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Abbiamo chiesto a un pilota cosa ne pensa del nostro simulatore di volo di lusso

Philipp Rüegg
Zurigo, il 11.07.2017
Post-editing/revisione: Anne Chapuis
Come dice un famoso detto, «solo volare è più bello». Purtroppo, però, la natura non ci ha dato questa possibilità e solo alcuni di noi sono piloti. Per noi comuni mortali, per fortuna, ci sono i simulatori di volo. Ne abbiamo installato uno fantastico in ufficio e abbiamo voluto farlo provare a un pilota per sapere cosa ne pensa e se è possibile imparare a pilotare un aereo vero con un simulatore del genere.

I simulatori di volo non sono più popolari come una volta, ma i piloti amatoriali in questo modo hanno la possibilità di fare pratica a casa. La cosa migliore, ovviamente, sarebbe disporre di un set-up di una certa qualità. Per permettere anche a noi di provare un simulatore, Logitec ha messo a nostra disposizione svariati apparecchi. E se ti stai chiedendo perché tutta l’attrezzatura sia del marchio Saitek, la risposta è semplice: lo scorso anno, il produttore svizzero di periferiche Logitec ha acquistato Saitek, un produttore di joystick, ampliando contemporaneamente la propria offerta di prodotti in modo significativo.

Ecco i prodotti che abbiamo a disposizione

Pannello strumenti Saitek Pro Flight (PC)
137.–
Logitech G Pannello strumenti Saitek Pro Flight (PC)
Pannello comandi di volo Saitek Pro
79.90
Logitech G Pannello comandi di volo Saitek Pro
Sistema di giogo Saitek Pro Flight Yoke
142.–
Logitech G Sistema di giogo Saitek Pro Flight Yoke
Saitek Pro Flight Multi Panel
93.80
Logitech G Saitek Pro Flight Multi Panel
Pannello Radio Saitek Pro Flight
109.–
Logitech G Pannello Radio Saitek Pro Flight
Saitek Pro Flight Rudder Pedaliera
137.–
Logitech G Saitek Pro Flight Rudder Pedaliera

Questo è il simulatore di volo che abbiamo provato

Flight Simulator X-Plane 11 (PC, Mac, DE)
Flight Simulator X-Plane 11 (PC, Mac, DE)

...su questa bestiaccia

Zenon ZX - powered by Joule Performance (Intel Core i7-7700K, 16GB, 500GB, 2TB, SSD, HDD)
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digitec Zenon ZX - powered by Joule Performance (Intel Core i7-7700K, 16GB, 500GB, 2TB, SSD, HDD)

...con questi tre monitor

C32HG70 (32", 2560 x 1440 pixel)
546.–
Samsung C32HG70 (32", 2560 x 1440 pixel)

Ci dirigiamo in cantina, dove abbiamo assemblato il simulatore, per decollare in totale tranquillità. Poiché nessuno di noi è familiare con i simulatori di volo né con l’atto di pilotare un aereo nel mondo reale, abbiamo chiesto aiuto a un esperto. Christian W. ha più di 500 ore di volo alle spalle. Quando era più giovane si destreggiava regolarmente con questi giochi, mentre durante la sua formazione da pilota ha utilizzato simulatori di volo veri e propri. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa del nostro modello e se con il nostro simulatore è davvero possibile imparare a pilotare un aereo.

Prime impressioni

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«Wow, un F4!», è stato il suo primo commento, accompagnato da un sorriso malizioso. L’aereo da combattimento Phantom F4 è uno dei molti modelli che possiamo scegliere sul simulatore. Christian però preferisce iniziare con calma e sceglie un più modesto Cessna. Il suo sguardo esperto nota subito che il nostro set-up corrisponde a un aereo con un solo motore. Saitek offre una vasta gamma di dispositivi che riproducono in maniera relativamente fedele il pilotaggio di diversi tipi di aerei, ma anche con il nostro set-up abbiamo una scelta piuttosto ampia. Alcuni elementi di controllo non sono disponibili o devono essere regolati nel gioco.

Il primo decollo non va esattamente come previsto. Alcune delle leve non reagiscono. Sebbene l'elica giri bene, l'aereo non si allontana. Partiamo alla ricerca del problema. O meglio, Christian fa tutto il lavoro mentre io me ne sto in un angolino a guardare tutte le notifiche che appaiono sullo schermo. È un bene che Christian sia in grado di decifrare tutti gli interruttori e i display, che per una volta non sono solo elementi decorativi. «Devi girare la rotellina», gli dice Sandro, il nostro esperto di marketing digitale, nonché cineoperatore per la giornata. «So come funziona», risponde Christian con decisione. Riavviando i livelli risolve il problema. Probabilmente, un errore di configurazione. Poco dopo, Christian parte dall'aeroporto bernese di Belp al comando del suo Cessna. Ma prima che possa farlo, lo costringiamo a comunicare via radio con la torre tramite il dispositivo di comunicazione integrato. Anche se è completamente inutile, visto che il computer non può rispondere perché giochiamo offline. In ogni caso siamo felici come bambini quando lo sentiamo comunicare in un linguaggio che, almeno alle mie orecchie, suona come incomprensibile gergo da piloti.

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Dobbiamo ridurre leggermente il livello di dettaglio del gioco perché le immagini siano ben allineate e fluide su tutti e tre i monitor (5760 x 1080 pixel), ed ecco che la navigazione diventa un po’ più complicata. «Vorrei tornare indietro, ma il paesaggio è completamente diverso da come lo ricordavo. Non c’è un navigatore?». Ovviamente sì. Poiché i piloti non possono fare affidamento su Google Maps, il percorso viene indicato con delle coordinate.

Si può imparare a volare con il nostro simulatore?

Mentre Christian si dirige verso Belp con l’aiuto del navigatore, gli chiedo se un simulatore di volo di questo tipo possa essere utilizzato per imparare a pilotare un aereo vero. «Imparare a volare con questo simulatore non significa che tu sia in grado farlo in condizioni reali». La struttura della cabina di pilotaggio è simile nella maggior parte degli aerei. L'altimetro, la bussola e altri strumenti generalmente sono nella stessa posizione. Secondo Chistian, sapremmo come muoverci all’interno della cabina di pilotaggio solo dopo aver fatto centinaia di ore pratica con il simulatore. Ma io vorrei una risposta concreta: «Fa’ finta che il pilota e il co-pilota abbiano un attacco di cuore, e così pure tutti quelli seduti nella cabina di pilotaggio. Una vera epidemia di attacchi di cuore. E immagina che le hostess corrano in cabina, alla disperata ricerca di qualcuno che sia in grado di pilotare l’aero. Potrei farlo atterrare?» «Sarebbe una questione di sicurezza», mi dice Christian. Sicuramente avrei delle possibilità in più rispetto a chi non ha assolutamente idea di come sia fatta una cabina di pilotaggio, ma ci sono altri fattori che renderebbero l'atterraggio molto pericoloso. E l’atterraggio è già noto per essere la parte più difficile del pilotare un aereo. «Non è così», mi corregge subito Christian. La parte più difficile sarebbe il decollo. «Quando atterri devi solo individuare il punto giusto. Invece, durante il decollo, il motore può avere dei problemi e le cose possono mettersi davvero male». La prossima volta che volerò, sicuramente me lo ricorderò.

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Per proiettare un gioco su tre monitor, ci vuole un sistema potente.

Finalmente, il piccolo aeroporto di Berna appare davanti a noi. Christian atterra il Cessna e lo parcheggia in sicurezza nello spazio apposito. Non è del tutto soddisfatto della sua performance né di quella del simulatore: «Ho volato troppo velocemente». Dal momento che poteva fidarsi solo degli strumenti e non anche delle sue sensazioni, ha viaggiato un po’ troppo velocemente. La nota positiva è che non si è schiantato, come ho fatto io al mio primo tentativo... be’, a mia difesa posso dire che è successo solo perché non trovavo i freni.

«Come, non puoi lanciare razzi?»

Dopo il tranquillo volo a bordo del fidato Cessna e un tour veloce su un Boeing 747, Christian prosegue al livello successivo. «Proviamo l’F4». Sostituiamo il volante e i comandi con un joystick Hotas. Hotas è l’acronimo di «Hands On Throttle And Stick», ovvero un sistema a doppio pannello di controllo che viene utilizzato negli aeromobili più moderni. Gli appassionati dei simulatori più ambiziosi che non vogliono installare un set-up completo a casa si affidano a Hotas. È anche il sistema di pilotaggio ideale per un Phantom F4.

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«Carica altri due missili AMRAAM, così l’ F4 è ancora più potente e spaventoso», mi ordina Christian. Penso subito che due siano pochi, ma poi mi viene in mente che i veri aerei da combattimento probabilmente non hanno spazio per 50 missili. Mi sa che passo troppo tempo a giocare con i simulatori.

Christian sceglie la base aerea militare di Meiringen come punto di partenza per il suo F4 carico di munizioni. Prima di decollare, dobbiamo fare alcune modifiche specifiche alle impostazioni per posizionare correttamente tutti i pulsanti e le leve. Dopodiché, tutto quello che dobbiamo fare è spingere in avanti la grande leva dell’acceleratore dell’F4. Ma l’aereo da combattimento è troppo sensibile ai comandi e Christian non è soddisfatto. Dovremmo apportare altre modifiche nelle impostazioni, ma non abbiamo alcuna voglia di ricominciare da capo. Christian però nota che l'aereo vola speditamente e che l’Hotas è molto più massiccio e quindi più simile a ciò che si trova in un aereo reale rispetto alla variante precedente.

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«Almeno premi il pulsante rosso e lancia i razzi», gli dico. «Non posso». «In che senso non puoi?» Le armi di cui sono muniti gli «X-Plane 11» sono semplici imitazioni, mi spiega Christian. E, inoltre, un’AMRAAM è un missile, non un razzo. La mia delusione, invece, è realissima.

Differenze tra il simulatore e gli aerei veri

Come se la cava il nostro simulatore di volo rispetto agli aerei veri? «Durante un volo reale, la pressione sui comandi aumenta con la velocità, e la leva non è mai così facile da manovrare come questa», spiega Christian. «Se l'aereo è dotato del sistema di controllo Fly-by-Wire, le superfici di comando vengono azionate da un sistema idraulico che in un certo senso equivale a un servosterzo. Anche qui viene applicato un Force Feedback fittizio, perché le sensazioni del conducente sono estremamente importanti. I comandi del simulatore dovrebbero essere dotati di un Force Feedback che li renda più realistici, altrimenti non si ha la percezione giusta. Secondo Christian, quindi, non sarebbe possibile provare a fare un volo strumentale. «Quando pilotiamo un aereo reale, prestiamo molta attenzione alle nostre sensazioni: sentiamo la posizione dell'aereo, le turbolenze, la velocità del motore e così via. È essenziale», continua.

Inoltre, non bisogna sottovalutare l'importanza delle comunicazioni radio: «Durante un volo vero, ci parlano in continuazione e noi dobbiamo ascoltare, perché potrebbe trattarsi di qualcosa che ci riguarda». Infatti è importante essere in grado di rispondere, dice Christian. Un’altra differenza rispetto a un simulatore reale è che questo riproduce un tipo specifico di aerei, mentre i set-up progettati per essere installati a casa sono ibridi che riproducono diversi modelli.

Christian però scopre che il nostro simulatore offre un vantaggio non insignificante: «Quando non hai più voglia di stare ai comandi, puoi semplicemente fermarti e dopo l’atterraggio non devi stare a riempire mille scartoffie».

Vale la pena acquistarlo?

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«Da piccolo, per un gioco così avrei fatto i salti di gioia, ma oggi preferisco pilotare un aereo vero. Qui c’è qualcosa che manca». E se Christian dovesse installare un simile set-up a casa, per prima cosa rimpiazzerebbe la leva di plastica. Per quanto riguarda i pedali, invece, secondo Christian somigliano a quelli veri. Anche l’Hotas potrebbe essere migliorato un po’. «L’esperienza migliore è stata con il Cessna, l’F4 È stato un flop colossale. Qualcosa era stato impostato male». Continuerebbe a utilizzare il suo vecchio joystick e il simulatore che già possiede, mentre il suo denaro lo spenderebbe per qualcos’altro. «Tre monitor sono davvero fantastici», dice Christian, tuttavia sono troppo ingombranti. Ma c’è una cosa del nostro set-up che gli è piaciuta molto: «Posso tenermi il sedile? È comodissimo». Anche se in realtà è il sedile di un’auto da corsa.

Air Force
403.–
Playseat Air Force

Se hai il budget adeguato e abbastanza tempo per installare il simulatore di volo di Saitek, dovresti decisamente assemblare la tua cabina di pilotaggio amatoriale. Non ti darà esattamente le stesse sensazioni di un vero aereo, ma ci si avvicina molto e difficilmente troverai qualcosa di più realistico.

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Philipp Rüegg
Philipp Rüegg
Senior Editor, Zurigo
Vado matto per il gaming e i gadget vari, perciò da digitec e Galaxus mi sento come nel paese della cuccagna – solo che, purtroppo, non mi viene regalato nulla. E se non sono indaffarato a svitare e riavvitare il mio PC à la Tim Taylor, per stimolarlo un po' e fargli tirare fuori gli artigli, allora mi trovi in sella del mio velocipede supermolleggiato in cerca di sentieri e adrenalina pura. La mia sete culturale la soddisfo con della cervogia fresca e con le profonde conversazioni che nascono durante le partite più frustranti dell'FC Winterthur.

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