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Black Friday: l'esperimento rischioso che ha evitato un disastro

Venerdì scorso, Digitec Galaxus AG ha dichiarato lo stato di emergenza in tutta la Svizzera. Il problema principale: i server non riuscivano a reggere il massiccio traffico di utenti e richieste. In prima linea avevamo Enes Poyaz, software engineer. Ci ha raccontato del giorno in cui gli ingegneri hanno puntato tutto su una carta, senza essere troppo sicuri di cosa sarebbe successo.

17 secondi. Ecco quanto ci è voluto perché digitec.ch andasse offline la prima volta venerdì scorso, giornata nota a livello internazionale come Black Friday. Il motivo: troppe richieste da parte degli utenti. I server della nostra azienda sono crollati dopo 17 secondi dopo che tu e altri utenti avete iniziato a navigare sul sito. Perché eravate in troppi a voler approfittare delle nostre offerte speciali durante il Black Friday.

«In realtà pensavamo che i server avrebbero resistito più a lungo», dice Enes Poyraz, Junior Software Engineer.

L’ingegnere mi racconta del giorno in cui lui e il suo team hanno costretto un’intera azienda ad azzerare la produttività e in cui hanno evitato il disastro completo con un tentativo disperato.

Il Black Friday era iniziato da soli 17 secondi quando i nostri server hanno smesso di funzionare

Nel preciso instante in cui crollano i server la prima volta, Esen è lì. Perché gli ingegneri (tutti i team sono denominati in base ai film di James Bond) rimangono in stand-by, pronti a qualsiasi evenienza, ogni Black Friday; che si trovino nei nostri nuovi uffici della Förrlibuckstrasse, nell’ufficio di casa o da qualche parte con il loro portatile e Internet mobile. Aspettano che i server cedano e fanno quello che possono.

Ma, a mezzanotte, sono arrivati al limite. I poveri ingegneri, solitamente molto orgogliosi delle loro imprese, devono incassare un duro colpo: gli uomini e le donne per cui un downtime di pochi secondi è già troppo ci mettono ben due ore a riportare i server in vita. Ma i problemi non sono finiti: il sito continua ad andare offline, a intermittenza e solo per poco. L’unica cosa che funziona è il Livestream del Digital Marketing.

«Per i clienti la cosa non è particolarmente piacevole, ma gli ingegneri si aspettavano una cosa del genere», dice Enes. Scrolla le spalle. Certo, è una situazione che non piace a nessuno e gli ingegneri cercano di farla durare il meno possibile, ma è del tutto prevedibile se un’intera nazione si fionda su un sito web nello stesso momento.

La seconda ondata

Poi, la calma. Dopo le 2 di notte gli abitanti della Svizzera dormono sonni tranquilli, contenti di essersi assicurati qualche bella offerta. Più tardi, nel corso della giornata, vengo a sapere dal negozio di Zurigo che una persona è stata dedicata esclusivamente a stipulare gli abbonamenti per smartphone. Il giorno prima, infatti, avevamo il 50% di sconto su tutti gli smartphone per chiunque stipulasse un abbonamento ed era possibile farlo anche online.

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Ma Enes non ne sa nulla. Poco prima delle 3 del mattino, torna a casa e dorme qualche ora di sonno inquieto. Sul comodino, il cellulare con la suoneria attiva: in qualsiasi momento potrebbe ricevere una chiamata e dovrebbe presentarsi immediatamente in ufficio a occuparsi dei server. Ma la chiamata non arriva e ad Enes è concessa qualche ora di riposo in più. La stessa sorte tocca anche agli altri ingegneri, ad esempio al team leader del reparto software engeneering Raphael Renaud, che rimane sempre reperibile per eventuali problemi. Il telefono di Raphael suona alle 5:00 del mattino. Qualcuno chiama da Wohlen con una domanda: perché ci sono così pochi ordini nel sistema? Anche il centro logistico di Wohlen è in stato di emergenza per il Black Friday e lavora a pieno ritmo, con tutto il personale.

Verso le 9 Raphael è di nuovo in ufficio, in uno stato che descrive come «sonnolento». I server reggono. O quasi.

«Il traffico è aumentato costantemente nel corso della mattinata», dice Enes, «e abbiamo capito che, se continua così, i server non reggeranno fino a fine giornata».

Questo è fuori discussione. Visto che in ufficio ci sono più ingegneri rispetto alla sera prima, ora possono dividersi gli incarichi: un team si concentra sui sistemi interni. Tutto ciò che può essere spento viene spento. Alle ore 9:36 circa, lo Chief Information Officer Oliver Herren informa i dipendenti di digitec che gli strumenti interni, come il sistema di registrazione delle ore di lavoro e alcune delle funzioni del back-end, saranno disattivate per risparmiare le risorse del server. Tutto ciò che può essere ospitato localmente ed essere spento viene spento.

Negli uffici della sede centrale di Zurigo i dipendenti vengono colti di sorpresa. Siamo un negozio online; il nostro sito web è la nostra capitale, il luogo che paga le nostre bollette e quello dove acquisti i tuoi dispositivi. Ci preoccupiamo. Soprattutto perché la redazione può, per come stanno le cose al momento, chiudere baracca e burattini e andare a casa. Tutta la rivista viene bandita dall’homepage. Le foto su cui clicchi si mangiano troppe risorse.

La mia tastiera rimane inutilizzata, ma faccio degli esperimenti con altro hardware offline

Ma è tutto invano: a mezzogiorno, il server collassa di nuovo. La cosa è meno grave rispetto alla sera prima: il sito va e viene nell’arco di pochi secondi, ma in modo ancora troppo instabile perché l’esperienza d’acquisto degli utenti sia piacevole.

Gli ingegneri si lasciano la situazione alle spalle per la pausa pranzo, poi si preparano a riportare il sito online.

Un esperimento azzardato risolve il disastro

Mentre Oliver e un team di ingegneri provenienti da tutti i reparti di servizi di ingegneria mettono il sito offline, Enes è impegnato a lavorare con altri due colleghi per mettere insieme un piano d’azione. Cosa fare, se scollegare i servizi interni non serve a niente?

Ai tre ingegneri tocca il compito di trovare una soluzione quando tutto il resto fallisce.

«Più fuori dagli schemi di così non si può», dice Enes. Si sente decisamente orgoglioso di aver fatto parte del team che ha trovato una soluzione; quest’uomo, normalmente tranquillo e pacato, improvvisamente parla a voce alta.

La soluzione si chiama Redis, un sistema di cache che gli ingegneri hanno tenuto sott’occhio. Enes è uno di quelli che l’ha testata. Una cache non è altro che un archivio di dati che memorizza le richieste più frequenti e può quindi elaborarle più velocemente. Esempio: se tu e migliaia di altre persone volete accedere alla pagina Black Mobile, non è necessario che il database del sito web venga consultato ogni volta: la cache ha già salvato una versione della pagina e la visualizza, così le risorse possono essere utilizzate per altri processi di acquisto.

«Naturalmente abbiamo una soluzione di cache che funziona perfettamente in situazioni normali», continua Enes. Ma ogni volta che un server si blocca, le cache devono essere rielaborate. Peggio ancora: ognuno dei nostri server elabora la cache localmente. In altre parole, ogni volta che un server si blocca, la cache deve essere ricalcolata localmente sul computer dei server; questo consuma risorse che invece andrebbero utilizzate per il cliente. Nessuno in azienda pensa più ai lettori della rivista. I reparti di marketing hanno alzato bandiera bianca, quello di Product Management si chiede se le loro scorte saranno sufficienti e i dipendenti del negozio devono smaltire lunghe code. Ma gli ingegneri si trovano di fronte a un’intera nazione che vuole comprare, perciò non hanno alcuna intenzione di arrendersi.

«Non ho ancora provato Redis», dice, «ma ho fatto qualche test per due giorni». Secondo i calcoli, non sarà in grado di gestire il sistema del più grande negozio online della Svizzera. Quando Enes guarda i suoi appunti di due settimane fa, sorride.

Sicuramente ha alcuni campi di applicazione qua da noi
Appunti di Enes Poyraz

Gli ingegneri decidono di iniziare a usare Redis senza averlo testato su un sistema demo. Un’impresa rischiosa. Normalmente, prima che un'azienda integri un software in un sistema online, viene accuratamente testato da diverse postazioni interne e spesso anche esterne. Infatti, solo perché chi si occupa del marketing del software lo descrive come la miracolosa soluzione a tutti i tuoi problemi, non significa necessariamente che abbia il valore aggiunto promesso. A volte, le cose possono solo peggiorare.

Chiediamo a Enes: «Pensi che andrà così?»

L'ingegnere dice di sì.

Redis prende le redini

Da questo punto in poi, tutto avviene molto rapidamente. Poiché, secondo le informazioni di Enes, Redis è «super veloce e facile da usare», il server è pronto in 20 minuti. Mentre il vecchio sistema di caching di digitec funzionava localmente su ogni server, Redis gira centralmente su un unico server ed elabora le richieste anche su altri server. In altre parole, ogni server scrive nella cache di Redis, che rende la soluzione più scalabile e riduce il carico sui server di lettura.

«Ma, per evitare di imbarcarci in una missione #yolo al di fuori della nostra portata, abbiamo installato di nuovo uno SwitchBit», dice Enes. Inoltre, un piccolo team delle IT Operations spiega che è necessario monitorare sempre i server per assicurarsi che il negozio non vada mai completamente fuori uso. Stanno monitorando le prestazioni del server dall’inizio della giornata ed Enes racconta che sono loro ad aver coperto le spalle al suo team durante l’esperimento con Redis.

Il problema si presenta con il go-live, che avviene nel modo più caotico possibile. Enes vuole lanciare Redis su un Managed Server di Microsoft in modo che i carichi non siano eccessivi internamente.

«Purtroppo, Redis lavora con la porta 6380, che da noi è chiusa», dice. Ne richiede con urgenza l'apertura, cosa che purtroppo non è possibile, dato che il server di Microsoft blocca proprio questa porta. Ma Enes ha imparato una cosa: ha sempre un piano B.

«Contemporaneamente, ho cercato di far lavorare Redis sul cloud di Google», aggiunge. Ma anche questo si rivela più difficile del previsto. Con l'aiuto di Michal Nebes, Senior Software Engineer, riesce ad avviare un Redis Cluster.

Intorno alle 16:00, la situazione è grave. Viene fatta una rapida revisione del codice. Secondo Boško Stupar, Senior Software Engineer, il codice funziona e misura troppi Round Trip dei dati, vale a dire il tempo necessario per inviare i dati al server e tornare al computer dell'utente.

  • Normale: da 50 a 500 millisecondi. Troppo lento
  • Redis, sistema di test locale: da 8 a 9 millisecondi
  • Redis, produttivo: da 16 a 19 millisecondi

Redis va online. In pratica, le vendite della sera sono state affidate a un sistema non testato, con la minima sicurezza.

Alcuni secondi di panico.

Redis legge le richieste e crea una cache.

Il carico sui server è notevolmente ridotto. Il negozio online si sta stabilizzando.

Il carico CPU di un server di archiviazione online. A sinistra ci sono i due picchi che mostrano un carico del 100% durante la notte e intorno a mezzogiorno

Gli ingegneri tirano un sospiro di sollievo.

Più tardi, su Facebook, Boško Stupar scrive:

Sopravvissuti al Black Friday. È stata la giornata più incredibile della mia carriera! Stressante, dura e gratificante. Per i nerd: abbiamo allestito un sistema di caching a due stadi con farm Redis centralizzata. Chirurgia a cuore aperto senza anestesia. PS: odio il Black Friday.
Boško Stupar

Dopo il tramonto, gli ingegneri si riuniscono intorno ad una birra al quinto piano della Pfingstweidstrasse, tenendo sempre un occhio puntato sul negozio. Non è proprio una festa selvaggia, ma almeno si rilassano un po’.

Intorno alle 18:55, Enes ha revocato lo stato di emergenza tramite WhatsApp:

«Redis è live»

I server funzionano normalmente, a carico normale. Nel frattempo, in negozio ci sono persone che aspettano in coda, sottoscrivono abbonamenti smartphone ed effettuano ordini. Adrian Maier, Store Manager, si trova all'ingresso della filiale di Zurigo e informa i clienti sui tempi di attesa. Venti minuti, quaranta minuti. È stanco, così come il personale dietro le casse.

Gli ingegneri ormai hanno finito di lavorare, ma i colleghi delle filiali sono gli ultimi a lasciare il negozio. Per il personale delle casse, la giornata termina alle 20.00. Niente più abbonamenti, consegne, domande.

Quo vadis, Redis?

Il sistema Redis rimane online durante il fine settimana e fino a lunedì sera per far fronte al Cyber Monday. Gli ingegneri sono soddisfatti e orgogliosi del loro operato: lunedì il negozio è ancora stabile. Bene: Redis ha prestato servizio per la prima volta e il cluster verrà rimosso dalla rete.

«In fin dei conti, stiamo parlando di un sistema che non è stato ancora completamente testato», dice Enes.

Gli ingegneri hanno un lungo elenco di domande da affrontare prima di poter aggiungere Redis alla rete permanentemente e senza preoccuparsi di causare qualche disastro. Di queste domande, tante somigliano a questa: «Redis, cos’è quella variabile $?»

Ora che la situazione è nuovamente sotto controllo, gli ingegneri possono concentrarsi su questi temi. Perché se il Black Friday ci ha insegnato una cosa, quella è il potenziale di Redis. Sarebbe un peccato non utilizzarlo.

User
Giornalista. Autore. Hacker. I miei temi hanno a che fare principalmente con Android o Apple iOS. Anche la sicurezza informatica è molto importante per me, poiché oggi la privacy non è più una questione secondaria, è una strategia di sopravvivenza.

30 Commenti

User dominicwue

Sehr interessante Bericht :)

29.11.2017
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User alfagoldenglob

Super dann ist ja der Umsatz dieses Jahr gerettet

30.11.2017
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User marco.luedi

Ganz Interessant! Danke für den Blick hinter die Kulissen und danke an die Engineers! Ihr habt echt super Arbeit geleistet am Freitag!

29.11.2017
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User Perstin

Herr Bärlocher, ich gratuliere! Endlich wieder ein Artikel von Ihnen, den ich mit Begeisterung lesen kann. Den ich generell lesen kann, ohne eine Ihrer tiefen Abneigungen gegen Hersteller X in Form von Bashing zu verspüren. Ohne eine Abneigung gegen Ihren Schreibstil zu verspüren.

Weiter so!

29.11.2017
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User Anonymous

Herzig, wie sich hier teilweise "Armchair Developers" mit ihrem Keyword-Bingo profilieren möchten.

Ich finde solche Berichte aus der Praxis sehr spannend. Verbessern kann man sich immer, ich glaube das weiss jeder ITler. Aber so einen "Incident" der Öffentlichkeit zu präsentieren zeugt von einer gesunden Portion Mut und Offenheit.

29.11.2017
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User maxmustang

Und genau Freitagabend hat das System damit begonnen, im Einkaufskorb den regulären Preis zu nehmen, bei mehreren Produkten. Cache Systeme sind heikel, da sie Zustände zwischenspeichern ('noch 23 von 100') während die Datenbank effektiv bei 0 war und im Einkaufskorb der alte Preis kam.

29.11.2017
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User Anonymous

genau das hab ich auch erlebt!

29.11.2017
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User maxmustang

Nachtrag für euch Entwickler: Trotz Browser Cache löschen der Stand blieb bei 23 von 400, sogar um 0030 Uhr Samstag (black friday ja fertig) gab der cache noch '4 von 400' an obwohl schon eine Stunde vorher ausverkauft war, also lokaler browser cache kann ausgeschlossen werden. Aeh, ja hoffe ihr geht dem wirklich nach für die Kunden die deshalb zuviel zahlen.

29.11.2017
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User beginner99

It's not a bug it's a feature. Zumindest für digitecs Kontostand.

There are two hard things in computer science: cache invalidation and naming things.

Das sind genau die Sachen, die dann schief gehen, wenn man im Produktivsystem Experimente macht. Wäre jetzt noch gut zu wissen, ob all die Leute die jetzt zu teuer bestellt haben den Aktionspreis bekommen oder mindestens die Bestellung stornieren können.

06.12.2017
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User maxmustang

Digitec hat super reagiert und auf meine Anfrage hin meine zu teuren Artikel sehr freundlich und unkompliziert auch zum Aktionspreis gegeben. Technisch hat dieses redmi auch Transaktionen, es ist jedoch zu befürchten dass diese mangels Zeit nicht im Einkaufskorb vercoded wurden(und müsste wohl an vielen orten) , sodass sich das redmi mit den Transaktionen/ bestehenden Lockingmechanismus gebissen hat - cache über mehrere Personen und locking/saubere Transaktionen - schwieriges Unterfangen.

06.12.2017
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User Saitek1992

Dieser Bericht ist auch interessant für Leute die nicht wissen, was eigentlich hinter der Kulisse in der IT alles los ist. Ich bin selbst System Engineer und durfte ständig Schmunzeln ;)

Danke für die gute Arbeit -> Wenn das gehen würde können sich die Engineers von meinem konto ein Bier gönnen ;)

29.11.2017
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User thomaskall

Für einen schweizer Onlineshop nicht schlecht. Aber normalerweise macht man doch die Lasttests vorher... :)

29.11.2017
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User A_B_C_D

Solche "Last-Tests" kommen einer DDOS Attacke gleich. Das hält kein Server durch ;-) Sieht man ja 17 Sekunden. Mehr braucht es nicht um einen Server in die Knie zu zwingen :-P

30.11.2017
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User rpf13

Cooler Artikel, aaaaber: SEHR SCHLECHTE VORBEREITUNG! Nachdem letztes Jahr die Hölle los war dieses Jahr wieder? Ihr hattet genug Zeit euch vorzubereiten....und es gibt diverse Firmen und Onlineshops, die beweisen, dass es auch anders geht und man auch mit vieeel mehr Last locker zurecht kommen kann

30.11.2017
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User fabiomota

Vorzubereiten in wie fern? Glaub mir, die waren sehr wohl vorbereitet. Ja, man könnte einige tausend Franken ausgeben um die Ressourcen zu erweitern und mehr Leistung zu haben .... und dann stehen diese Systeme übers ganze Jahr ungebraucht da. Verschwendung puur.

01.12.2017
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User Anonymous

Und trotzdem konnte ich über eine Stunde nicht auf die Seite zugreifen und habe somit mein Schnäppchen einfach schlichtweg verpasst. Und wenn man schon letztes Jahr einen solchen Ansturm hatte, dann hätte man es dieses Jahr besser machen können. Ich gebe Rpf13 recht.

01.12.2017
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User rpf13

Rechenpower, Loadbalancer, Ressourcen kann man in einem modernen Umfeld dynamisch erweitern, eben damit die Kapazität nicht das ganze Jahr verschwendet wird. Andere Firmen schaffen es auch locker damit umzugehen und die haben noch viel mehr Traffic und Anfragen auf ihre Page. Somit zählt diese Ausrede definitiv nicht, vor allem nicht da es letztes Jahr ja schon mal passiert ist....

01.12.2017
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User Envaya

ich weiss ja nicht warum alle hier von Erfolg reden..ich kam praktisch den ganzen Tag nicht auf die Seite but oh well

01.12.2017
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User ChrisBlaser

Es ist erlich gesagt eher trageisch den Artikel so hinzu Stellen, als ob die IT digitec den BlackFriday rettete. Ganz ehrlich, wärend Brack oder andere ganz klar das im Griff hatten, war bei euch erreut alles unten. Einmal gehts, ein zweitesmal und ein Jahr Zeit ist nicht akzeptabel aus meiner Sicht. und da ich selber solche Peaks geplant, vorbeireitet und mit Stresstests der IT Spezialisten verbracht hab, weiss ich dass das hier ein 100% versagen der IT war.
Hoffen wir mal nextes Jahr nicht.

03.12.2017
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User sonyc78

Ich verstehe zwar nur einen Bruchteil der IT-spezifischen Erklärungen aber es scheint doch ein ziemlicher Hoselupf gewesen zu sein... Schon verrückt was im Hintergrund so abgeht!

29.11.2017
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User Anonymous

Also wenn ich das richtig verstehe laufen interne Tools auf den produktiven Shop Servern und es wurde zuvor auf caching verzichtet. Why!?
Zudem muss ich sagen für einen individual entwickelten Shop performt er wirklich nicht sehr gut. Vermutlich eine monolithische Architektur.

29.11.2017
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User felixhofer

Nein, da hast du weder richtig verstanden noch richtig gelesen...

29.11.2017
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User Anonymous

Also laufen die internen Tools auf dedizierten Serven und Netzwerken? Und ein caching (nebst dem lokalen Application Cache) wird eingesetzt? Ich kenne nur die Infos aus dem Artikel und da steht was anderes. Man muss mit Feedback auf Basis der im Artikel vorhandenen Infos rechnen.

30.11.2017
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User felixhofer

Also bezüglich internen Tools habe ich dich falsch verstanden. Dachte du meintest das "ungetestete Redis". Weiss jetzt, was du meinst. Darüber sagt der Artikel nicht wirklich etwas aus. Fakt ist, dass sowohl Shop als auch interne Verwaltung auf die selben/ähnlichen Daten(banken) zugreifen muss. Mehr kann ich dazu nicht sagen. Du meinst wahrscheinlich erwähnte Stundenerfassung o. Ä. Keine Ahnung... Fragst du Support... ;)
Heutzutage wird eh alles virtualisiert, kann also alles irgendwo laufen... Wer weiss...

30.11.2017
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User hedwig1936

Also das die internen Tools auf produktiven Shop-Systemen laufen habe ich auch so verstanden, was meiner meinung nach schon fast fahrlässig ist, mal abgesehen von der nicht vorhandenen Skalierungsmöglichkeiten...

30.11.2017
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User hedwig1936

@Felixhofer "Fakt ist, dass sowohl Shop als auch interne Verwaltung auf die selben/ähnlichen Daten(banken) zugreifen muss" Ich glaube kaum dass ein Zeiterfassungstool auf die Shopdatenbank zugreifen muss...

30.11.2017
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User Anonymous

Ich denke euch fehlen 3 Dinge: Message queue middleware für Verarbeitungswarteschlangen, resiliente Microservices die vertikal skalieren und anständige Loadbalancer bzw. reverse proxies. Dann seid ihr fürs die nächste Aktionsschlacht gewappnet 🖖

29.11.2017
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User timcbaoth

Es geht, glaube ich, sicher in diese Richtung. Es wird aber sicher eine gewisse Zeit dauern, die aktuelle Architektur an dieses Ziel zu bringen. Hier gibt es einen kleinen Einblick in die aktuellen Entwicklungen: digitec.ch/de/page/wie-sich...

30.11.2017
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User Anonymous

Spannender Artikel, danke für den Link. Dass viel Innovation in einem Shop möglich ist, zeigt Digitec ganz klar. Daher ist Digitec auch einer der führenden Online Shops.

30.11.2017
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User Anonymous

You should look for a real tech team. I mean it, really. It's just... embarassing. The graphs you paste, the "experiments"... architecture of your system, where shop db is used for employee time tracking... A skilled junior developer or architect would tell you that you need to improve competences!

29.11.2017
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User KarmaEDV

Not macht erfinderisch. Schöner Blick hinter die Kulissen. Ich als Dev nehme mir das zum Vorbild. 👍

29.11.2017
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User Anonymous

Und jetzt stellt euch mal vor, was am Black Friday bei Amazon los war...

29.11.2017
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User Anonymous

I would not say so, knowing how their team works, they just prepare instead of "hope".

29.11.2017
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User KarmaEDV

Ach im notfall kann amazon auf die Cloud setzen...

29.11.2017
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User Anonymous

..welche sie selbst betreiben.. :-)

30.11.2017
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User Anonymous

Bringt mich irgendwie darauf, wann digitec die ersten Cloud Services wohl anbietet? Rent a Digitec VM? :-)

30.11.2017
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User andyforpresident

AWS ist genau aus dem Black Friday Problem enstanden! Weshalb ich nicht verstehe, wieso digitec.ch nicht von den grossen abgeschaut hat, all die Public Clouds bietet sich doch genau für so ein Webservice an.

01.12.2017
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User wavto

Danke für den spannenden Einblick in eurer nuit blanche am black friday. Hammer Artikel!

29.11.2017
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User loicschneider

Cool Aber......Wieso eigentlich immer diese "Engineers"? Ingenieure heisst dass auf deutsch oder IT Spezialisten, wäre da treffender und definitiv weniger nervend. Nur weil es auf englisch ist macht es den Bericht nicht besser nur mehr "Hipster"

30.11.2017
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User STIMO1989

Sind das nicht SYSTEM Engineers?

29.11.2017
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User boskicthebrain

Es waren einige Leute involviert: Entwickler, ItOps, SRE, Architekten aber das Core-Team waren 3+ Leute die auf die Job-Titel an dem Tag nicht geschaut haben, sondern einfach gemacht ;)

29.11.2017
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User Anonymous

Danke Leute, good Job..

29.11.2017
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User KevRWL

Oder man mietet Server die mit dem Cloud System arbeiten und stellt dies vorgängig ein für den Black Friday. Klar kostet Geld aber hey, man ist ONLINE.. :)

29.11.2017
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User MrDraxs

Eure Schreibweise erstaunt mich immer und immer wieder! Ihr schafft es aus einem "langweiligen" IT-Problem, einen unglaublich kurzen Krimi zu machen. @Dominik Bärlocher unglaublich gut geschrieben! Hat wirklich spass gemacht zu lesen... mehr davon! Thumbsup!

30.11.2017
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User mathowohlen

Liebe Engineers.
Herzliche Gratulation zur Rettung letzten Freitag.
Ein sehr interessanter und amüsanter Artikel, habe teilweise Gänsehaut während dem Lesen.
Danke für den Blick hinter die Kulissen und ein "Big Up" an Enes Junior :-).
Ihr habt echt super Arbeit geleistet!

30.11.2017
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User querdenker

Noch ein paar Anreize:
- "Activ Actic" DB Cluster auf lokalen NVMe SSDs (kein SAN)
- Ansible und Docker zur dynamischen Installation
- Kubernetes und Prometheus zur Überwachung/Monitoring
- Mehr statischer Content und Caching Server wie Nginx oder Varnish
- Linux/FreeBSD

01.12.2017
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User kafkef5050

sehr interessant, gibt es eigentlich auch eine zahl der verkauften smartphones am 24.11. ?

29.11.2017
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User Platinum22

Und ich habs verpasst :(
Hatte mich zu stark auf die Sonderseite mit den Deals fokussiert, aber da waren die Deals doch eher schwach...

29.11.2017
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User Anonymous

das würde mich auch Wundern nehmen in Anbetracht dessen dass Digitec meint es könne bis zu drei Wochen dauern bis ich mein neues Smartphone überhaupt abholen kann... :) hat irgendjemand überhaupt bis jetzt sein neues Gerät schon gekriegt?

30.11.2017
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User donutmaker

Mir wurde am Telefon gesagt, dass mehr als 8000 Handy-Verträge abgschlossen wurden.!

30.11.2017
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User Anonymous

whoa, das ist ja echt beeindruckend!! Hut ab Digitec!

30.11.2017
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User Anonymous

Peut-on avoir cet article en français s'il-vous-plaît ?
Merci !

29.11.2017
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User Anne Chapuis

Bonjour,
Merci pour votre commenaire. Nous allonsnous occuper de la traduction du texte :)

30.11.2017
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User Anne Chapuis

Voilà, l'article est traduit. :) Bonne lecture

01.12.2017
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User Anonymous

Au top, merci !

01.12.2017
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User Anonymous

Merci pour la traduction, c'est un peu écris dans un style "descriptif" mais le contenu est intéressant.En tant que Suisse-romand j'apprécie vos efforts de traduction et l'esprit Digitec qui colle bien aux produit high-tech que vous vendez.

02.12.2017
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User gautierboder

Merci, ich habe am Freitag auf Twitter nach ein solchem Artikel gefragt. Hier ist es und sogar interessant. Ich werde es weiter leiten. A schöne Tag an alle. Gruss aus ein software architect der solchem hype launches lebt jedem Jahr ;)

29.11.2017
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User YvesMundorff

Sehr Hands-On. Engineering wäre: Szenarien vorher mit einem L&P Test durchzuspielen und ev. schon eine Redis-Cloud für den Notfall aufbauen. Das war wohl das Glück des Tüchtigen. ;-)

30.11.2017
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User simonk.ch

Wäre ich Engineer bei Digitec würde ich mich dafür schämen, wenn ich einer zu erwartenden Lastspitze mit "ich hoffe die Server schaffen das" begegnet wäre. Als Incident Management wäre es ein guter Job gewesen.

01.12.2017
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User Anonymous

Sehr interessanter Bericht, hat mir sehr gefallen ihn durchzulesen.

Jedoch waren die sales immernoch sehr schwach.

30.11.2017
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User Anonymous

Leider ist auf dem Request-Count-Diagramm nicht ersichtlich, wie viele rpm es überhaupt waren. Könnt ihr das noch nachliefern oder ist das ein Geschäftsgeheimnis?

29.11.2017
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User tobi.schoergi

Besti Artikel woni han dörfe lese vo eu!
Mängisch isch es ide IT so das mer eifach Muet zeige muss und was wage. Gratz Digitec das es klappt het ^^

29.11.2017
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User fbausk

Schade das es hier nur um Engineer und ein wenig um die Shop Mitarbeiter geht. Ich könnte mir vorstellen das es grade in der Logistik viel los war und dies wird weder bei Digitec noch bei Galaxus erwähnt.

30.11.2017
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User mjuon01

Nun, es gäbe renommierte Cloud Anbieter in der Schweiz, welche Euch volle Elastizität der Serverresourcen (stichwort CloudFoundry) garantieren würden und bezahlen müsste Digitec bloss den tatsächlichen CPU und RAM Verbrauch, und dies minutengenau.
Aber eben wäre ist ja schon fast ein Outsourcing und das ist ja per se "böse"

01.12.2017
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