L'OLED 806 di Philips diventa un TV da gaming!
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L'OLED 806 di Philips diventa un TV da gaming!

Luca Fontana
Zurigo, il 07.02.2022
Traduzione: Leandra Amato

Finalmente ecco un televisore adatto ai videogiochi: il TV OLED di Philips. Sono stati eliminati i vecchi punti deboli e sono stati aggiunti Ambilight su 4 lati e Google TV. Questo test mi ha davvero fatto gioire.

A volte Philips è un mistero per me. Ad esempio la sua strategia di lancio di televisori. La maggior parte dei produttori rilascia i nuovi prodotti nella categoria TV in primavera. Philips no. Si prende il suo tempo, ricevendo, poi, la massima attenzione. Mistero risolto.

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Il Philips OLED 806 è giunto a me ed è pronto per essere messo alla prova. Valeva la pena aspettare? Eccome. Il produttore olandese di televisori non solo ha eliminato i vecchi punti deboli, ma ha finalmente messo gli occhi su un nuovo gruppo target:

i videogiocatori.

Un nuovo TV gaming all'orizzonte

Trasparenza totale: il televisore da 65 pollici mi è stato fornito da Philips, proprio come l'anno scorso. Allora avevo criticato l'OLED 805, il suo predecessore, soprattutto per la sua inadeguatezza come TV da gioco. Infatti, non disponeva di HDMI 2.1.

\"Il TV non è fatto per giocare.\"
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    Recensione del Philips OLED805: fantastico, ma troppo Black Crush

Per approfittare al massimo delle prestazioni delle console next-gen, hai bisogno di molta larghezza di banda tra il TV e la console. Solo in questo modo le grandi quantità di dati che il gioco provoca possono essere trasferite abbastanza velocemente. Poiché il televisore Philips con l'obsoleta interfaccia HDMI 2.0 mancava proprio di questa larghezza di banda, c'era un elevato input lag.

Gamer, ascoltate: i tempi sono cambiati, Philips ha studiato e l'OLED 806 offre due ingressi HDMI con una larghezza di banda completa di 48 Gbit/s. Ho solo spento il fastidioso sensore che regola la luminosità dell'immagine in base alla luce ambientale nel soggiorno nelle impostazioni dell'immagine perché non funziona in modo affidabile nemmeno nell'ultimo modello.

Quindi il TV ora è buono per il gaming? Assolutamente sì. Lo raccomando. Offre anche i tempi di risposta veloci tipici dei pixel OLED, VRR e FreeSync Premium. A tal fine, Philips – proprio come LG, Samsung e Panasonic – ha stretto una partnership con molti importanti studi di giochi. Il risultato: HGiG – HDR Gaming Interest Group. Secondo il produttore, questo dovrebbe garantire che l'HDR venga visualizzato come voluto dagli sviluppatori del gioco.

Gioco: «Spider-Man: Miles Morales», PS5, 4K60Hz e ray tracing.

Con l'input lag tester di Leo Bodnar misuro un ritardo d'ingresso medio di 15 millisecondi in modalità gioco, senza riconoscere perdite troppo gravi nella qualità dell'immagine.

Per esempio, giocando a «Spider-Man: Miles Morales». Sono soddisfatto: i colori sono brillanti, il nero è davvero nero, i bordi sono nitidi e l'immagine non si sfoca troppo quando la fotocamera si muove velocemente. Osserva la silhouette scura su Miles contro la luce, le texture dettagliate di New York coperta di neve o i dettagli chiaramente visibili nelle nuvole anche ai massimi livelli di luminosità. È così che deve essere una buona modalità di gioco.

Anche le connessioni non scherzano:

  • 2x HDMI 2.1, una con eARC (4K120Hz)
  • 2x connessioni HDMI 2.0b con ARC (4K60Hz)
  • Tutti gli ingressi supportano HLG, HDR10, HDR10+, Dolby Vision e Dolby Atmos
  • 1 uscita per Toslink
  • 3 porte USB 2.0
  • 1 porta LAN
  • WLAN 802.11ac, 2×2 dual band
  • Modalità «Auto Low Latency» per gamer (ALLM)

E l'immagine?

Vecchie debolezze sradicate: niente più black crush

L'OLED 805 di Philips aveva ancora una debolezza l'anno scorso: troppo black crush. Si tratta del fenomeno quando i dettagli nelle aree scure dell'immagine vengono inghiottiti dal nero perfetto dell'OLED. In modalità immagine standard, l'805 ha fallito completamente. Quando sono passato alla modalità immagine IA, dove il processore TV pensa da solo fotogramma per fotogramma in base ai metadati forniti nel segnale dell'immagine, le aree scure sembravano un po' meno cupe – ma ancora non perfette.

Un esempio da «Jurassic World: Il regno distrutto».

Philips OLED 805
Philips OLED 805
UHD Blu-ray, «Jurassic World: Il regno distrutto». Timestamp: 00:21:18. Qualità: UHD, Dolby Vision.

Philips non solo ha migliorato la modalità IA nel modello 806, ma ha abolito del tutto la modalità standard. Va bene così! Non importa quale sia la qualità del contenuto che si guarda: l'IA calcola ora sempre in background senza doverlo specificare prima nelle impostazioni.

A prima vista, questo ha un effetto sul black crush chiaramente ridotto. Stessa scena di cui sopra:

Philips OLED 806
Philips OLED 806
UHD Blu-ray, «Jurassic World

Attenzione alla pista di atterraggio in primo piano. O ai dettagli della fusoliera inferiore dell'aereo. È come la notte e il giorno: «Jurassic World: Il regno distrutto» non è solo un esempio del black crush notevolmente ridotto, ma la regola. Ben fatto, Philips!

Anche la riproduzione dei colori è molto buona. Questo è mostrato anche dalle misurazioni dello schermo di Display Specifications: il 99% di DCI P3 è coperto, lo spazio colore più usato dai coloristi di Hollywood nei contenuti HDR. Questo colloca l'806 di Philip alla pari con l'OLED G1 di LG (99 percento) e leggermente sopra l'A90J di Sony (97 percento) e il QN95A di Samsung (95 percento).

Si vede anche nella pratica. Che si tratti dell'ultima festa animata della Disney «Encanto» o del blockbuster della Marvel «Guardiani della Galassia». Quest'ultimo in particolare è un buon modo per testare la riproduzione dei colori del televisore. Dall'oro mozzafiato e splendente del mondo dei Sovereign al fantastico caleidoscopio di colori del pianeta vivente Ego: la banda formata da umani, alieni, procioni e alberi è colorata almeno quanto il film. Guarda:

Philips OLED 806
Philips OLED 806
Disney+, «Guardiani della Galassia, Vol. 2». Timestamp: 01:14:08. Qualità: UHD, Dolby Vision.

Ogni filo d'erba che ricopre la pittoresca superficie del pianeta rosso è incredibilmente nitido; il sole sullo sfondo, in bilico tra il cielo blu turchese e il crepuscolo giallo-arancione, è stupendo. Inoltre, rimane splendidamente riconoscibile come una sfera. Questo testimonia anche buone gradazioni di luminosità.

Un altro potente processore

Veniamo al processore, il cervello del televisore. Il suo compito principale è quello di ricevere, elaborare e visualizzare i segnali delle immagini. Elaborare significa rilevare la cattiva qualità dell'immagine e migliorarla. Philips lo chiama «P5 Perfect Picture Engine» con IA. Dietro il gergo di marketing, si suppone che il processore rimuova il rumore, migliori i colori, smussi i bordi, renda i movimenti più fluidi e aggiunga qualsiasi informazione mancante sui pixel.

Tempo di risposta dei pixel

Inizierò con un originale Apple: «For All Mankind». Voglio vedere quanto tempo impiega un singolo pixel a cambiare colore. Se questo non avviene abbastanza velocemente, ti sembrerà che l'immagine sia striata – fenomeno chiamato «ghosting». Lo confronto direttamente con il C82 di TCL, un mini TV LED. Quando la telecamera si sposta sulla superficie della luna, fai attenzione al testo sovrapposto. Questo è quello che si vede su TCL, le strisce di cui sto parlando:

Fonte: Apple TV+, «For All Mankind», stagione 1, episodio 5. Timestamp: 00:00:10. Qualità: UHD, Dolby Vision.

Il risultato non mi sorprende. I televisori OLED hanno ottimi tempi di risposta grazie alla tecnologia e quindi disegnano meno striature. Ecco perché sono anche considerati ottimi monitor da gaming. I televisori LCD sono in svantaggio da questo punto di vista.

Motion processing e judder

Questa volta voglio rendere le cose difficili al processore. In particolare: judder. Tutti i televisori ce l'hanno. È un fenomeno che accade quando il segnale video e il pannello del TV non hanno la stessa frequenza di fotogrammi. Con i film del cinema, per esempio: il Panasonic 806 può visualizzare fino a 120 fotogrammi al secondo. Ma i film sono girati a 24 fotogrammi al secondo. I processori sincronizzano questo squilibrio con i calcoli interframe. Se il processore è troppo aggressivo, l'immagine appare esageratamente fluida come in una soap opera in stile «Good Times, Bad Times». Ma se invece è troppo debole, l'immagine comincia a balbettare. Soprattutto con lunghe panoramiche della telecamera. Il film sembra «agitato» – in inglese: jittery. Ecco da dove arriva il termine «judder».

«1917» di Sam Mendes è pieno di questi movimenti di cinepresa costanti e lenti e quindi perfetto per testare il judder. Nel seguente video, in cui confronto il Philips OLED 806 con il JZC 2004 di Panasonic, il G1 di LG e il QN95A di Samsung a turno, fai attenzione alla rotazione della telecamera e alle barre verticali nella stalla:

Fonte: UHD Blu-ray, «1917». Timestamp: 00:42:25. Qualità: UHD, Dolby Vision.

Quello che il processore Philips fa con la rappresentazione del movimento è spettacolare: tutto sembra estremamente fluido. Non vedo quasi mai judder. Per i puristi, tuttavia, questo potrebbe già sembrare troppo fluido, troppo economico. Un film deve sobbalzare. Uno stile vecchio... o soltanto vecchio stile? Con Panasonic e Samsung, invece, l'immagine balbetta troppo. Inoltre, c'è un ghosting molto brutto nelle barre verticali. Secondo me, il G1 di LG si comporta meglio: il judder è visibile se si presta attenzione, ma mai invadente.

Questo si vede splendidamente in un'altra scena di «1917». Ancora una volta, il lavoro di Mendes con la cinepresa fornisce una sfida immensa per la maggior parte dei processori. Soprattutto dove ci sono bordi duri contro uno sfondo sfocato, per esempio intorno agli elmi dei due soldati. Qui, sia il processore che il pixel devono reagire in modo incredibilmente veloce. Per fare un confronto, questa volta includo anche i filmati dell'A90J di Sony:

Fonte: UHD Blu-ray, «1917». Timestamp: 00:35:36. Qualità: UHD, Dolby Vision.

Il processore di Sony mostra la sua forza in questa scena. L'immagine scorre, ma non sembra mai innaturale. A questo si aggiunge la temperatura del colore perfettamente regolata: dura, fredda e cupa come il paesaggio – ma mai innaturale. Personalmente, mi piacciono di più le temperature calde preimpostate del G1 di LG, ma Sony probabilmente si avvicina di più a quello che i coloristi di Hollywood hanno mescolato sui loro schermi calibrati. Philips cade un po' al di sotto rispetto agli altri.

Upscaling

Ultimo test. Questa volta voglio vedere come il processore del televisore riesca a scalare fonti di qualità inferiore. come Blu-ray o trasmissioni in diretta. Oppure «The Walking Dead»: la serie è stata volutamente girata su pellicola da 16 mm, per creare la sensazione di un mondo post-apocalittico grazie alla granularità antiquata e al rumore dell'immagine.

Philips OLED 806
Philips OLED 806
Netflix, «The Walking Dead», stagione 7, episodio 1. Timestamp: 00:02:30. Qualità: UHD, Dolby Vision.

Tutto chiaro: il processore Philips P5 domina l'upscaling. Infatti, nel video si vede una fonte HD con qualità SDR, i cui circa 2 milioni di pixel sono gonfiati fino a 8,3 milioni di pixel. In parole povere, viene calcolato il 75% dell'immagine.

Ora il confronto con LG:

LG OLED G1
LG OLED G1
Netflix, «The Walking Dead», stagione 7, episodio 1. Timestamp: 00:02:30. Qualità: UHD, Dolby Vision.

La mia ottima prima impressione è confermata: posso vedere le differenze di nitidezza, rumore e levigatura dei bordi solo con una lente d'ingrandimento. Solo la temperatura del colore significativamente più calda di LG si nota immediatamente. Tuttavia, questo non ha nulla a che fare con le prestazioni del processore in sé, ma con le calibrazioni impostate di fabbrica.

A proposito: Samsung dimostra che l'upscaling può essere fatto in modo diverso. Beh. I creatori di «The Walking Dead» sarebbero entusiasti dell'immagine. Sembra ci sia una bufera di neve.

Samsung QN95A
Samsung QN95A
Netflix, «The Walking Dead», stagione 7, episodio 1. Timestamp: 00:02:30. Qualità: UHD, Dolby Vision.

C'è anche un altro problema. La scena si svolge di notte nella foresta. Lo sfondo dovrebbe essere molto più scuro. Il processore di Samsung apparentemente non si rende conto che non ha bisogno di schiarire le profondità in questo modo per rivelare le informazioni dell'immagine a malapena presenti, interpretandole come rumore.

Dopo tutti questi test puoi vedere che un buon processore TV è l'alfa e l'omega di un buon televisore.

Per concludere: che fine hanno fatto Google TV, Ambilight e il suono?

Da qualche settimana, il Philips OLED 806 è stato aggiornato con un nuovo sistema operativo: Google TV. E per fortuna! Non sono mai stato un fan del predecessore lento e mal programmato. Anche sui televisori di fascia alta con processori potenti, i controlli erano difficili da gestire. Inoltre, c'erano app che si caricavano lentamente, bug e crash costanti. Un orrore.

Google TV

Sembra che Android TV stia lentamente ma inesorabilmente morendo. La nuova interfaccia di Google TV è molto più ordinata, mostra suggerimenti cross-app e può essere utilizzata senza un ritardo notevole. Le app si caricano rapidamente, non ho praticamente mai sperimentato crash e Google Chromecast è ovviamente parte del pacchetto. Puoi trasmettere quasi tutti i contenuti, i media e le app dal tuo smartphone al televisore. Per esempio, le foto delle tue ultime vacanze.

Ambilight su 4 lati

Anche Ambilight ha ricevuto un aggiornamento. Una tecnologia dei TV Philips. In pratica, dei LED posti sul pannello illuminano la parete dietro al televisore in modo che i colori corrispondano all'immagine visualizzata. Il Philips OLED 806 non ha più questi LED solo sui lati e sul bordo superiore, ma anche sul bordo inferiore: Ambilight su 4 lati.

Quindi, il colorato film d'animazione «Encanto» ha questo effetto:

Fonte: Disney+, «Encanto». Qualità: UHD, Dolby Vision.

Se non ti piace lo sfarfallio dietro al TV, puoi spegnerlo completamente. Infine, Ambilight è il grande tratto distintivo di un Philips OLED, che può anche essere integrato in un sistema Philips Hue esistente. Ed è ottimo anche al di fuori dei film e delle serie. Ad esempio, quando ho ospiti a casa, mi piace riprodurre un po' di musica di sottofondo sul TV. Grazie ad Ambilight, rimangono tutti impressionati dai rilassanti giochi di colore. Sicuramente è meglio di un rettangolo nero, no?

Suono – abbastanza buono

Per quanto riguarda il suono: non è affatto male. Non necessariamente a causa dei due altoparlanti da 10 watt, ma per via del subwoofer supplementare da 30 watt integrato nel pannello. Ha un bel rimbombo e riempie bene la stanza. In questo modo, i suoni sono molto meno stagnanti o vuoti di quanto temessi inizialmente. Inoltre, il televisore supporta i formati audio da cinema come Dolby Atmos e DTS-HD. Tuttavia, il televisore non sostituisce mai un vero e proprio sistema home cinema – nessun televisore lo fa, tranne forse gli OLED Sony con la tecnologia Acoustic Surface.

Conclusione: il miglior televisore Philips di sempre

I TV OLED di Philips sono buoni e sono tra i migliori TV sul mercato in termini di qualità dell'immagine. Ma questa non è una novità. I due punti seguenti sono davvero nuovi:

  1. Philips ha eliminato le vecchie debolezze, in particolare il black crush.
  2. I televisori OLED di Philips sono ora anche ottimi televisori da gaming.

Può sembrare arrogante, ma è come se gli olandesi avessero letto la mia recensione dell'anno scorso e avessero detto: «Quest'anno faremo un TV che soddisferà completamente anche Luca». L'immagine è nitida e i colori sono brillanti ma mai innaturali. Inoltre, il processore potente è in grado di migliorare un'immagine scadente. In altre parole, un sogno.

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La mia zona di comfort consiste in avventure nella natura e sport che mi spingono al limite. Per compensare mi godo anche momenti tranquilli leggendo un libro su intrighi pericolosi e oscuri assassinii di re. Sono un appassionato di colonne sonore dei film e ciò si sposa perfettamente con la mia passione per il cinema. Una cosa che voglio dire da sempre: «Io sono Groot». 


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