Jonathan Cohen / Università di Binghamton
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Cane guida 2.0: questo robot parla e ti guida a destinazione

Kim Muntinga
13.4.2026
Traduzione: tradotto automaticamente

Solo il due percento delle persone ipovedenti negli Stati Uniti utilizza un cane guida perché i cani veri sono costosi e rari. Un robot dell'Università di Binghamton mira a colmare questa lacuna: Fa da guida, pianifica percorsi e parla con te.

Un vero cane guida comprende circa 20 comandi. Guida, avverte e protegge, ma non spiega. Non può dirti se la strada a sinistra è più corta, se il corridoio è attualmente libero o quanto tempo ci vorrà per arrivare alla conferenza. Tuttavia, questo è esattamente ciò che può fare il robot a quattro zampe della Binghamton University.

Shiqi Zhang, professore associato presso la School of Computing del Thomas J. Watson College of Engineering and Applied Science, e il suo team hanno sviluppato un cane guida robotico che utilizza modelli linguistici di grandi dimensioni - nello specifico GPT-4 - per instaurare una vera e propria comunicazione bidirezionale con i suoi utenti. Il sistema pianifica i percorsi, li spiega prima di partire e descrive l'ambiente circostante in tempo reale durante il viaggio.

È importante notare che le dimostrazioni mostrate non rappresentano ancora un sistema completamente autonomo. Il movimento fisico del robot è attualmente monitorato e controllato in remoto da un esperto, mentre l'interazione vocale, la selezione del percorso e la descrizione della situazione sono già automatizzate.

Dal ticchettio della linea al linguaggio parlato

In una precedente iterazione, il cane robot reagiva agli scatti del guinzaglio per cambiare direzione agli incroci. Il nuovo approccio si spinge molto più in là.

Prima di iniziare il tour, il robot ti chiede dove vuoi andare. Ti suggerisce i percorsi possibili, ti dice il tempo di percorrenza previsto e aspetta la tua scelta. Durante il percorso, il robot verbalizza l'ambiente circostante: ti dice se c'è un lungo corridoio davanti a te, ti annuncia gli ostacoli e ti dà una visione d'insieme che un cane reale non può fornire.

Si tratta di un'attività che non è possibile fare.

I cani reali capiscono al massimo una ventina di comandi. Ma con i cani guida robotici, puoi usare il GPT-4 con comandi vocali e avere capacità linguistiche molto forti.
Shiqi Zhang, Associate Professor, Binghamton University

Il sistema combina due funzioni chiave: la cosiddetta Plan Verbalisation, ovvero la pianificazione del percorso prima di partire, e la Scene Verbalisation, ovvero la descrizione continua dell'ambiente circostante durante il tour. Secondo Zhang, quest'ultima è particolarmente preziosa in quanto la consapevolezza della situazione e dell'ambiente è fortemente limitata senza la vista.

La prova: 7 partecipanti non vedenti in un complesso di uffici

Per valutare il sistema, i ricercatori hanno reclutato sette persone di età compresa tra i 40 e i 68 anni legalmente riconosciute come non vedenti, due delle quali con esperienza come proprietari di cani guida. In un ampio edificio con più stanze, il robot ha guidato i soggetti del test verso una sala conferenze. Il sistema chiedeva informazioni sulla destinazione, presentava i possibili percorsi e poi guidava i partecipanti passo dopo passo, con continue istruzioni vocali.

Ogni partecipante ha sperimentato tre varianti: interazione vocale minima, solo descrizioni ambientali durante il viaggio e infine il sistema completo con pianificazione del percorso e commenti in tempo reale. I risultati del sondaggio successivo sono stati chiari: La variante combinata ha ottenuto il punteggio migliore nelle categorie di utilità, facilità di comunicazione e disponibilità.

In una simulazione al computer supplementare, il team ha testato il sistema utilizzando 77 richieste di navigazione di 16 studenti: da formulazioni dirette come «Vorrei andare in bagno» a richieste vaghe come «Vorrei sedermi e riposare.» Con la possibilità di fare domande, il sistema ha riconosciuto correttamente la destinazione nel 94,8% dei casi. Il sistema si è dimostrato robusto anche nei confronti di input vocali molto rumorosi - simulati con quasi un carattere errato su tre.

Un enorme problema di approvvigionamento sullo sfondo

L'approccio della ricerca non affronta solo una lacuna tecnica, ma anche un vero e proprio problema sociale: negli Stati Uniti, solo circa il due percento delle persone ipovedenti utilizza un cane guida. Il motivo non è da ricercare nel fatto che il sistema non è stato utilizzato come cane guida.

Il motivo non è la mancanza di domanda, ma le enormi spese: addestrare un vero cane guida richiede due o tre anni e costa circa 50.000 dollari. Meno della metà dei cani completa l'addestramento con successo. Un cane guida robotico potrebbe colmare o quantomeno ridurre questo divario.

Il costo del cane guida robotico non è ancora chiaro. Al momento il team di ricerca non ha reso noto il prezzo del sistema. Negli Stati Uniti, tuttavia, anche i cani guida classici non sono solitamente finanziati dalle compagnie di assicurazione sanitaria, ma sono resi possibili da donazioni, fondazioni e organizzazioni di beneficenza.

Un sistema di assistenza tecnica di questo tipo dovrebbe quindi essere sovvenzionato pubblicamente, valutato attraverso nuovi modelli assicurativi o finanziato privatamente. Senza programmi di finanziamento corrispondenti, un robot di questo tipo sarebbe altrimenti praticamente inaccessibile per molte delle persone colpite.

Il team di ricerca ha presentato il proprio lavoro con il titolo «From Woofs to Words: Towards Intelligent Robotic Guide Dogs with Verbal Communication» in occasione della 40a Conferenza Annuale AAAI sull'Intelligenza Artificiale, una delle più grandi conferenze sull'AI al mondo.

Sguardo al futuro

I prossimi passi sono chiaramente definiti: Il team sta pianificando ulteriori studi sugli utenti, vuole aumentare l'autonomia del sistema e rendere il robot in grado di percorrere distanze più lunghe sia all'interno che all'esterno.

Solo quando la percezione e l'intelligenza artificiale saranno in grado di raggiungere il loro scopo, il robot sarà in grado di muoversi in modo autonomo.

Solo quando la percezione, la navigazione e il movimento lavoreranno insieme in modo completamente autonomo, l'attuale prototipo di ricerca potrà diventare un sistema di assistenza adatto all'uso quotidiano.

Immagine di copertina: Jonathan Cohen / Università di Binghamton

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