«Poolside Lounge» di Charlotte Taylor e Hannes Lippert.
Retroscena

Siiii viaggiare... Ai tempi del Corona? Il rendering rende possibile anche questo

I rendering fotorealistici ti portano lontano, in un universo di paesaggi immaginari. In questo modo puoi esplorare nuovi luoghi certamente mai visti. Puoi farlo da casa tua, anche di questi tempi di lockdown e frontiere chiuse.

Il cielo ha quell’inconfondibile colore dell'ora blu, la stanza è interamente piastrellata e la vista sulle palme e su quell'acqua rosa è idilliaca. Con il rendering «Poolside Lounge», l'artista 3D Hannes Lippert crea una scena che emana tranquillità. Dal 2018 gestisce a Berlino uno studio di design contemporaneo chiamato Form und Rausch, che crea visualizzazioni per marchi di interior design o di alta moda come Jacquemus. Come molti studi di progettazione 3D, anche Form und Rausch in questi tempi di lockdown condivide sui Social Media molte immagini renderizzate di spazi esterni ed interni. La maggior parte dei rendering sono creati in collaborazione con altri studi. In tal modo, i designer di progettazione 3D si supportano e si ispirano l’un l’altro, a distanza.

Le creazioni colmano una parte del vuoto lasciato da mostre e fiere di design cancellate e dall’attuale divieto di viaggiare. Rappresentano un'alternativa sostenibile e più rispettosa dell'ambiente ai grandi eventi, perché non lasciano nessuna traccia – o meglio nessuna «impronta» – e sono una gioia per gli occhi. Insieme ad altri due artisti 3D, Hannes mi spiega come vengono create le immagini e quali opportunità offre il rendering in questi tempi di distanza sociale.

«Poolside Lounge»

Qual è l'idea alla base di «Poolside Lounge»?

Hannes Lippert: Questa foto fa parte della serie «The Tiled House». È stata creata in collaborazione con la designer londinese Charlotte Taylor, che ha voluto creare una casa interamente rivestita di piastrelle dell'azienda olandese Dtile. Mi ha chiesto se potevo aiutarla a visualizzare l'idea. Per quanto ne so, Charlotte ha una grande passione per i mobili che si integrano nell'architettura di una stanza o di un edificio. Le piastrelle «Dtiles», con le loro molteplici forme, sono le più adatte a questo scopo. I bordi arrotondati danno al tutto un tocco organico e molto estetico. È iniziato tutto con un bagno. Poi, in uno scambio creativo tra noi, si è sviluppata un'intera casa, che tra l'altro dispone di uno spazio esterno con piscina.

«The Tiled House» di Charlotte Taylor e Hannes Lippert.
«The Tiled House» di Charlotte Taylor e Hannes Lippert.

Come avete fatto a realizzare quest’immagine?

Charlotte mi ha mandato i sui schizzi e le moodboard delle stanze. Così ho iniziato a disegnare le stanze e l'area esterna in 3D. In una seconda fase, ho sperimentato i colori delle piastrelle e i giochi di luce. In seguito, aggiungendo dettagli come libri, vasi e mobili ho dato una certa vitalità agli spazi.

«The Tiled House» di Charlotte Taylor e Hannes Lippert.
«The Tiled House» di Charlotte Taylor e Hannes Lippert.

Ci vogliono elementi reali per creare immagini renderizzate?

In sostanza, direi di no. A seconda delle proprie abilità, si può riprodurre (quasi) tutto in digitale. Ci sono specialisti per ogni settore. Tuttavia, avere a disposizione oggetti reali può risultare utile per farsi un'idea dei dettagli e delle proprietà dei materiali. Pertanto, le composizioni di immagini spesso vengono create ponendo un oggetto fotografato di fronte a un ambiente renderizzato in studio o viceversa. Spesso uso disegni CAD o foto di riferimento come modelli e poi ricostruisco gli oggetti sulla base di essi.

Come collabori con altri designer 3D?

I mezzi di comunicazione digitali facilitano lo scambio di informazioni a distanza. Ci inviamo schizzi, screenshot o moodboard. Nel migliore dei casi utilizziamo lo stesso software, il che garantisce uno scambio di dati ancor più immediato e un flusso di lavoro solido. Tuttavia, trovarsi di persona e lavorare insieme sul posto è sempre la cosa migliore. Questo riduce al minimo i cicli di comunicazione ed elimina il rischio di incomprensioni o malintesi.

«The Tiled House» di Charlotte Taylor e Hannes Lippert.
«The Tiled House» di Charlotte Taylor e Hannes Lippert.

Che ruolo ha il rendering attualmente secondo te?

In questi tempi di lockdown, il rendering può avere la funzione di sostituire il classico shooting fotografico. Ma anche prima di questa crisi sanitaria, il rendering aveva i suoi vantaggi rispetto alla fotografia tradizionale, perché non richiede nessun tipo di contatto personale. Di questi tempi, le foto renderizzate sono anche una buona alternativa alla realtà virtuale e alla realtà aumentata nel settore dell'intrattenimento. Offrono un numero illimitato di prospettive, oltre alla possibilità di adattare facilmente il materiale e le condizioni di illuminazione. Il rendering dà molta flessibilità. Ma ottenere il risultato desiderato richiede comunque molto impegno.

Di questi tempi il tuo lavoro è più richiesto rispetto a prima?

Sì e no. Prima del Corona visualizzavo concetti per il settore dell’organizzazione di eventi. Per questo motivo, attualmente circa il 90% dei miei ordini è stato annullato. D'altra parte, vengo confrontato con sempre più richieste dal mondo del design e dell'architettura. Credo che ciò sia in parte dovuto al lockdown. In ogni caso la cosa mi rallegra, perché mi dà l'opportunità di lavorare a progetti entusiasmanti. Spero addirittura che la mia strada mi porti ancora di più in questa direzione – anche dopo il Corona.

«Maison Pilat»

Charlotte Taylor, che ha creato «The Tiled House» insieme a Hannes, oltre a essere artista 3D è anche scenografa. Realizza grandi installazioni e sculture per clienti del settore dell'arredamento e della moda. Sul suo profilo Instagram «Maison de Sable» si possono ammirare le sue ultime creazioni. Tra queste c'è la casa «Maison Pilat», di cui ho cercato invano la posizione quando l'ho vista per la prima volta. Si trova in mezzo a un prato fiorito di lavanda e i colori caldi la rendono particolarmente accogliente.

«Maison Pilat»» di Charlotte Taylor e Joe Mortell.
«Maison Pilat»» di Charlotte Taylor e Joe Mortell.

Com’è nata la «Maison Pilat»?

Charlotte Taylor: La posizione immaginaria di questa casa sul mare è stata creata solo dopo la progettazione della prima stanza. La vista delle dune di sabbia, la luce calda e l'atmosfera della sala evocavano la sensazione di una costa francese, ispirata dalla «Dune du Pilat» – la duna di sabbia più alta d’Europa che si trova sulla costa atlantica vicino ad Arcachon in Francia.

Come sono state create le singole immagini?

È stato tutto creato digitalmente. Ho lavorato con Joe Mortell che è anche lui un artista 3D. È responsabile di arredamento e illuminazione, due fattori che hanno un ruolo decisivo nel realismo delle immagini. Alla base del modello c’erano gli schizzi e le moodboard da me creati. Joe li ha interpretati e ha aggiunto il suo tocco personale a ogni stanza.

«Maison Pilat»» di Charlotte Taylor e Joe Mortell.
«Maison Pilat»» di Charlotte Taylor e Joe Mortell.

Utilizzi anche elementi fisici per questi rendering?

Al momento non ne sto usando nelle mie collaborazioni di rendering. Una cosa che sto iniziando a esplorare per alcuni artisti è la tecnologia della scansione 3D per digitalizzare mobili, oggetti e stanze.

Come nascono le collaborazioni con gli altri studi 3D?

Tutti gli artisti con cui ho collaborato vivono da qualche altra parte. Impariamo a conoscerci attraverso i social media. Purtroppo, ho avuto la fortuna di vedere personalmente solo poche persone. Joe è una delle eccezioni. Vive anche lui a Londra. Ciononostante, attualmente stiamo collaborando a distanza. Il processo si adatta agli studi di progettazione 3D con cui lavoro. A volte concepisco l'intera stanza come un punto di partenza, altre volte è l’altro artista a prendere l'iniziativa e io mi concentro di più sugli elementi d’arredo all’interno. Il processo comunque è sempre fluido e spesso ci si confonde su chi è responsabile di cosa.

«Maison Pilat»» di Charlotte Taylor e Joe Mortell.
«Maison Pilat»» di Charlotte Taylor e Joe Mortell.

Che ruolo ha il rendering in questi tempi di distanza sociale secondo te?

Le immagini renderizzate permettono ai marchi di continuare a creare contenuti e campagne in un momento in cui i set fisici e le riprese vere e proprie risultano impossibili. Pertanto, penso che verranno sempre più apprezzate in futuro anche dopo la quarantena, visti i loro vantaggi economici e ambientali. Inoltre il rendering concede moltissima libertà di espressione alle menti creative. Adoro le mostre e le collezioni digitali attualmente in corso che sono rese possibili con la tecnologia 3D.

«Population 001»

«Dov’è questo posto?», chiede un’utente di Instagram nella colonna dei commenti delle immagini di Alexis Christodoulouy, recentemente diventate virali. Sembra essere una domanda famosa perché appare sotto quasi tutti i suoi post di Instagram. Dal 2017, l'artista 3D di Città del Capo crea spazi con un'estetica contemporanea fuori dal comune. Essendo un appassionato di videogiochi, ha imparato da sé l'arte del 3D, per progettare gli spazi virtuali come li vede lui: moderni e idilliaci.

«Population 001» di Alexis Christodoulouy.
«Population 001» di Alexis Christodoulouy.

Cos’ha di speciale quest’immagine renderizzata

Alexis Christodoulouy: Volevo creare qualcosa di cicladico e quella sensazione di fine estate quando l'autunno si avvicina al sud e i colori dei fiori diventano più autunnali.

**Come hai realizzato quest’immagine?

Come gli studi di animazione e architettura che disegnano piani di costruzione, anche io uso software 3D e strumenti di modellazione. Il processo di per sé è lo stesso. Solo che le mie stanze, a differenza di quelle degli architetti, vengono direttamente dalla mia testa. E le mie creazioni non hanno lo scopo di essere costruite.

Hai bisogno di oggetti «reali» per renderizzare le tue immagini?

Sì, la mia tastiera, un mouse, due monitor e un PC.

Come collabori con altri designer 3D?

Di regola, comunichiamo solo via e-mail e ci inviamo i disegni. Talvolta mi trovo nella stessa città dell'altra persona, ma il più delle volte facciamo una telefonata tramite il buon vecchio canale Skype.

Hai notato una crescente domanda per il tuo lavoro?

C'era già una grande richiesta prima del lockdown. Ma ora è fuori di testa! Penso che i marchi facciano fatica a capire come visualizzare i loro prodotti – senza fotografarli o presentarli fisicamente. Può essere un'opportunità, anche per il futuro.

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«Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.»
– Albert Einstein


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