 17 (a destra) è decisamente migliore, ma non sempre si nota.

La differenza si nota soprattutto quando l'immagine viene ingrandita: in quel caso si confrontano 2 megapixel contro 24.

Si nota quando si ingrandisce.
Si nota quando si ingrandisce.

Anche nella penombra si nota che l'iPhone 3G ha fatto il suo tempo.

Scatto in condizioni di scarsa illuminazione. A sinistra l'iPhone 3G, a destra l'iPhone 17.
Scatto in condizioni di scarsa illuminazione. A sinistra l'iPhone 3G, a destra l'iPhone 17.

È incredibile quante cose non funzionino

L'iPhone 3G non è in grado di registrare video. Addirittura il Nokia è in grado di farlo, anche se con una qualità pessima. Probabilmente la qualità sarebbe scadente anche sul vecchio iPhone, perché l'immagine in diretta della fotocamera oscilla e tremola al punto da farmi venire quasi la nausea. Lo si noterebbe anche in un video. Qui traspare la filosofia di Steve Jobs: se una funzione non è abbastanza buona, semplicemente non esiste. Punto e basta.

Manca anche una fotocamera frontale per i selfie. Scattare un selfie con la fotocamera posteriore non è affatto facile, perché non c'è né un timer né un pulsante fisico per farlo. Devo premere alla cieca il pulsante di scatto virtuale sul touchscreen.

Anche trasferire le foto dall'iPhone è sorprendentemente difficile. Mi rendo conto che su un vecchio iPhone non posso usare né AirDrop né iCloud. Ma pensavo che la trasmissione via cavo fosse più semplice.

Su Windows, l'iPhone viene visualizzato come un'unità di archiviazione contenente una cartella con le foto. Su Mac funziona diversamente: le foto devono essere importate tramite l'app «Foto». Da me non va, perché l'app continua a chiedermi di sbloccare l'iPhone, anche se è già sbloccato da un po'.

Non riesco a sbloccare l'iPhone perché non è bloccato.
Non riesco a sbloccare l'iPhone perché non è bloccato.

Su Mac riesco a copiare i file solo avviando Windows virtualizzato e accedendo al dispositivo da lì.

Vorrei il dispositivo con una tecnologia aggiornata

Mi piacciono la sensazione al tatto, l'ergonomia e, in parte, anche il fascino della vecchia interfaccia. Ma nonostante tutta questa nostalgia, non vorrei tornarci. Mi mancherebbero troppe cose, dal Centro di Controllo ad AirDrop, fino alla funzione video. Troverei molto interessante una versione commemorativa del primo iPhone dotata di tecnologia moderna. Stesso fattore di forma, stessi tasti, ma con prestazioni moderne. Non è molto realistico, lo so, ma sognare è lecito.

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Il mio interesse per il mondo IT e lo scrivere mi hanno portato molto presto a lavorare nel giornalismo tecnologico (2000). Mi interessa come possiamo usare la tecnologia senza essere usati a nostra volta. Fuori dall'ufficio sono un musicista che combina un talento mediocre con un entusiamso eccessivo. 


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