Recensione Play Suisse: bella idea, realizzazione deludente
Recensione

Recensione Play Suisse: bella idea, realizzazione deludente

Luca Fontana
Zurigo, il 13.11.2020
Traduzione: Nerea Buttacavoli
Anche la SSR ha messo piede nel business dei servizi streaming. Play Suisse, questo il nome dell’app, non ha la pretesa di essere il nuovo Netflix della Svizzera: è più un hub per documentari e film elvetici. Ed è gratis. Lo provo.

È arrivato Play Suisse, il nuovo servizio di streaming della SSR. Giusto in tempo per il lockdown, o meglio dire lo «slowdown». La più grande azienda mediatica della Svizzera non avrebbe potuto desiderare un momento migliore. Fortuna nella sfortuna.

Anche se, e questo lo dice Bakel Walden, membro della direzione della SSR e responsabile di «Play Suisse», senza slowdown si sarebbe tenuto il Festival di Ginevra. Il Geneva International Film Festival sarebbe stato il trampolino di lancio perfetto per il nuovo servizio di streaming. Ma si cerca comunque di trarre il meglio dalla situazione.

Cos’è esattamente Play Suisse? Di sicuro non è la versione svizzera di Netflix. Play Suisse non ha un modello di abbonamento e neanche contenuti esclusivi. I cosiddetti «Originals», come vengono chiamati da Netflix, Prime e Co. Play Suisse punta invece su contenuti il più possibile accessibili: principalmente documentari e film svizzeri. Inoltre – e questo è molto importante per Bakel Walden – vuole superare le barriere linguistiche.

Diamo un’occhiata.

Allora... cosa guardiamo?

Prima ho parlato di un «hub per documentari e film elvetici». Concretamente questo significa... beh... niente di molto concreto. Nemmeno la SSR ha definito in dettaglio quali o quanti film, serie e documentari sono disponibili su Play Suisse.

Un esempio: la serie SSR «Frieden» festeggia la prima visione sull’app. Si trova anche il docu drama «Gotthard» del 2016. Ma i fan della serie cult «Der Bestatter», interrotta nel 2019, cercano invano Mike Müller. A quanto pare sull’app non sono disponibili tutti i contenuti SSR. Chissà se rimarrà così.

Quel che è certo è che Play Suisse non vuole essere una concorrenza per il cinema. Al contrario. Play Suisse non è un progetto solista della SSR, ma è stato creato in stretta collaborazione con cineasti svizzeri. Per questo motivo, i film svizzeri da grande schermo dovrebbero continuare ad essere trasmessi prima al cinema e poi passare attraverso la consueta catena di consumo. Così appaiono prima in Blu-Ray e DVD, poi in televisione e solo alla fine su Play Suisse.

Si tratta di un territorio inesplorato per il panorama cinematografico e televisivo svizzero. Ma Play Suisse offre ai cineasti un grande palcoscenico che il prodotto di nicchia del cinema svizzero non avrebbe altrimenti. Soprattutto non ora, in tempi di pandemia e di cinema deserti. Inoltre, una parte del denaro che la SSR investe nei diritti di streaming è destinata a tornare nel settore. La SSR come promotrice del cinema svizzero? Forse.

Play Suisse vuole anche mostrare le proprie produzioni e coproduzioni realizzate con altri media privati. Film, documentari – molti documentari – ma anche serie televisive. E tutto questo gratuitamente e senza pubblicità. La SSR non è comunque autorizzata a fare pubblicità online.

Finora il piano sembra buono, ma non sopravvive al primo contatto con la realtà. Play Suisse si mette il bastone tra le ruote da sola dopo circa cinque minuti.

La compatibilità e la convenienza sono un’altra cosa

Play Suisse si trova sia su Google Play Store che sull’App Store Apple. Si può effettuare il login sia con un login SRF esistente sia con il proprio account Apple, Facebook, Google o Twitter. Siccome Play Suisse è gratuito, non serve lasciare i dati della carta di credito. Ora ci si chiede: perché creare un account?

L'app è attualmente disponibile solo sui seguenti dispositivi:

  • smartphone iOS o Android
  • televisore con applicazione Apple TV o sistema operativo Android TV
  • Apple TV Box

È in sviluppo un'app Swisscom blue TV. Esattamente come un supporto Google Chromecast. Ciononostante: si tratta di possibilità molto limitate per utilizzare Play Suisse sul maggior numero possibile di dispositivi. Perlomeno si può accedere a Play Suisse anche tramite browser.

Ma chi è che usa il browser sul TV?

Il pairing con l'Android 9 Pie basato su Philips OLED805 ha funzionato in questo modo:

  1. Scarica l'app dal Google Play Store su smartphone e TV
  2. Apri l'app su smartphone e TV
  3. Sullo smartphone, clicca su «Connettere il televisore» alla voce «Profilo»
  4. Quindi inserisci il codice a 4 cifre nell'app TV

Finito.

Il pairing è semplice. L’app stessa no. L’usabilità è ancora più scadente di quella di Amazon Prime Video. Play Suisse è particolarmente tediosa e complicata.

Poco chiara, lenta e piena di bug

Dopo il login, la prima impressione non è poi così male. Il design è tipicamente SSR. Domina chiaramente il rosso. Le scritte sono grandi e ben leggibili. Fin qui tutto bene. Sullo smartphone l'app ha quattro schede:

  1. Scopri
  2. Cerca
  3. La mia lista
  4. Profilo

La scheda «Scopri» propone cinque documentari, film o serie che potrebbero piacerti. È possibile che un algoritmo simile a quello di Netflix analizzi le tue abitudini di visione e fornisca in futuro suggerimenti sempre più adeguati. Ma nessuno alla SSR lo ha confermato in modo così diretto. E anche se così fosse, nessuno guarderà Play Suisse abbastanza a lungo perché l'algoritmo abbia senso.

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Sotto la scheda «Cerca» diventa più confusionario. Innanzitutto ci sono barre di classificazione dei contenuti come «Novità Play Suisse» o «Continua a guardare». Oppure «Serie consigliate», in cui una redazione Play Suisse cura un best of di chissacché secondo chissà quale criterio.

Trovo migliori le barre «La Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale» e «Natura pura». Lì compaiono tutte le serie, i film e i documentari sul relativo argomento. C'è una certa logica in tutto questo. Bene!

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Ok. Fin qui me la cavo. Questa struttura a barre è stata stabilita al più tardi con Netflix. Dopodiché, diventa inutilmente complicato. Oltre alle barre posso navigare ulteriormente per categorie e sottocategorie. Ciò avviene in un sottomenu che viene visualizzato nella parte inferiore dello schermo tramite le schede stesse, così che non posso più vedere alcune barre. Il sottomenu scompare solo quando scrollo in basso. Decisamente poco pratico.

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In ogni caso, le categorie sono:

  • Fiction
  • Documentari
  • Per famiglie
  • Festival

Prima di ottenere suggerimenti adeguati, è comunque necessario selezionare la sottocategoria all'interno della categoria. Stranamente, le quattro sottocategorie sono le stesse per tutte le categorie:

  • Avventura
  • Azione
  • Montagne
  • Formazione

Azione per famiglie? Avventura in Festival? La selezione delle categorie e sottocategorie sembra tanto confusa quanto casuale. «Montagne» per esempio. Perché non «Città», «Paese» o «Fiume»? Oppure «Fattoria»? Dov’è finito il senso logico? Il filo conduttore? Ma soprattutto, quando poi clicco sulle diverse sottocategorie risultano esattamente gli stessi contenuti, indipendentemente dalla categoria selezionata inizialmente. «Azione» sotto «Per famiglie», per esempio, mi conduce al thriller d'azione «Helvetica» – nella cui descrizione c’è scritto chiaramente «Il programma è inquietante e non adatto ai bambini» – proprio come «Azione» sotto «Festival».

Grazie di nulla, funzione di classificazione.

Avrei preferito avere solo tre grandi categorie: film, serie, documentari. E le sottocategorie commedia, dramma, per famiglie, azione e thriller. L’ho scritto così su due piedi senza pensarci troppo, ma sembra comunque pensata meglio della classificazione proposta da loro. SSR, sentitevi liberi di adottare la mia idea.

Le altre due schede si spiegano in fretta. Ne «La mia lista» trovi le serie che hai marcato per una visione successiva. Nella scheda «Profilo» puoi accedere alle impostazioni del tuo conto e alle opzioni di pairing.

Passiamo all’usabilità.

Questa c*zzo di usabilità!

Fin qui qualcuno potrebbe anche rinfacciarmi di essere troppo cavilloso. E potrebbe anche avere ragione. Ma quando parliamo di usabilità non c’è davvero più niente da ridere.

Innanzitutto: l’app è incredibilmente lenta. Ogni volta che cambio la scheda, ci vogliono dai cinque ai dieci secondi per riaprire la pagina. Scorrere su e giù? Funziona. Con mezzo secondo di ritardo. È poco, ma sembra un’eternità.

Inoltre l’app ha dei bug. Ad esempio, se voglio aggiungere un contenuto a «La mia lista»: clicco sul più, ma nella barra «La mia lista» non appare nulla. E se esagero con gli smanettamenti, a un certo punto l'app si stanca e ha un crash. Del tipo «Lasciami in pace e riprova più tardi».

Non è diverso con gli Smart TV. Play Suisse si trascina da una scheda all’altra con tanta fatica quanto sul mio smartphone. Non riuscivo nemmeno a mandare avanti e indietro per come si deve. Con il mio telecomando Philips riuscivo solo a fare salti di dieci minuti. Ogni volta interrotto da una pausa di almeno 10 secondi dell'app. Fa accapponare la pelle.

Sì, ci vuole davvero così tanto tempo per aprire l'applicazione ogni volta.

Creare profili? Cioè se voglio guardare altre serie e film sull'app rispetto a coinquilini, figli, amici e fidanzate o coniugi? Scordatelo. Non siamo ancora arrivati a questo punto con Play Suisse. Non pensare nemmeno a un Group Watch – qui, però, bisogna dire che altri servizi di streaming come Netflix, Disney+ o anche Amazon Prime Video lo hanno aggiunto solo di recente.

L’intera app sembra incompleta. Non perché ci sono ancora difficoltà iniziali, ma proprio fondamentalmente incompleta. Come se fosse stata fissata una data e i responsabili della SSR avessero semplicemente lanciato quello che c'era in quel momento.

Alza pure un po’ il volume. Sentirai i tasti del mio telecomando e la mancata reazione dell’app.

Nel film «Das Boot ist voll», per esempio, volevo impostare i sottotitoli in italiano. In realtà posso selezionare «italiano» come lingua dei sottotitoli nel sottomenu del film, ma poi non appare nulla. Che strano, penso, e tento la mia fortuna con i sottotitoli in francese. I sottotitoli ci sono – daje! – ma sono in tedesco.

Capisci cosa intendo con «incompleta»?

Il mio verdetto

Play Suisse presenta e cura film, serie e documentari svizzeri. Grazie alla stretta collaborazione con registi e artisti, molte produzioni svizzere dispongono di un palcoscenico e di risorse finanziarie ancora maggiori, che confluiscono nell'industria cinematografica svizzera attraverso la concessione di licenze. Play Suisse come promotore. Ci sta, bella idea.

Finora l'idea fallisce miseramente nella sua realizzazione.
Finora l'idea fallisce miseramente nella sua realizzazione.

Molto meno bella è la realizzazione dell'app. È così incasinata che non posso nemmeno parlare di difficoltà iniziali. Finché l'app non sarà effettivamente qualcosa di simile a «utilizzabile», potrebbero volerci settimane, se non mesi. Peccato. Per molti spettatori conta la prima impressione. Chi si è già stufato di Play Suisse metterà da parte l'app e si dimenticherà presto della sua esistenza.

Quindi c'è bisogno di un miglioramento immediato. Oppure la SSR lascia le cose per come stanno, se Play Suisse è il meglio che può fare.

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Luca Fontana
Luca Fontana
Editor, Zurigo
Avventure nella natura e sport che mi spingono al limite descrivono la mia zona confortevole. Per compensare mi godo anche momenti tranquilli leggendo un libro su intrighi pericolosi e oscuri assassinii di re. Sono entusiasta delle colonne sonore dei film e ciò si sposa con la mia passione per il cinema. Una cosa che voglio dire da sempre: «Io sono Groot».

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