
Recensione
Che bel trambusto: «Pioneers of Pagonia» segue le orme di «The Settlers»
di Kim Muntinga

«Craftlings» combina la logica dei rompicapo con le costruzioni e la gestione delle risorse in livelli rigidamente strutturati. Invece di comandare direttamente i personaggi, devi creare dei percorsi e dei processi, mentre i piccoli protagonisti operano in modo autonomo. Quello che all'inizio può sembrare un moderno «Lemmings» in realtà è un gioco di sistema basato su infrastrutture e catene di produzione.
I primi minuti trascorsi con «Craftlings», inaspettatamente, mi hanno fatto tornare bambino. E mi è subito tornato in mente «Lemmings»: quelle simpatiche creaturine stanche della vita che avanzavano senza meta finché non li salvavi o morivi con loro. Ma «Craftlings» è molto più che semplice nostalgia. È un «Lemmings» che è maturato e improvvisamente ti costruisce un'intera economia.
Me ne sto seduto a osservare i miei piccoli operai e cerco dapprima invano, di guidarli verso qualche attività produttiva. Il momento decisivo arriva quando provo a spostare risorse su più livelli. In basso ho dei Craftling che tagliano la legna, mentre più in alto estraggono la pietra. Ma all'inizio è tutto separato.

Solo quando costruisco un montacarichi per trasportare i materiali al livello superiore, il tutto inizia lentamente a ingranare. E quando finalmente installo una mongolfiera da carico che trasporta le materie prime anche verso il basso, mi sento come se avessi creato una mini-industria funzionante.
All'improvviso tutto funziona come per magia: il legno viene trasportato in alto e lavorato, sorgono nuovi edifici e i miei Craftling non si muovono più in modo caotico, ma come perfetti ingranaggi di una macchina ben oliata.
Seduto davanti allo schermo, sorrido: è fantastico quando un piano complesso finalmente funziona.
In sostanza, «Craftlings» è un gioco di strategia ibrido che combina la logica dei rompicapo con le costruzioni e la gestione delle risorse. Invece di governare una grande città, controlli una moltitudine di piccoli esseri capricciosi in livelli ben delimitati e chiaramente strutturati. Il gioco richiede meno riflessi rapidi e più capacità di pianificazione: devi progettare dei percorsi, distribuire il lavoro e creare le condizioni perché il sistema possa funzionare.
I Craftling non sono personaggi con una propria personalità, ma piuttosto elementi mobili in un quadro più ampio, che devi plasmare passo dopo passo. Seguono delle regole semplici e si muovono in modo autonomo.
Questo gioco di strategia è nato principalmente come progetto individuale dell'etichetta Ariano Games. Oggi lo sviluppatore vive in Germania e cura personalmente l'ideazione, la programmazione e il design del gioco, ma si avvale occasionalmente di collaboratori esterni, ad esempio per alcuni lavori grafici.

In termini di contenuti, «Craftlings» è molto più esteso di quanto la sua idea di base ridotta lasci pensare inizialmente. Il gioco comprende dodici livelli indipendenti in tre diversi biomi, ognuno dei quali ha una propria logica spaziale e presenta sfide mirate. A queste si aggiungono più di 25 edifici standard e varie strutture dedicate ad attività specifiche, che consentono di ampliare le capacità di trasporto, produzione e difesa. Secondo lo sviluppatore, chi gioca con il dovuto impegno potrà aspirare ad oltre 20 ore di divertimento.
«Craftlings» sembra un mix tra un gioco di costruzioni e logistica di produzione in movimento. Non hai modo di controllare come vuoi i personaggi con il mouse, ma puoi invertire la direzione in cui si muovono e quindi influire sul gioco molto più di quanto potrebbe sembrare a prima vista. In ogni caso, il principio di base è sempre lo stesso: devi modificare soprattutto l'ambiente in cui si muovono, non ogni passo che compiono.
In concreto, questo significa che se vuoi che i tuoi Craftling taglino della legna, devo prima creare un percorso accessibile verso il gruppetto di alberi. Una volta che hanno raccolto la legna, la trasportano finché non trovano un posto adatto dove lasciarla. Anche se non hai ancora trovato un posto definitivo dove metterla. Questo rende il processo più flessibile, ma anche incerto: puoi tenere le risorse in movimento, ma prima o poi dovrai trovare un percorso sensato per la loro ulteriore elaborazione.

Il gioco si basa proprio su queste reazioni a catena visibili. Allestisco delle postazioni di lavoro, le collego con dei sentieri, delle scale o degli ascensori e poi guardo come si comportano i Craftling. Il tutto richiede un bel po' di tentativi: almeno per me, i processi non funzionano sempre al primo colpo. Ogni tanto mi accorgo che un percorso è mal progettato, che si crea un collo di bottiglia o che i materiali vengono trasportati in modo circolare. Quindi devo modificare gradualmente le catene di produzione, fino a quando non funzionano davvero.
È emozionante vedere più processi funzionare in parallelo. Mentre una parte dei miei personaggi raccoglie materie prime, altri le trasportano tra i vari livelli, aspettano nei punti di consegna o tornano indietro perché ne ho modificato la direzione.
Salto continuamente da una sezione all'altra della mappa, sistemando i colli di bottiglia e modificando i percorsi. Visto così, «Craftlings» sembra meno un rompicapo statico e più l'organizzazione di un'attività vivace e un po' caotica, che funziona solo se l'infrastruttura è corretta.
Oltre alle costruzioni e alla logistica, «Craftlings» include anche elementi di combattimento e difesa, che assumono maggiore rilevanza man mano che si sale di livello. Posso allenare quattro tipi diversi di guerrieri per difendere il mio territorio dagli attacchi nemici. Queste unità si possono posizionare in modo mirato e completano l'infrastruttura invece di sostituirla.

Nel corso del gioco compaiono anche quattro boss avversari particolari, ognuno con i propri schemi di attacco e requisiti tattici. L'attenzione del gioco si sposta quindi dalla semplice ottimizzazione della produzione verso un equilibrio tra costruzioni, trasporto e difesa.

A prima vista, i livelli di «Craftlings» sembrano piuttosto semplici, ma si rivelano presto dei rompicapo costruiti in modo intelligente. Ogni mappa è chiaramente strutturata: ci sono varie altezze, zone separate e barriere naturali che mi costringono a pensare a come creare dei collegamenti, invece che costruire a caso. Tutte queste zone presentano delle sfide che devo risolvere con risorse limitate. Nelle fasi più avanzate questo richiede, oltre a una logistica efficiente, anche l'impiego mirato di unità militari.

Mi piace soprattutto il fatto che le sfide non solo diventano più difficili, ma cambiano anche in termini di qualità. Nei primi livelli devi creare dei percorsi semplici e raccogliere le risorse. Progredendo nel gioco, si aggiungono strutture verticali più complicate, percorsi di trasporto più lunghi o situazioni in cui più linee di produzione devono funzionare contemporaneamente. Quindi il gioco non si impara tramite dei tutorial, ma affrontando situazioni sempre più impegnative.
Nonostante tutto, la progressione è equilibrata. Raramente mi ritrovo in situazioni difficili. Le nuove meccaniche si presentano inizialmente in forme semplici, prima di essere inserite in configurazioni più complesse. Se fallisco in un'azione, di solito non è a causa di regole poco chiare, ma perché devo ripensare la mia pianificazione.

Dal punto di vista grafico «Craftlings» è una reinterpretazione moderna della classica grafica pixel in 2D. Il mondo è semplice da capire, pieno di colori ma non eccessivamente carico. Le colline, gli alberi, le piattaforme e gli edifici si distinguono chiaramente l'uno dall'altro, così posso orientarmi velocemente anche nei livelli più complicati.
Mi piace in particolare tutta la dinamicità che ritrovo nelle immagini. I Craftlings si muovono freneticamente, trasportano risorse o salgono e scendono le scale. Questa attività costante conferisce al mondo un vivace dinamismo, senza renderlo troppo caotico o stancante da guardare.

La colonna sonora sottolinea questa atmosfera in modo piacevolmente discreto. La musica, infatti, è tranquilla, ritmata, ma mai ossessiva. Mi dà la giusta motivazione senza mettermi ansia e si adatta bene a un gioco in cui è più importante riflettere e osservare che reagire velocemente.
Anche gli effetti sonori sono funzionali e ben sincronizzati. I colpi sul legno, il rumore dell'ascensore o il dolce fluttuare di una mongolfiera mi forniscono un feedback uditivo che mi permette di tenere d'occhio quello che sta succedendo senza essere bombardato da rumori troppo forti.

Nell'insieme, «Craftlings» crea un'atmosfera rilassata che favorisce la concentrazione: non mi sento sotto pressione, ma piuttosto invogliato a immergermi in un piccolo sistema operoso e a ottimizzarlo passo dopo passo. Anche i comandi sono chiari e per lo più intuitivi.
«Craftlings» mi è stato fornito da Ariano Games per il PC. Il gioco è disponibile per PC dal 15 gennaio.
Di «Craftlings» apprezzo in particolare la chiarezza. Il gioco non ha menu complicati e regole complesse, bensì una tensione crescente costruita grazie a pochi meccanismi ben congegnati. In particolare, è apprezzabile il fatto che si vedano le risorse circolare nel mondo: in questo modo puoi verificare, controllare e correggere immediatamente ogni decisione che prendi. E di conseguenza il successo non ti sembrerà mai un caso, ma il risultato della tua pianificazione.
Soltanto qui diventa chiaro quanto «Craftlings» si sia sapientemente discostato dal classico «Lemmings» e si sia evoluto. Se prima dovevi soprattutto impedire a personaggi disorientati di cadere nel vuoto, in questo gioco devi costruire infrastrutture, organizzare processi e rendere stabili i sistemi. Più che un remake nostalgico, è una versione adulta di «Lemmings».
Allo stesso tempo, il focus del gioco è anche un po' il suo limite. L'idea di base del gioco è stata elaborata più in termini di complessità che di varietà, motivo per cui con il passare del tempo alcune attività potrebbero risultare ripetitive. Se ti diverte riportare ordine in un apparente caos, qui avrai molti momenti di soddisfazione. «Craftlings» non è spettacolare né d'impatto, ma è un gioco di strategia ben costruito e accattivante che premia la pazienza, la capacità di osservazione e la voglia di sperimentare.
Pro
Contro
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