Hasselblad 500 C/M: la fotografia a specchio diventerà più facile?

Carolin Teufelberger
Zurigo, il 23.06.2021
Traduzione: Leandra Amato

Ho sempre amato la fotografia analogica. Per molto tempo non ho capito nulla dei valori ISO e dei tempi di posa, ma molto sulla gioia nella scoprire le stampe misteriose. Con la Hasselblad 500 C/M ho premuto per la prima volta più che il pulsante di scatto.

La prima macchina fotografica di famiglia che ricordo era nera. Non conoscevo né il modello né il produttore. Principalmente era papà che scattava le foto, ma di tanto in tanto mi è stato permesso di premere il pulsante di scatto. Il soggetto doveva essere scelto con cura perché lo spazio sulla pellicola era limitato. Niente scatti stupidi e fotografie nel blu. Le foto avevano un carattere prezioso. Questa sensazione si ripresenta con la vecchia Hasselblad 500 C/M che possiedo da poco. Dal 1970 al 1992, questa fotocamera di medio formato veniva prodotta in Svezia. È rimasta inutilizzata per anni a casa del padre di un mio amico perché qualcosa era bloccato. Senza ulteriori indugi, l'ha lasciata a noi.

Due volte in vacanza

Prima di questa, l'ultima volta che ho scattato in analogico è stata nella mia adolescenza. Quando c'erano le «fotocamere digitali» molto tempo fa e si poteva semplicemente scattare, io e i miei amici portavamo sempre con noi in vacanza fotocamere usa e getta. Erano facili da trasportare e relativamente economiche. Ogni tanto si scattava, soprattutto con l'alcol in circolo, finché l'aggeggio era pieno. Dopo le vacanze sono andata direttamente da melectronics per far sviluppare la pellicola con M-Budget. Qualche giorno o settimana dopo le foto stampate ci hanno fatto rivivere le vacanze una seconda volta e in parte con prospettive completamente nuove.

Nella foto dietro, naturalmente, c'è l'immancabile dito sopra l'obiettivo.
Nella foto dietro, naturalmente, c'è l'immancabile dito sopra l'obiettivo.

Non avevo idea delle impostazioni dell'immagine a quel tempo. È stato solo quando sono andata all'università che mi sono state insegnate le basi. Poi ho comprato una Fujifilm X-T20, una fotocamera mirrorless, e sono stata in grado di usarla almeno rudimentalmente. Questo è cambiato solo grazie al nostro fotografo Thomas Kunz. Spesso lo tormentavo con domande o guardavo da sopra le spalle affascinata. Grazie alla sua pazienza e alla sua voglia di insegnarmi, so abbastanza su diaframma, ISO, velocità dell'otturatore, messa a fuoco manuale e ritaglio, che posso ottenere immagini ragionevolmente accettabili. Per tutto il resto, c'è Photoshop, e mi ha mostrato anche quello.

Qui ci sono alcuni pulsanti in più

Così, dopo anni, ho di nuovo in mano una macchina fotografica analogica. Una mano non è sufficiente per il peso della fotocamera di medio formato. Da una macchina fotografica economica usa e getta direttamente a una Hasselblad. Sono felice di fare foto con il rullino. E per la prima volta con qualche conoscenza fotografica in testa. Tuttavia, per ora non capisco nulla della fotocamera. Il mio collega e appassionato fotografo analogico Ramon Schneider possiede lo stesso modello e può aiutarmi.

Solo con la cinghia posso tenere la fotocamera con una mano.
Solo con la cinghia posso tenere la fotocamera con una mano.

Mi spiega la funzione dell'esposimetro e come impostare correttamente il diaframma. Il valore ISO è già impostato dal rullino inserito. Da me il valore è 400. Mi mostra anche come caricare correttamente il rullino, dopo aver fallito miseramente da sola. Ora so anche che la fotocamera non può essere attivata finché il cosiddetto «scivolo del caricatore» è ancora tra il case e il caricatore. La piastra metallica impedisce che il rullino sia esposto quando il caricatore viene rimosso, per esempio quando si cambia il rullino.

Una vera sfida

Sono pronta a fare la prima foto. Apro il mirino biottico pieghevole e scelgo il mio soggetto. Ed eccomi di nuovo qui, sopraffatta. È tutto a specchio, e il mio cervello non è attrezzato per questo. Il fatto che l'immagine sia quadrata e non rettangolare rende tutto ancora più confuso. Mi ci vogliono parecchi minuti finché l’inquadratura mi convince. Anche per le prossime foto i miei soggetti devono essere pazienti. Imposto il diaframma in base all'esposimetro, giro la messa a fuoco finché ciò che dovrebbe essere nitido è nitido, faccio oscillare la macchina fotografica avanti e indietro e cammino come un granchio qualche passo da una parte e poi dall'altra finché tutto è finalmente a fuoco. Di questo passo non credo che diventerò una paparazza.

Ma è proprio questo che mi piace delle riprese con la Hasselblad: ho bisogno di tempo, ho bisogno di pensare all'immagine. Non premo inconsciamente un pulsante e poi cancello le foto ad un certo punto sul PC o meno. La fotografia diventa un impegno con l'ambiente, il che mi fa prestare molta più attenzione ai dettagli. Con la Hasselblad nelle mie mani, il mondo non mi passa davanti.

Fasi di sviluppo

Dopo due o tre passeggiate di questo tipo per Zurigo con l'ingombrante macchina fotografica, il rullino è pieno e vado da ars-imago per farlo sviluppare. Compro anche due nuovi rullini in bianco e nero e ne faccio inserire subito uno. Infatti, nel frattempo ho dimenticato le spiegazioni di Ramon. Anche il signore del negozio di fotografia analogica ha i suoi problemi con il vecchio caricatore; a quanto pare non è così facile. Potrò ritirare le stampe ordinate tra poco più di due settimane. Sono felice come una Pasqua.

È stato possibile sviluppare esattamente otto immagini. E anche queste, negli angoli sono in parte bianche come la neve. Il rullino era probabilmente già un po' esposto quando è stato caricato. Probabilmente non avrei dovuto dilettarmi da sola; meglio se aspettavo Ramon. Ma forse il case non è più completamente a tenuta di luce dopo tutti questi anni. Il nuovo rullino è stato caricato da un professionista, quindi la causa del problema sarà evidente con le prossime stampe. Ma tutto sommato può solo migliorare, anche con la fotografia a specchio – spero. Eppure, sono orgogliosa delle mie prime foto analogiche, dove ho fatto più che premere un pulsante.

Se hai familiarità con la Hasselblad 500 C/M, o con la fotografia analogica in generale, apprezzerei qualsiasi consiglio che possa aiutarmi a migliorare un po'.

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Ampliare i miei orizzonti: si riassume così la mia vita. Sono curiosa di conoscere e imparare cose nuove. Le nuove esperienze si nascondono ovunque: nei viaggi, nei libri, in cucina, nei film o nel fai da te.


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